Questo sostanzioso EP di tre pezzi (oltre venti minuti) arriva ad un anno esatto dal disco di debutto del progetto personale del multistrumentista e autore Matteo Balzarini, un figo milanese dall’animo romantico e tormentato, che utilizza le forme del post black, post rock, post doom per affogare le proprie paludi depresse con una marea di malinconica acquiescenza.
Matteo ha la sensibilità e l’intelligenza di farsi accompagnare in questa esposizione da un vero batterista, Alessandro Mori, capace di infondere vita e drammatica intensità dinamica alle composizioni, che suonano morbide e lineari, fluide e organiche.
“Useless”, che apre il disco, è un bellissimo pezzo, di disarmante semplicità, con uno struggente tema melodico che vi rimarrà impresso fin dal primo ascolto, anche perché nelle sue varie ripetizioni e armonizzazioni occupa buona parte del minutaggio del brano. Atmosfere alla primi Anathema, stemperate in un acquerello di grigi, ci accompagnano sciogliendo la tristezza con energia, mentre il growl cavernoso e distante di Matteo declama i propri tormenti, storcendosi in grida disperate nell’inciso. Una sensazione piacevolmente vintage e anni novanta mi ha accompagnato nell’ascolto della traccia.
I sapori della gentile introduzione della successiva “Rusted” mi ricordano gli Afterhours, ma anche certo progressive romantico, ma quando entra il cantato, il suono si carica e appesantisce, fino a richiamare una versione più sobria e asciutta degli Swallow The Sun. Sonorità e dinamiche piacevoli, ma manca un vero gancio capace di rendere il brano memorabile, considerato che il fraseggino trillato sulle frasi conclusive risulta gradevole ma piuttosto ordinario, come l’insistito tempo tenuto sui piatti con la doppia cassa sotto.
La traccia che prende il nome dal gruppo stesso, “Marea”, è una composizione strumentale che si impasta su comode e familiari progressioni di accordi con intervalli di terza, consegnandoci otto minuti di soffice malinconia accompagnata da rumori acquatici, tra arpeggi e tastiere garbati e delicati. La distorsione entra nei minuti finali, accompagnata da qualche urla lancinante in sottofondo, giusto per confermare che, nonostante la musica orecchiabile, siamo ancora disperati. Una composizione che se la gioca più sulle sfumature e il pathos che sulla scrittura, onestamente piuttosto inflazionata. Rimane comunque un progetto ben messo fuoco e ben realizzato.
Se avete voglia di farvi un piantino…
Marcello M
Tracklist:
- Useless
- Rusted
- Marea
- Anno: 2025
- Etichetta: Masked Dead Records
- Genere: Romantic Doom
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