“La Società degli Eterni” è il nuovo lavoro della band genovese Tony Tears. Un concept album a metà strada tra un patto magico e la ricerca del karma. Un disco che, in qualche maniera, cerca di mischiare più sonorità e, nei suoi piccoli aspetti, cerca di essere vario; infatti, numerosi sono i passaggi tra dark metal, horror metal a parti più elettroniche e tetre.
“Spirit of the Oath” è una piccola intro elettronica che sembra ispirarsi alle sonorità del Paul Chain più elettronico. Poche note lineari che introducono, attraverso sonorità tenebrose, il concept misterioso dell’intero disco. La seguente “Lost Soul in the Pit of corruption” è un brano dark metal caratterizzato da un sound abbastanza diritto, semplice e che, oltre all’ispirazione per il vecchio dark sound italiano anni 80, si sa aprire, attraverso i cori del vocalist, a melodie tipiche del genere. La sezione ritmica svolge un ottimo lavoro e i riff di chitarra permettono al cantante, nonostante le molteplici parti strumentali, di crearsi il suo spazio. Brano che, anche attraverso i testi, si allinea al tema dell’album. La parte recitata sembra ispirarsi agli Jacula/Antonius Rex.
“Angemon” inizia con un arpeggio che ricorda un pochettino il brano “Destroyed and Damned” dei Venom ( album “Cast in Stone”) ma che si sviluppa in un dark metal influenzato dalla dark wave anni 80. La voce del vocalist sembra ispirarsi al grande Andrew Eldritch (Sister of Mercy) ma anche, per quanto riguarda i falsetti e le parti più recitate, a King Diamond. Le melodie, ricalcate dall’arpeggio iniziale, creano un tutt’uno con l’intera band che, con competenza, svolge il suo buon ruolo.
Le vecchie sonorità heavy/dark metal le ritroviamo nel brano seguente “The World is the game of the dead”. In alcuni frangenti sembra di sentire, alla maniera italiana, il sound di “Don’t Break the Oath” dei Mercyful Fate. Anche in questo brano i momenti strumentali sono abbastanza lunghi rispetto al cantato che, in maniera ortodossa, riesce ad intervenire nei momenti chiave della composizione. Il brano possiede una buona carica nei momenti piu’ heavy e dove intervengono, dando un tocco di malignità, quando le ritmiche si fanno più dure. I riff sono metallici, sabbathiani e si alternano alle parti più lente e decadenti.
“Serpents of the Great Change” e “Rage of Unsaid Words” sono due buoni brani influenzati dall’horror metal dei Death SS (alcune parti ricordano lo stile di “Black Mass”) ma anche dell’heavy metal classico (Angelwitch, Witchinder General). Se la prima composizione è caratterizzata da riff cadenzati, sui quali s’inseriscono cori maligni e psichedelici, la seconda possiede riff veloci e duri. Il vocalist riesce ad inserirsi bene e il suo lavoro risulta essere decisamente graffiante. Anche la sezione ritmica risulta essere capace ed ispirata.
I riff di “Liturgy of the Smell” sembrano uscire dal miglior dark metal/horror metal degli anni 80. Le influenze dei maestri del passato sono ben evidenti. L’inizio di tastiera introduce, assieme a dei cori oscuri, l’ingresso di un basso distorto che, a sua volta, crea il giusto tappeto sonoro che permette alle chitarre di entrare con grande energia. Buono il lavoro del basso che, a metà del brano, crea delle intense parti e ben riuscite sono le parti più decadenti.
“La Strana casa” inizia con magiche tastiere a cui seguono delicati arpeggi che aprono a melodie magiche a cui seguono rocciosi riff di chitarra. Il sound è duro e, in alcuni momenti, sembra anche prendere ispirazione dalle colonne sonore horror anni 70/80. Lo sviluppo del brano ricorda anche i primi Malombra. Dopo a metà del brano, interamente strumentale, riff metal prendono il sopravvento così come fuoriesce un assolo di chitarra che ha il compito di dare una maggior tensione al brano. Il lavoro della sezione ritmica è potente e preciso.
“La Società degli Eterni” possiede delle sonorità misteriose che ricordano i primi Malombra/Il Segno del Comando. Tastiere oscure, che ricordano i Goblin degli anni 80, e arpeggi puliti introducono riff decadenti che ricordano, per alcuni aspetti, anche i primi Cathedral. L’idea del cantato in italiano è riuscita e il vocalist è bravo nella sua interpretazione vocale. Un buon brano che, quasi sicuramente, piacerà ai fan della formazione genovese.
A chiudere la tetra “Old souls” che possiede tutti gli elementi dei brani precedenti: parti pulite, tastiere oscure, riff doom decadenti e tetre parti vocali. Un disco che, quasi sicuramente, sarà gradito ai fan del musicista genovese.
Domenico Stargazer
Tracklist:
- Spirits Of The Oath
- Lost Souls In The Pit Of Corruption
- Angemon
- The World Is The Game Of the Dead
- Serpents Of The Great Change
- Rage Of Unsaid Words
- Liturgy Of The Smell
- La Strana Casa
- La Società Degli Eterni
- Old Souls
- Anno: 2024
- Etichetta: I Voidhanger Records
- Genere: Doom metal
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