Dopo l’entusiasmo che ha suscitato in me l’ascolto degli HoneyBombs, a pochi giorni di distanza rimango folgorato in ugual misura dagli Wheels Of Fire!
In un panorama del rock melodico che spesso sembra ripiegato su se stesso, ‘All In‘ è il quarto sorprendente album in studio della band nata nel 2006 dall’iniziativa del cantante Davide Barbieri che ha sempre navigato nelle acque del Melodic Hard Rock, con un occhio al passato glorioso degli anni ’80 e ’90. Dopo l’esordio con ‘Hollywood Rocks‘ nel 2010, un disco che li ha fatti notare in Europa e persino in Giappone, hanno proseguito con ‘Up For Anything‘ (2012) e ‘Begin Again‘ (2019), affinando un suono che mescola energia e melodie accattivanti. ‘All In‘ arriva dopo un silenzio di sei anni, in un periodo in cui il genere sta vivendo una rinascita underground, purtroppo lontana dai fasti di un tempo quando questo genere riempiva gli stadi. È un lavoro che riflette la maturità di una formazione consolidata: Barbieri alle voci e tastiere, Stefano Zeni alle chitarre, Simon Dredo al basso e Fabrizio Uccellini alla batteria. Prodotto dallo stesso Davide  Barbieri, l’album è stato registrato al Pristudio di Bologna sotto la guida di Roberto Priori e pubblicato da Art Of Melody Music/Burning Minds Music Group.

Il suono di ‘All In‘ è un’evoluzione naturale del loro stile con un tocco più Heavy rispetto ai dischi precedenti, ma sempre ancorato a melodie immediate e chorus che si stampano in testa. Le influenze sono chiare e affondano nel calderone americano degli anni d’oro. Le chitarre di Zeni dominano con riff affilati e assoli che non esagerano in virtuosismi, mentre la sezione ritmica tiene un groove costante, senza strafare. Barbieri, con una voce che ricorda Roby Facchinetti dei Pooh, aggiunge emotività senza cadere nel melenso. È un disco che suona moderno nella produzione, pulita e precisa, ma fedele alle radici: non c’è elettronica invasiva o esperimenti fusion, non ci sono contaminazioni con altri generi, solo Hard Rock onesto, ben scritto e ben suonato.

I punti forti emergono fin dall’ascolto iniziale. L’album apre con ‘Fool’s Paradise‘, un pezzo veloce e incalzante che ti aggancia con un riff heavy e un chorus esplosivo, è il tipo di opener che fa venire voglia di alzare il volume in macchina. Tra i momenti riusciti spicca ‘Resonate‘, con un’atmosfera riflessiva ma non sdolcinata, molto ‘trombereccia’. ‘99 Lies‘ è un anthem moderno, mentre ‘Neverland‘ sarebbe perfetto per un passaggio radiofonico ripetuto. ‘Invisible‘ inizia piano con tastiere e voce, poi esplode in un crescendo di chitarre che dà i brividi, dimostrando che i Wheels Of Fire sono dei grandi compositori. Anche ‘Walking On The Wire‘ merita una menzione per il suo incalzante ritmo. Nessun filler, 12 Canzoni (con la C maiuscola), da ascoltare e riascoltare.

 

Filippo Marroni

 

Tracklist:

  1. Fool’s Paradise
  2. Under Your Spell
  3. End Of Time
  4. Resonate
  5. 99 Lies
  6. Neverland
  7. EmpTV
  8. 9.29
  9. Invisible
  10. Walking On The Wire
  11. Heaven Is Sold Out
  12. Staring Out The Window

 

  • Anno: 2025
  • Etichetta: Art Of Melody Music/Burning Minds Music Group
  • Genere: Hard Rock

 

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