Dopo anni di attesa e una lunga gestazione creativa, il duo bergamasco Voland (composto da Haiwas e Rimmon) approda finalmente al formato album con ‘The Grieving Fields‘, uscito il 25 aprile 2025 per l’etichetta Dusktone.
Si tratta di un esordio sulla lunga distanza che rappresenta un punto di svolta significativo nel percorso della band.
‘Voland‘ del 2008 era più focalizzato su battaglie specifiche della Seconda Guerra Mondiale come Leningrado e il Lago dei Ciudi, con un suono Blackened aggressivo che privilegiava l’impatto immediato. ‘Voland III‘ del 2021 ruotava sulla figura dello Zar, aggiungendo epicità e marzialità.
In questo ‘The Grieving Fields‘ i Voland optano per una sottigliezza maggiore: il focus sinfonico alla Tchaikovsky riduce ulteriormente gli elementi Black puri a favore di clean vocals, orchestrazioni complesse e un tono eroico ma anche riflessivo, per adattarsi ai temi sensibili di sofferenza e oppressione.
I Voland prendono il monicker dalla manifestazione di Satana ne ‘Il Maestro e Margherita‘ di M. Bulgakov. Rimmond e Haiwas partono esattamente dallo stesso concetto: imprevedibilità musicale, ma allo stesso tempo un vero amore per la storia e i suoi racconti pieni di passione.
La prima metà dell’album (‘227‘, ‘Saturno‘ e ‘ARMIR‘) è occupata dalla rievocazione della guerra, dove la ferocia sonora è ben presente ma comunque malinconica; nella seconda metà i tratti Folk emergono con maggiore decisione (‘Rodina‘, ‘Don‘ e ‘Variag‘) con risultati eccezionali.
Componenti operistiche ed epiche che sfociano spesso nel Power, spesso nel Musical, in un sorprendente e unico stile.
Haiwas suona tutti gli strumenti dando risalto alla componente sinfonica: non c’è un assolo di chitarra anzi la chitarra rimane abbastanza nascosta, di supporto alle ritmiche. Rimmon cura tutte le voci, mostrando grande padronanza nel passare da clean, scream e growl.
‘The Grieving Fields‘ rappresenta una maturazione artistica importante per i Voland. Non cercano compromessi commerciali, non si piegano alle convenzioni del genere: semplicemente continuano sulla loro strada originale perfezionando le qualità che li contraddistingue.
Un piccolo capolavoro.
Filippo Marroni
Tracklist:
- 277
- Saturno
- Armir
- Rodina
- Don
- Variag
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