I Metal Detektor nascono nel 2000 all’interno dei famigerati Cripta Studios di Rende, un crogiolo ribollente di creatività e decibel, tra i più oscuri e fecondi della scena musicale calabrese. La formazione prende vita come risposta all’urgenza di serrare i ranghi attorno alla musica che ama, all’heavy metal vissuto non come moda, ma come militanza.
A distanza di quattro anni dal loro ritorno discografico con ‘The Battle of Daytona‘, i Metal Detektor sono pronti a presentare il loro nuovo album: ‘Violence and Pride‘.
Un lavoro che continua a esplorare le radici dell’Heavy Metal più puro, ma che al contempo evolve il sound della band, con una scrittura più riflessiva e una narrazione che si fa più intima e personale. L’album si articola in otto tracce che trattano temi di violenza, resistenza, orgoglio e sacrificio, mettendo in luce le sfumature più complesse della vita umana.
L’approccio alla composizione è sempre diretto e senza compromessi, ma con una crescente attenzione alla costruzione emotiva di ciascun brano. ‘Violence and Pride‘ non è solo un album di Heavy Metal, ma una riflessione sui temi della lotta, della resistenza e dell’identità. Oggi la band è attiva e pronta a tornare con un nuovo album, di prossima uscita: un nuovo capitolo per riaffermare, con orgoglio e coerenza, la sua inossidabile visione musicale.
I riff metallici, molto devoti ai grandi Metal Church e Metallica, introducono la tellurica ‘Sister gone bad‘. Il sound è quello dei grandissimi anni 80 e i nostri dimostrano una grande capacità nel saper prendere ispirazione del grande metal classico e dal miglior heavy/thrash americano degli anni 80. Le ritmiche sono possenti, anche grazie ad una ottima produzione, così come le linee vocali sono decisamente ispirate. Le melodie creare dal Singer e delle chitarre risultano essere di grande impatto cosi’ come la sezione ritmica, soprattutto nei cambi di tempo e nelle parti che sostengono l’assolo di chitarra, dimostra di essere veramente capace. Una song che sembra provenire dai bei tempi del genere. Un sound che richiama la band del grande David Wayne (RIP) ma anche dai mitici Judas Priest. Una grande composizione che apre un disco pieno di riff metallici e di grandi melodie.
La grinta, la potenza e il groove di ‘Grendel Returns‘ ricordano i Manilla Road o i Cirith Ungol più energici e metallici. Sotto il potente lavoro della batteria fuoriescono linee di basso e riff di chitarra decisamente pregni di grandi atmosfere che profumano di grande heavy epic metal. Le linee vocali, con grande capacità, seguono le melodie create e portano il brano ad elevarsi verso un crescendo di sensazioni che ricordano il lavoro dei grandi maestri del passato. Notevole l’assolo di chitarra che sprigiona una grande carica e bellissimi i ritornelli che fuoriescono dalla gola del cantante. Altro brano granitico e che darà grandissima gioia ai fan del grande heavy metal dei tempi! Veramente un ottimo brano!
‘Shadowrunner‘ è una granitica song piena di riff massicci che, con grande sapienza, è influenzata dalla migliore NWOBHM (Holocaust, Diamond Head, Saracens) senza risultare mai banale o come un qualcosa di già sentito. La produzione rende grande merito al lavoro dei singoli musicisti che sanno lavorare ottimamente assieme. Si sente che la squadra è affiatata ed ogni parte è ben inserita nella struttura musicale. Ogni nota non è mai fuori posto. Song spedita, classica e dotata di refrain veramente freschi e riusciti. Ottimo il lavoro del Singer e della sezione ritmica che, nei punti giusti spinge con grande determinazione ed energia.
Rocciosi riff di chitarra, colme di melodie malinconiche ed oscure, introducono ‘Violence and Pride‘. Altro brano dalle tinte classiche ma che, in alcuni punti, contiene delle vene più moderne e che possono ricordare alcune soluzione dei Nevermore. I nostri dimostrano di saper comporre anche brani che sanno racchiudere la tradizione del vecchio metal includendo sonorità devote ai primi anni 90. Il lavoro tecnico è notevole così come bisogna render merito al lavoro che è stato fatto in studio; infatti, la registrazione è veramente ottima e l’ascolto risulta essere decisamente gradevole anche perché è ben evidente che il lavoro del singolo musicista non va a sovrapporre quello degli altri.
Delle grintose e distorte linee di basso introducono l’oscura ‘Kok Buri‘. Un susseguirsi di riff, metallici e decadenti, trasformano il brano con elementi che ricordano, a tratti, i mitici Iced Earth. Nei ritornelli le parti più spedite prendono il sopravvento ma, allo stesso tempo, ci regalano parti pregne di ottime melodie e di linee vocali che trasmettono una grande carica e delle buone emozioni. Notevole il lavoro delle chitarre e del vocalist che, con grande vivacità, tesse delle linee vocali di grande presa. La sezione ritmica è precisissima e svolge un ruolo di primissimo piano.
Dopo l’ottima ‘Strangest Heart‘, che ricorda lo stile del leggendario Michael Schenker Group, la classica ‘Wild Frontier‘. Fraseggi spediti e melodici anticipano metallici riff di chitarra, che ricordano molto i Riot e gli Iron Maiden, a cui seguono cori e ritornelli che ricordano moltissimo la grande NWOBHM. Le linee vocali del Singer ricordano, in alcune parti, lo stile del grande Bruce Dickinson del periodo con i Samson. A metà brano è presente una dura cavalcata che apre a un grandissimo assolo di chitarra. La band dimostra di saper comporre brani dotati di ottime melodie ma anche di tecnica e capacità compositiva.
A chiudere la spedita ‘Living for the Thrill‘. Brano che possiede la capacità di saper prendere lo stile del miglior heavy metal americano (Vicious Rumors, Riot, Metal Church) e inglese (Iron Maiden e Judas Priest in primis). Bella anche la citazione di ‘Burn‘ dei Deep Purple a cui segue un assolo di chitarra al fulmicotone.
I Metal Detektor dimostrano di avere tutte le carte in regola per essere una grande band. ‘Violence and Pride‘ è un disco che, con grande passione per il genere, possiede una grande carica metallica che non sa di mera copia. ROCK ON \m/
Domenico Stargazer
Tracklist:
- Sister Gone Mad
- Grendel Returns
- Shadowrunner
- Violence & Pride
- Kok Ború
- Strongest Heart
- Wild Frontier
- Living for the Thrill
- Anno: 2025
- Etichetta: Rude Awakening
- Genere: Heavy Metal
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