‘The Spectrum of Human Gravity’ spinge il quartetto all-female Hellfox in territori più oscuri ed introspettivi rispetto all’esordio del 2022 intitolato ‘The Call.

La band formata da Greta Antico (voce), Priscilla Foresti (basso e voce), Gloria Capelli (chitarra) e Federica Piscopo (batteria) tratteggiano la loro maturità artistica in un viaggio emotivo che rifiuta il giudizio ed abbraccia l’accettazione delle fragilità.

L’album è un viaggio interiore, raccontato in prima persona, che attraversa le emozioni umane, accetta i sentimenti e la loro rilevanza specifica misurata dalle esperienze e dalle ferite subite. Greta Antico, autrice dei testi, ispirandosi ad un proprio percorso lascia che siano le varie voci interiori a parlare senza filtri, trasposte in maniera allegorica in modo da lasciare all’ascoltatore la facoltà di interpretarle individualmente. 

L’album si apre con l’immagine potente e malinconica di “Nautilus – Seaweed Braids” che ondeggia sulle onde torbide di chi sceglie di togliersi la vita. La portata artistica è imponente e la melodia lascia un senso di amarezza latente su un costrutto ritmico dilatato ed oscuro. I confini musicali di genere si fanno più offuscati anche grazie al sound profondo ma comunque nitido. “Empty” basata sull’alienazione fisica, appare più immediata e costruita sulla melodia del ritornello; dopo vari ascolti si scende in profondità cogliendone la potenza straziante. Una portante ritmica letteralmente mastodontica che colpisce profondamente, una lenta agonia che lascia segni indelebili. In “Water on the Ceiling” l’atmosfera claustrofobica è intrisa di autentica brutalità espressa dal dualismo vocale Antico / Foresti; quello stesso equilibrio tra la componente più gotica e spettrale e quella violenta scandito dalla conta nelle crepe sul soffitto. “Pareidolia” è drammatica ed oscura, traccia una linea mentale nel trovare forme ordinate e familiari in immagini disordinate che si dissolvono come polvere. “Atlas” è un brano più complesso dalla costruzione progressiva, contiene elementi alternative e gotici di grande spessore. Certe peculiarità infondono profondità al brano dove ogni elemento è pesato con maestria; forse la condotta melodica delle voci è leggermente staccata da quella strumentale. Sulla distanza questo è comunque un brano persistente che non si può skippare, se ne traggono spunti ad ogni ascolto ed è ogni volta più intrigante.

“6 Times Lighter” altro brano incredibilmente valido,  parla di come certe sentenze possano avere conseguenze differenti secondo il peso che gli attribuiamo, così come sulla Luna il nostro peso è sei volte inferiore. Relatività del dolore e di come si impara a camminare in condizioni differenti. Un’altra vetta di questo splendido album è “The Centipede” che con passo e ritmica pesante si fa largo nella palude emotiva del giudizio tra normalità ed aberrazione. L’album si chiude con “The Warrior, The Child, The Healer” dove le voci interiori cercano di emergere autonomamente in superficie; seguita dalle cinematiche vocali di “Voices” che  sublimano appunto i flussi interiori delle stesse. 

‘The Spectrum of Human Gravity’ è un album dinamico ed introspettivo, arrangiato e suonato in maniera ineccepibile; un autentico manifesto della maturità artistica delle Hellfox. Un album che non segue un estetica ma ne crea una propria; in bilico tra Alternative Metal e Melodic Death Metal con macabri orpelli digitali dei synth e una emotività dirompente. 

Assolutamente consigliato!

 

Four Arms

 

Tracklist:

  1. Nautilus – Seaweed Braids
  2. Empty
  3. Water on the Ceiling
  4. Paraeidolia
  5. Atlas
  6. Six Times Lighter
  7. The Centipede
  8. The Warrior, the Child, the Healer
  9. Voices
  • Anno: 2025
  • Genere: Alternative Metal, Melodia Death Metal
  • Etichetta: Rockshots Records

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