Parlare dei Death SS, in occasione dell’uscita del loro undicesimo LP intitolato ‘The Entity‘, non è cosa semplice.
Si è detto e scritto di tutto su questo gruppo, che poi tanto gruppo non è, visto che nasce e cresce sotto l’egida del ‘Deus Ex Machina’ Steve Sylvester che, dati alla mano, ha cambiato circa una trentina di formazioni in questi 48 anni di vita. La loro storia rappresenta un caso unico nel panorama metal mondiale: una band che ha anticipato tendenze, portato il teatro nei loro live e influenzato gruppi moderni e famosissimi, pur rimanendo relativamente underground rispetto al loro impatto storico.
Non è semplice, dicevo, perché le difficoltà nascono da un insieme di fraintendimenti culturali, associazioni errate (quelle maledette SS nel monicker!) e superstizioni condite da un’aura di mistero che hanno accompagnato la band sin dagli inizi.

Nonostante tutto questo i Death SS sono tornati più vivi che mai con una serie di concerti memorabili e con questo nuovo capitolo, ‘The Entity‘, un concept album ambizioso e ipnotico dove la componente narrativa prende quasi il sopravvento sulla musica: l’album è ispirato a una storia intricata che collega occultismo, letteratura gotica, serial killer storici e arte underground, culminando nella nascita stessa della band. Il risultato è un’opera complessa più nei contenuti che nella musica.
Il concept, dettagliato nelle note di copertina (un vero e proprio racconto che funge da libretto), parte dagli albori del ‘900 con Aleister Crowley, il celebre occultista, che invoca L’Entità, una forza primordiale e non umana che si nutre dell’energia vitale degli ‘eletti’, esaltando la loro parte malvagia per liberare il potenziale creativo represso. Da qui, la narrazione si dipana attraverso secoli: dal XVII secolo scozzese con Gil Martin, il demone possessore nel romanzo di James HoggMemorie e confessioni private di un peccatore giustificato‘, che istiga il protagonista Robert Wringhim a omicidi in nome della predestinazione calvinista; al XIX secolo londinese con il classico ‘Lo strano caso del Dr. Jekyll e del Mr. Hyde‘ di Robert Louis Stevenson, dove L’Entità assume la forma di Edward Hyde, l’alter ego selvaggio e omicida del dottore, rappresentando l’Ombra junghiana dell’inconscio.
Proseguendo nel racconto, L’Entità evolve: da Hyde a Jack lo Squartatore, possessore di corpi multipli (tra cui il pittore Walter Sickert, autore dei controversi ‘Camden Town Murder‘), fino a intrecciarsi con la figura tragica di Mary Reilly/Mary Jane Kelly, l’ultima vittima dello Squartatore, resuscitata in una saga necrofila ispirata al fumetto erotico italiano ‘Cimiteria‘ di Renzo Barbieri. L’Entità, non più solo distruttrice, scopre l’arte come nutrimento: dalla pittura alla musica, abbandonando lame per microfoni e chitarre elettriche.

Questo nuovo tipo di energia oscura, innovativa e vitale, che lentamente riuscì a permeare l’intera scena artistica underground di quei tempi, divenne un nuovo tipo di nutrimento per l’Entità, che abbandonò definitivamente pugnali e spazzole per imbracciare microfono e chitarra elettrica, impossessandosi delle anime di nuovi ospiti, non più killer ma rockstar. Ed è questa versione dell’Entità che si è manifestata a Steve Sylvester nel 1977‘.

L’ultima traccia, in cui l’Entità parla in prima persona, riassume tutta la storia.

 

Sono morto e rinato centinaia di volte.

Ho compiuto azioni gloriose e commesso tanti crimini.

Ho conosciuto uomini intelligenti e anime tormentate.

E ho cercato di guidarli verso i loro obiettivi.

Ti guiderò, ti nutrirò, sarò parte di te.

Ti dirò come fare tutto ciò che vuoi.

Ho avuto molti volti e tanti nomi.

E diversi modi di giocare ai giochi malvagi.

Ho viaggiato per il mondo e per i sette mari.

Ho creato tutte le regole e i trucchi per compiacere.

Ti guiderò, ti nutrirò, sarò parte di te.

Ti dirò come fare tutto ciò che vuoi.

Vivo nell’oscurità.

Sono il maestro della rovina.

Ti lascerò il mio segno.

Guardami negli occhi.

Non puoi sfuggire.

Alla mia vista malvagia.

Risorgerò sempre.

Perché il male non muore mai.

 

Musicalmente, duole dirlo, siamo lontani dai fasti di ‘In Death of Steve Sylvester‘ o dal monumentale ‘Heavy Demons‘. ‘The Entity‘ è un’evoluzione del sound dei Death SS: le radici Heavy e Doom si fondono con elementi Progressive, Hard Rock e con una marcata espressività teatrale, complementare al concept dell’album.
Dodici brani, nessuno dei quali memorabili, ma che gustati nel loro insieme vi faranno fare un lungo viaggio nella caratteristica versatilità stilistica dei Death SS.

 

Filippo Marroni

 

Tracklist

  1. Ave Adonai
  2. Justified Sinner
  3. Possession
  4. Dr. Jekyll & Sister Hyde
  5. Two Souls
  6. Out to Get Me
  7. Hell Is Revealed
  8. Love Until Death
  9. The Whitechapel Wolf
  10. The Evil Painter
  11. Cimiteria
  12. Evil Never Dies

 

  • Anno: 2025
  • Etichetta: Lucifer Rising Records
  • Genere: Heavy Metal/Horror Rock

 

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