Vi racconto un aneddoto. Quando mi arriva un disco da recensire non c’è niente di fisico: solo dei file in una cartella, con le tracce audio, immagini e note di accompagnamento. Mi risulta quindi spesso più comodo fare buona parte dei miei ascolti utilizzando il servizio di musica in streaming a cui sono abbonato, facendo girare il disco anche una decina di volte. Come potrete intuire, questa pratica va a compromettere l’algoritmo della mia presunta “musica preferita”, al punto che, quando faccio partire una playlist basata sulle mie preferenze, mi trovo spesso riproposti pezzi da dischi di cui ho scritto. La sapete una cosa? L’ottanta per cento delle volte che succede, skippo la traccia, in attesa di qualcosa che mi piaccia veramente…
E cosa succede ogni volta che esce un pezzo degli Ellesmere, di cui ho recensito il bellissimo disco “Stranger Skies” un paio di anni fa? Che me lo ascolto sempre tutto, anche se è una suite di dodici minuti! In parte perché, col loro sound parzialmente derivativo, li confondo con qualcuno dei grandi nomi del prog e passo i minuti a cercare di capire di quale si tratti, ma soprattutto in virtù di una qualità di scrittura ed esecuzione che rende sempre piacevole questo piccolo malinteso.

In realtà, scherzi a parte, oggi riconosco bene i brani scritti da Roberto Vitelli, il bassista e mente (se ci fossero stati dubbi in merito, nel Cd ci sono ben sei foto sue) del progetto Ellesmere, che si avvale di volta in volta di abili collaboratori, ed è stato un piacere riascoltare in questa versione dal vivo quattro dei sei pezzi presenti sull’ultimo disco in studio. Accompagnano Roberto (che mi sta già simpatico solo per il Rickenbacker) il genesisiano cantante John Wilkinson e il virtuoso chitarrista Giacomo Anselmi, che abbiamo già apprezzato su disco, oltre ad altri amici e turnisti di pregio, tra cui il sassofonista David Jackson (Van Der Graaf Generator).

Il concerto, registrato in occasione del Prog & Frogs (gran bel nome!) del 2024, si apre con l’intro di “Northwards”, anche se poi parte “Ridge Fanfare”, dal secondo album (2018). È stato poi davvero bello risentire la gentilezza, l’energia e la classe del signor Wilkinson intonare i ritornelli gemelli della già citata “Northwards” e di “Another World”, le due colonne portanti di “Stranger Skies”, qui valorizzate dalla scoppiettante batteria di Diego Bertocci e restituite nella loro magniloquenza da ben due ottimi tastieristi.

Paradossalmente, Roberto mantiene un basso profilo, relegandosi ad un ruolo di servizievole retrovia, macinando i suoi solidi fraseggi senza manie di protagonismo e godendosi lo spettacolo.

Pur con radici profondamente piantate nell’esperienze musicali dei padrini del rock progressivo, gli Ellesmere non hanno nulla di troppo obsoleto e suonano freschi, potenti e moderni. Certo, relativamente a questo genere.

Quello che percepiamo dall’ascolto del concerto è, oltre al calore del pubblico, la genuina soddisfazione e gioia dei musicisti coinvolti, emozionati ma sempre sul pezzo, anche quando i minutaggi delle composizioni si fanno importanti e sfondano la soglia dei dieci minuti. È il caso ad esempio della bella strumentale “Crystallized”, che sul palco è ancora più muscolosamente Rush rispetto alla versione su disco, con sintetizzatori più taglienti, batteria gagliarda che si lancia anche in un assolo, e sassofoni di cui (scusate la bestialità) avrei anche fatto a meno.

Come regalo abbiamo anche un brano registrato in studio, “Broken Barricades“, una cover dei Procol Harum (dall’omonimo album del 1971) che già nella versione originale suonava classicamente moderna e che Roberto e compagni restituiscono lucidata e levigata, allungandone la coda strumentale.

Sperando di ritrovare questa bella alchimia anche sul prossimo disco, vi invito a dare un ascolto a questa riuscitissima serata di musica da boomer.

 

Marcello M

 

Tracklist:

  1. Ridge Fanfare
  2. Northwards
  3. Tundra
  4. Runaway
  5. Crystallized
  6. Ajar
  7. Another World
  8. Time, Life Again
  9. Broken Barricades

 

  • Anno: 2025
  • Etichetta: AMS Records/BTF
  • Genere: Progressive Rock

 

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