Secondo album per i Malota dopo il buon esordio su ep, con le atmosfere che si fanno sempre più cupe e claustrofobiche.
Con i Melvins di sottofondo e la violenza dei Darkane si apre questo “Scapegoat” dove la distopia è portata al paradosso del limite di assonanza delle chitarre. Ed ecco emergere dal passato i Black Sabbath con “Zouari Brigade“, combo inglese ovviamente visto e corretto dai quattro musicisti; un viaggio lisergico fra sogno e realtà.
Il terzo pezzo è in sospeso, come se avessero messo in parentesi tutta la sofferenza mondiale e, attraverso un armonia con passaggi in chiavi minore, volessero elevarsi dal degrado generale che incombe, un po’ come ricorda il titolo di questo lavoro.
Non so voi ma io all’inizio di “… But Deliver Us From Pain” ho trovato dei primissimi Venom per non parlare del riffing che mi ha ricordato i giovanissimi King e Hanneman. Dopo l’intervallo al piano del quinto pezzo, si ritorna al solito tema con la traccia seguente che presenta delle variazioni con un cadenzamento delle ritmiche pesantissimo e rallentato con parecchie vicinanze al Doom. Il video di “In A Common Grave” vede la band impegnata a suonare in sala prove e questo forse è il pezzo più lineare e, volendo anche melodico, rispetto a tutti gli altri.
Si chiude dove avevamo iniziato con un fading ritmico suonato a meraviglia.
Ascoltare per credere.
Leonardo Tomei
Tracklist:
- Clemency
- Zouari Brigade
- Nermin
- But Deliver Us From Pain
- Descent
- Homecoming
- In A Common Grave
- Until The Next Nuclear Holocaust
- Anno: 2025
- Etichetta: Go Down Records
- Genere: Sludge Metal
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