Nati nel 2020, i romani Risen Crow debuttano nel panorama Metal con “Requiem For A Damned Love” un disco di power massiccio a tinte gotiche che si caratterizza per la presenza di due voci soliste, Antonella Della Monica e Claudio Vattone, che si spartiscono abbastanza equamente i cantati. Se dal punto di vista visivo i lunghi capelli blu possono farci preferire l’una, la poderosa voce dell’altro compensa il gap e surclassa di gran lunga la collega, in un eventuale inelegante quanto inevitabile confronto.
Vi anticipo subito che l’ascolto di queste otto canzoni mi ha lasciato piuttosto perplesso. Non mi riferisco solo alla questione dei suoni, così artificiosi ed improbabili che i fusti della batteria sembrano bollicine di pluriball che scoppiettano, ma al fatto che tutto, nei Risen Crow, si manifesta come “non necessario”. Questa è la sensazione netta che ha accompagnato gli ascolti del disco, così come la visione dei videoclip in cui i cantanti mescolano l’aria con visi rapiti ed orgasmici (provare a guardarli col volume a zero: l’effetto comico vi farà schiattare!). Ciò che mi chiedevo continuamente era: “Ma questa roba può piacere veramente a qualcuno?”
Forse ho saltato qualche passaggio, quindi cercherò di argomentare meglio. Siamo di fronte ad un gruppo che suona piuttosto bene, con un gran cantante, chitarrismo di alto livello e onnipresenti tastiere anche soliste, perfettamente capaci di mettere insieme poderose composizioni metalliche formalmente perfette. Il problema? Questo disco vi entrerà in un orecchio e scivolerà via dall’altro senza lasciare la minima traccia!
Anzi, forse vi ricorderete i grotteschi passaggi con la voce narrata in italiano, che sembrano rubati alla Smemoranda di una quattordicenne.
Io penso che chiunque di voi si mettesse a improvvisare ritornelli power sotto la doccia (so che lo fate!) sarebbe capace di imbroccare una melodia più accattivante di quelle contenute qui dentro, appiattite da arrangiamenti così convenzionali e da così tanti strati di armonizzazioni da risultare indigeste e inintelligibili, anche nei casi più felici.
Intendiamoci, non è tutto da buttare! Ho apprezzato “Funeral Jack” e anche la sparatissima “Believe In Me” ha diversi aspetti pregevoli, ma la fatica di ascolto è tale da indurre un distacco apatico che si traduce presto in noia e disinteresse, confermati dalla genericità degli stralci di testo che riusciamo a comprendere qua e là.
Già, perché lo sapete qual è la cosa più interessante che hanno da dirci nella canzone che porta il nome della band? Che il corvo “flies in the sky”…
La band mi perdonerà se approfitto del loro disco per sollevare una riflessione più ampia in merito alla pericolosa china generalista che ha preso da diversi anni ciò che ci ostiniamo a chiamare Metal, in cui basta avvicinarsi a risultati già collaudati da altri per giustificare la propria esistenza. Io avverto una terribile mancanza di cose da dire e di identità personali capaci di veicolarle. E non mi riferisco certo solo a questo disco, che comunque trasuda decine di ore di lavoro e di impegno e sono certo potrà piacere a fan dei Within Temptation o degli Evergrey.
Marcello M
Tracklist:
- Never Surrender
- Black Widow
- Funero Jack
- Risen Crow
- Revelation
- Dark In My Life
- Believe In Me
- Black Rose
- Anno: 2025
- Etichetta: Rockshots Records
- Genere: Power Gothic Metal
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