Il progetto musicale Rimmar, creazione del chitarrista e compositore Marco Rinaldi, debutta con l’album “Raises” per Rockshots Records. Un viaggio musicale concettuale attraverso le tematiche di rinascita, trascendenza ed elevazione interiore.

Rinaldi ha scritto interamente, composto e arrangiato l’album con una filosofia creativa coerente: ogni traccia nasce dai suoi riffs o da strutture ritmiche per poi evolversi in arrangiamenti orchestrati attraverso l’utilizzo consapevole di sintetizzatori, pad sonori o texture stratificate.

Come afferma l’one-man band dietro al progetto Rimmar, ‘…l’intero lavoro ruota attorno alla necessità imperante di risorgere dalle macerie dell’indifferenza, superficialità e difficoltà di comunicazione’. “Raises” si distingue anche stilisticamente perché trascende i limiti di genere; partendo dal metal classico si trovano componenti power e progressive, elettronica con influenze sinthwave sino ad arrivare ad un ibrido etichettabile semplicisticamente come Metal.

Una delle carte vincenti più significative del progetto risiede nell’arruolamento di ospiti di calibro elevato nella scena rock e metal internazionale come Fabio Lione (Rhapsody of Fire, Angra), Mattia Fagiolo (White Thunder, Dragonhammer), Alessandro Cola (Eldritch), Kyo Calati (MindAheaD) e Marco Andreotti (Imagine Dragons tribute), ciascuno dei quali contribuisce con talento e personalità alla resa artistica di “Raises”.

La scelta stilistica di premiare le voci finisce talvolta per appiattire la profondità degli arrangiamenti riducendo l’impatto strumentale, molto più articolato di quanto non emerga dai primi ascolti. Diciamo che manca un po’ quella tridimensionalità timbrica che un progetto così stratificato richiederebbe.

La opener “Unreal” più legata direttamente al classic metal risulta emozionale e ricchissima di sfumature strumentali che rendono in maniera eccellente. “Planet Mars” è uno dei momenti più rappresentativi dell’album, l’idea di un paesaggio sonoro ‘spaziale’ è centrata; la voce non sovrasta il groove che risulta solido ed intrigante. “Mighty Messenger” forte di una prova vocale carismatica di Fabio Lione è un altro episodio dove tutto funziona perfettamente dall’arrangiamento alle texture digitali fino all’equilibrio del mixaggio, dove solo le dinamiche soliste sono eccessive. La magia riesce perfettamente anche su “Queen of the Gold” dove gli elementi stilistici di Rimmar coesistono in maniera cristallina un brano immediato e di grande spessore che centra l’obiettivo senza essere ruffiano. 

Altri brani spingono maggiormente sull’aspetto digitale e sul valore delle guest vocali ma finiscono per risultare più episodiche e forse meno riuscite: “Vortex” che sembra uscita dalle b-sides degli Electric Callboy; “These Ruins” equilibrata ma molto ispirata a StarOne di Arjen Anthony Lucassen e più in coda “Cruel Summer” dove la preziosa prestazione vocale di Kyo Calati, così come certe parti soliste, sono leggermente distaccate dal mix. 

In conclusione “Raises” è un lavoro interessante, meritevole di attenzione soprattutto da chi cerca un metal contaminato, con grandi idee compositive e una forte ambizione cinematica.

Un punto di partenza che lascia intravedere grandissime potenzialità artistiche.

 

Four Arms

 

Tracklist:

  1. Unreal
  2. Mighty Messenger (feat. Fabio Lione)
  3. These Ruins
  4. 8th Sin
  5. Planet Mars
  6. Vortex (fest.Fabio Lione)
  7. Queen Of The Gold
  8. Cruel Summer
  9. Raises

 

  • Anno: 2025
  • Etichetta: Rockshots Records
  • Genere: Heavy Metal, Power Progressive

 

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