Io probabilmente dovrei smetterla con questa brutta abitudine che ho, di guardare le foto della band da recensire prima ancora di aver letto o (peggio) ascoltato qualcosa, lasciando che siano le mie ciniche interpretazioni visive a darmi la prima (e, per molti versi, indelebile) impressione sul gruppo. Ma sapete com’è, un’immagine la si capta in pochi istanti, con tutta la sua ricchezza di contenuto comunicativo, e un’occhiata capita anche involontariamente, in attesa di avere occasione di mettersi le cuffie o far suonare i brani da un impianto.
Nel press kit per questo EP di quattro brani degli Alterium ho trovato ben sette foto, raffiguranti i quattro musici e la cantante: tutta gente dall’aspetto molto curato, sotto i trent’anni, bei capelli appena lavati, abbigliamento da catalogo che ci fa intuire un genere musicale tra il power e il goticheggiante, pose canoniche tra l’imbarazzato, l’incerto e il “diversamente sicuro di sé” (chi più chi meno), scattate in esterna tra rovine e parchi, in vecchia villa con le macchine da fuoco da palco, in studio con le luci giuste… C’è anche l’ultimo scatto, decisamente il meglio riuscito, in cui il gruppo è catturato con una naturalezza forse un tantino costruita e artefatta, ma non priva di una sua genuinità. Insomma, la mia prima impressione è quella di un gruppo al debutto, ma con buone disponibilità economiche.
Dalla biografia apprendo invece che il battesimo del fuoco è già arrivato un paio di anni fa con l’album “Of War And Flames” e che i nostri hanno un seguito mediatico spropositato, riuscendo anche a muoversi con professionalità e lungimiranza tali da suonare svariate date importanti all’estero, persino una al ProgPower di Atlanta, USA!
Oltre ad essere efficacemente attivi sui social, hanno un ricchissimo canale YouTube, con un video praticamente per ogni canzone, che comunicano un notevole investimento ma ahimè poca consapevolezza, indulgendo in tutte quelle grottesche cadute di tono tipiche dei video Metal (gestualità, pose, strumenti spenti suonati per finta, un diffuso alone di grottesco, poche cose da dire, gusto estetico discutibile…) alle quali siamo comunque nostro malgrado affezionati.
Da tanta esposizione mediatica emerge anche, fortunatamente, il lato umano e devo dire che l’impressione è molto positiva, sembrano ragazzi alla mano, meno sboroni e sicuri di sé di quanto vorrebbero apparire, non privi di quell’autoironia e leggerezza che tanto bene farebbe anche alla loro musica. E poi io con la sezione ritmica ci uscirei anche volentieri a bere una birra, che mi sembrano davvero simpatici!
Ok, ma la musica?
Mi sono dilungato su altro perché, purtroppo, le canzoni sono l’aspetto che ho trovato meno interessante, in tutto l’universo Alterium… E non certo perché i ragazzi non sappiano suonare o non abbiano attenzione o passione.
La prima traccia che ci viene proposta dà il nome all’EP, “Stormrage”, è accompagnata da un video di sapore fantascientifico/fantasy (c’è una specie di mostro demone fluo con le ali digitali…) avvolto in una nebbiolina violetta in cui viene mossa molta aria con le mani, mentre un canonico power Metal, meno tempestoso e meno rabbioso di quanto potremmo lecitamente attenderci, scivola via, su linee melodiche troppo scialbe per lasciare un segno. E se non sfugge il tentativo di un ritmo più interessante da parte del batterista Dario Gozzi nell’inciso che precede l’assolo, la sensazione è quella di una continua, anestetizzante doppia cassa, che intorpidisce un ascolto che si fa via via distratto. Nemmeno l’assolo di Alessandro Mammola risolleva le sorti del pezzo, nonostante la sua maestria sia palesemente al di sopra della media. E, mi spiace dirlo, ma quel senso di imbarazzo o incertezza che trapela in foto e video nello sguardo di Nicoletta Rosellini, lo si ritrova tutto nella performance vocale, che è tecnicamente e formalmente più che corretta, ma scorre senza colpire, graffiare o lasciare un segno, dandomi l’impressione in più di una occasione che la cantante stia interpretando un ruolo di cui non è troppo convinta neppure lei.
“Sui” è la canzone che ho apprezzato di più, nonostante aderisca pedissequamente a tutti i canoni formali del power Metal melodico europeo dell’ultimo quarto di secolo, senza che intervenga un minimo guizzo creativo originale. Bella l’introduzione raccolta (con l’ennesimo assolo di classe) prima dell’esplosione della strofa, in cui si racconta una leggenda orientale legata alla scoperta del fuoco da parte dell’umanità. Le progressioni di accordi sono quelle che conosciamo tutti (incluse variazioni sul sempre goduto canone di Pachelbel), la narrazione è una cronaca abbastanza asettica, la melodia innocuamente simpatica si lascia ascoltare e dimenticare con piacere, tra svolazzi di tastiere e il consueto tappeto ritmico.
La seconda metà del “dischetto” mi ha spiazzato per la scelta degli ingredienti: una cover e una versione “sinfonica” di un brano già edito. la cover è nientemeno che “Paradise Lost” dei Symphony X, un brano lungo e intenso costruito su un tempo composto (io lo conto 3 – 3 – 3 – 4) guidato, nella versione originale, da una grande ed appassionata interpretazione vocale che si impone come impietosa pietra di paragone rispetto alla rigidità un po’ scolastica che ritroviamo qui. Il ritornello, inoltre, fa scendere la voce di Nicoletta nella parte più grave del suo registro, con un effetto di ingolfamento a mio avviso poco efficace. All’altezza della situazione l’assolo magistrale di Alessandro, ma ho trovato la scelta di questa canzone un piccolo passo falso autolesionista. Intendiamoci: il pezzo lo portano a casa (e non è da tutti), ma manca la ciccia.
Ultimo tassello è la già non particolarmente avvincente title track del primo album, ridotta solamente alla voce e agli strumenti virtuali orchestrali, per un pastiche di ciarpame VST di cui avremmo fatto tranquillamente a meno…
Francamente sono stupito dal successo che gli Alterium riscuotono presso il proprio affezionatissimo pubblico, che probabilmente riesce meglio di me a trovare rispecchiate nella loro musica le belle e indiscusse qualità umane dei componenti del gruppo.
Marcello M
Tracklist:
- Stormrage
- Sui
- Paradise Lost (Symphony X cover)
- Of War and Flames (Orchestral version)
- Anno: 2025
- Etichetta: autoproduzione
- Genere: Power Metal
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