I King Potenaz sono power trio pugliese che propone un doom metal crudo e alimentato dall’occulto. Il loro sound è influenzato dai Black Sabbath ma anche dagli Electric Wizard, Monster Magnet, Kyuss e Sleep. La loro ultima proposta, che prende il nome di ‘Arcane Desert Rituals Vol. 1‘, è un rituale sonoro in sei parti, che si immerge in atmosfere pesanti, vorticose foschie desertiche e groove ipnotici.
Tastiere inquietanti, che riecheggiano le mitiche colonne sonore del grande John Carpenter, introducono la malefica ‘River of Death‘. Dall’oscurità da film horror si passa al doom metal più decadente ed oscuro. Muri di riff di chitarra emergono con grande prepotenza e permettono alle linee disperate del singer di evolversi in un vortice musicale che ricorda i grandi Saint Vitus e Cathedral. La sezione ritmica segue i ritmi decadenti del brano e crea un groove musicale che ci riporta al periodo d’oro del genere. Ascoltando il brano, più volte , ad occhi chiusi, emergono sensazioni che ricordano atmosfere, oltre che dei Black Sabbath e delle migliori band del genere, anche le emozioni suscitate dai racconti dei grandi scrittori horror (Lovecraft, E. Alan Poe ad esempio). Bella la cavalcata finale che ci riporta allo stile del grande Toni Iommi.
Linee vorticose di basso anticipano riff di chitarra sabbathiani e che ci riportano a quel capolavoro che fu ‘Master of Reality‘. Gli echi delle chitarre creano un bel sottofondo a cui si unisce il buon lavoro del singer. Riecheggiano anche echi dei The Obsessed di Wino.
‘The Empty Hand Pt.1‘ è un brano interessante che alterna momenti piu puliti e riflessivi a quelli più sporchi, doom e cavernosi. L’atmosfera è quella giusta! Un brano di buona fattura che, oltre ad essere caratterizzato da ottime parti di chitarra/melodie, possiede la capacità di poter essere devastante nelle esibizioni live. I King Potenaz dimostrano di avere personalità. Il tocco stoner permette ai brani di essere scorrevoli e godibili. Il lavoro della sezione ritmica è di buon livello. Il batterista, nei cambi di tempo, dimostra personalità e versatilità.
Anche in ‘Sabbatum Sanctum’ il lavoro iniziale del basso ha una sua importanza. I buoni fraseggi del bassista creano un’atmosfera inquietante, con bellissimi echi di sottofondo, a cui segue l’ingresso decadente della batteria e di decadenti riff di chitarra. La migliore tradizione del vecchio doom metal emerge con grande prepotenza ed energia. Il cantante emerge con grande capacità e forza. La capacità della band di creare momenti malefici è decisamente notevole. In alcuni momenti emergono degli scream che ben si adattano al sound del gruppo. Gli stacchi stoner e sabbathiani permettono una buona varietà di ascolto. Ottimo lavoro! Brano che possiede elementi della vecchia tradizione doom metal e momenti più psichedelici che riescono a dare personalità al sound complessivo della band pugliese.
A chiudere l’ancestrale e terrificante (nel senso buono) ‘Ariadne, The Serpent Witch‘. I King Potenaz ci regalano un brano molto devoto all’occult rock degli ultimi vent’anni. Gli echi degli Eletric Wizard si uniscono a parti più stoner ( Kyuss, Monster Magnet) ma, con grande personalità, emergono melodie femminili (l’ospite Jana Maista) che incantano e danno quel tocco di misterioso al brano. Brano di ottima fattura e di ottimo livello! Quasi quattordici minuti che, oltre a non annoiare, risultano funzionali all’ascolto di questo ottimo album.
Ottimo disco questo dei King Potenaz! ‘Arcane Desert Ritual Vol. 1‘ è un disco da ascoltare con grande attenzione!
Doom On \m/
Domenico Stargazer
Tracklist:
- Rivers Of Death
- The Empty Hand Pt.1
- Sabbatum Sanctum
- Ariadne, The Serpent Witch
- Anno: 2025
- Etichetta: Majestic Mountain Records
- Genere: Doom metal
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