Esoteric Mediterranean Avantgarde Metal: eccovi qua i Dramanduhr, un progetto musicale nonché ‘one man band’ di Stefano Elìamo, nato (così è scritto nelle note biografiche) ‘in seguito a un evento simbolico che ha segnato la nascita di un’identità sonora unica: un calice di champagne che si ruppe sul pavimento e l’impressione che un portale si fosse aperto. Da quel momento, Dramanduhr è diventato un viaggio musicale iniziatico, sospeso tra rito, mito e suggestioni arcaiche.‘
‘Vertuhn‘ segue il disco d’esordio del 2021 ‘Tramohr’ ed è il secondo capitolo di una trilogia, che si concluderà con un nuovo album attualmente in lavorazione per andare a comporre la Trilogia del Vulcano.
La produzione, curata da Lorenzo Coriglione al Futura Studio di Siracusa, è ancora molto basica e rimane volutamente lontana dai suoni moderni e bombastici del Power Metal o violenti del Thrash.
Fin dalle prime battute si percepisce il protagonista che è il Folk, inteso letteralmente come racconto delle tradizioni e dei suoni popolari; accanto alle canoniche chitarre e batterie gli strumenti acustici e ritmici non tengono solo il tempo ma evocano processioni e danze magiche, voci che si intrecciano come nelle canzoni che si tramandano.
Di Metal in senso stretto non ne troviamo, anche i brani non hanno la struttura canonica ma spesso sono reiterati su momenti ipnotici e ripetuti alternati alle scosse Black Metal, anche queste lontane da quello che la definizione potrebbe portarci ad immaginare.
I testi sono scritti in dahrmonium, un idioma glossolalico (che si riferisce a comportamenti o fenomeni legati alla glossolalia, definita come l’emissione di suoni, sillabe o parole insensate, spesso nel contesto di esperienze estatiche, mistiche o rituali, cit.) di pura invenzione che sono costruiti mescolando sillabe e fonemi tipicamente antichi. Non è una scelta estetica superficiale ma con questa trovata Stefano Eliamo aggira la semantica razionale per agire direttamente sulla dimensione emotiva e rituale dell’ascolto. Le parole non significano nel senso convenzionale del termine, ma suonano come se significassero qualcosa di essenziale, ancestrale, forse dimenticato. È la stessa logica che governa alcuni canti popolari o le ninne nanne del Sud Italia o certe formule magiche della tradizione mediterranea: il suono prima del senso.
Una nota finale: nei singoli ‘Arrohn! Arrohn!‘ e ‘Deh Rundertax‘ sono incluse versioni unplugged in chiave folk di tre brani del precedente album ‘Tramohr’, ‘Tàh Loh Rehn Kilt’, ‘Tramohr’ e ‘Dramanduhr‘, riarrangiate con nacchere, fisarmoniche e battiti di mani, con richiami al flamenco e alla musica popolare siciliana.
In definitiva, ‘Vertuhn‘ è un’opera che chiede un ascolto vivo e motivato. Un viaggio sonoro che parte dal Mediterraneo ma non si ferma alle sue coste, e che conferma i ‘Dramanduhr‘ come un progetto ambizioso e creativo.
Filippo Marroni
Tracklist
- Andeterlit Stahr Hammit
- Arròhn! Arròhn!
- Deh Rundertax
- Dertèh Marlàhk
- Ick Tenràh Vahl Tahr
- Stèhr Dahm
- Terlàht
- Thermanos Trekitat
- Urrakan
- Vertuhn
- Anno: 2025
- Etichetta: Autoprodotto/Broken Bones Promotion & Productions
- Genere: Esoteric Mediterranean Avantgarde Metal
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