Recensire un album come ‘The Trace You Left’ non ci consente di mantenere una distanza critica vista la storia che lo accompagna. Anche se la comunità metal probabilmente la conosce, è importante ricordarla: Alessandro Moz, il bassista dei Detestor, ci ha lasciato il 16 luglio 2024 lasciando un progetto incompiuto che custodiva ancora elementi della sua personalità artistica.

Alcuni dei suoi amici musicisti, Trevor e Tommy Talamanca dei Sadist su tutti, hanno portato a compimento il suo lavoro non come operazione nostalgica o solo come un tributo al compianto Moz ma come la possibilità di dare luce alla sua visione artistica. 

Lo scorso 23 Gennaio 2026 ‘The Trace You Left’ è uscito per Nadir Music sotto il moniker Crystal Sun; non rimarrà una dedica vuota ma tutto il ricavato verrà devoluto all’AIRC, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, in modo che questa perdita si trasformi anche in un gesto di speranza.

La formazione che ha realizzato l’album è composta, oltre a Moz da Trevor e Tommy dei Sadist appunto (rispettivamente voce e chitarre) e Giovanni Durst (Benediction) alla batteria più alcuni ospiti di altre formazioni che hanno voluto contribuire al progetto Crystal Sun. 

Iniziamo con “Skinwalker” dove Francesco Paoli dei Fleshgod Apocalypse ci accompagna ad entrare nell’universo musicale di ‘The Trace You Left’ che si discosta sin da subito dal territorio musicale dei Sadist proprio per imprimere la propria impronta autoctona ad un Death Metal oscuro e comunque pregno di progressioni stilistiche che si muovono in direzioni diverse.

Su “Kee-Kakw” il portamento ritmico strettamente legato al basso ci porta in territori ancora originali con molta melodia e potenza ferale per descrivere appunto la creatura leggendaria del folklore della tribù degli Abenaki nel nord-est degli Stati Uniti. Steva e Alessio Lucatti sono gli ospiti di “Undead Hunters” e, nonostante in un immaginario distante dai Deathless Legacy, riescono a coniugarne la grammatica; anche questo è un brano assolutamente riuscito anche nella sua linearità, un picco in grande evidenza su ‘The Trace You Left’, di sicuro rilievo anche nel back catalogue dei musicisti coinvolti.

“Enters People’s Bodies” posta a metà album deriva dal nucleo originario del progetto Crystal Sun e rappresenta un momento intimista e riflessivo che arriva comunque all’ascoltatore. Sulla successiva “In the Morning Dust” troviamo Fiore Stravino e Domenico Diego dei Fulci come ospiti ed il sound ritrova certi momenti muscolari e ritmiche torrenziali, un’arrangiamento coinvolgente che mantiene quell’eleganza musicale che contraddistingue tutto l’album.

La perdita e il coinvolgimento emotivo è come un contagio, questo il tema introspettivo di “Like the Plague” che si muove su coordinate musicali che vanno dai primi Samael verso un Death metal evocativo intriso di intrecci melodici. Si passa poi dalle efferate visioni oniriche di “Flying Heads” a quelle più prettamente orrorifiche di “Mystical Spell Mortification” entrambe contraddistinte da una struttura ritmica massiccia e dirompente nella quale ricamano lead malvagie e melodiche. L’album si chiude con un soave saluto di commiato, uno strumentale malinconico con la presenza di Andy Marchini e Enzo Marrali: “A Little Idea”.

‘The Trace You Left’ è un segnale tangibile non solo del ricordo di Ale Moz e l’iniziativa benefica di devolvere il ricavato all’AIRC, ma anche per testimoniare la compattezza di un movimento capace di lasciare un’impronta concreta e, soprattutto, proiettata verso il futuro. È un album intriso del carisma di un’intera comunità: un frammento di arte pura, fissato lì come un simulacro, a testimoniare che la memoria può diventare azione e che l’azione può farsi musica.

 

Four Arms

 

Tracklist:

  1. Skinwalker
  2. Kee-Kakw
  3. Undead Hunters
  4. Enters People’s Body
  5. In the Morning Dust
  6. Like the Plague
  7. Flying Heads
  8. Mystical Spell Mortification
  9. A little Idea

 

  • Anno: 2026
  • Genere: Death Metal, Progressive Metal
  • Etichetta: Nadir Music

 

 

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