Va bene, magari posso capire che non tutti hanno voglia e tempo di leggere un libro ma oggi voglio parlarvi di un film.
Quindi non avete scuse, non posso credere che non abbiate un’ora (questa la durata) da dedicare alla visione di questo DocuFilm di cui mi appresto a fare la recensione.
Registrato tra luglio 2023 e marzo 2024 per la regia di Armin Ferrari e il soggetto, la sceneggiatura e la voce narrante di Jadel Andreetto ci racconta una realtà musicale piuttosto particolare..
Il film inizia con una domanda che viene posta a molteplici personaggi, quali musicisti, giornalisti, linguisti e storici: “Che cosa è il Sudtirolo?”
Parere unanime: silenzio, nessuno ha saputo rispondere!
Perché per capire il senso di questo film vanno analizzati e definiti tre elementi fondamentali: contesto storico, geografico e sociale.
Siamo negli anni ’80-’90 quando le divergenze tra etnia tedesca e italiana, a Bolzano, erano particolarmente calde. Il desiderio di indipendenza dalla madre patria Italia era ancora molto sentito.
Non a caso sono di quegli anni gli attentati di organizzazioni terroristiche che rivendicavano la loro autonomia.
Va anche fatto notare che l’italianizzazione di Bolzano aveva portato alla creazione di numerosi quartieri operai dove risiedevano i lavoratori delle numerose fabbriche e industrie metallurgiche, giunti qui dal Veneto o da altre parte di Italia in cerca di lavoro e di una casa.
Questi quartieri erano nelle zone limitrofe e di periferia della Bolzano asburgica, di conseguenza chi ne abitava non era visto di buon occhio dai residenti delle zone centrali.
In questo scenario di confine, la musica per molti ragazzi ha rappresentato un modo di ribellione e di salvezza rispetto a ciò che stava accadendo intorno a loro.
Il Metal che qui grazie alla vicinanza della Germania era assai di moda, conviveva con altri generi musicali ben più tradizionali.
Ecco che molti ragazzi attraverso le loro canzoni hanno cercato di far sentire la propria voce, raccontando come era vivere nella suburra e come venivano trattati e visti dalla Bolzano bene. In una canzone si narra anche la paura che la notte si prova a passare o solamente trovarsi in uno di questi quartieri.
Solo con un sound duro, con voci urlate nel microfono era possibile farsi sentire e notare in questo contesto.
Nel documentario sono tanti gli artisti di successo, volti ben noti nello scenario musicale internazionale, che vengono intervistati per raccontare la propria esperienza: Skanners, Graveworm, Sematary, No Choice, Khalmo, Okkupazione e molti altri.
Il pregio di questo lavoro è quello di far emergere un capitolo della nostra Storia unico e poco conosciuto dalla stragrande maggioranza (me compresa).
Il documentario è stato selezionato da vari festival, tra cui il Biografilm di Bologna, e due kermesse a Berlino e Los Angeles. Da qualche mese è disponibile su Open DDB.
Francesca ‘Penny’ Faenzi
- Anno: 2024
- Etichetta: Riff Video
- Genere: Documentario
