Dopo sei anni dal precedente ‘Dark Mother‘, ritornano i laziali 5RAND con l’album Ordhalia per Art Gates Records; un album che punta con decisione ad elevarli dall’etichetta di Melodic Death moderno costruendo qualcosa di più stratificato, cupo e cinematografico. Anche la dimensione narrativa prende il suo spazio costruendo un ambiente dove tensione, dolore, rabbia ed inquietudine non sono solamente finalizzate all’impatto sonoro violento ma ad un senso drammatico costante. Queste caratteristiche emergono ascolto dopo ascolto e vanno appunto a consolidare e, in un certo senso a rendere più peculiare una maturità artistica consolidata.

Dopo l’introduzione di “Lullaby for the Broken” che fa da ingresso a quanto descritto prima, l’album si apre con “Bloodlife” che per la verità si presente più diretto e muscolare rispetto alla ricerca profonda del nuovo sound dei 5RAND. Essendo l’inizio, oltre che un estratto che ha anticipato la release, ci sta tutto e scorre serrato attorno alla linea vocale di Julia Elenoir. La successiva title-track porta il discorso su un tema identitario, descrivendo chiaramente l’estetica di Ordhalia con la sua tensione oscura, quasi rituale. Stavolta tutte le componenti dello slancio creativo della band prendono forma, accompagnandoci sempre più in profondità nel loro sound. E’ la volta di “The Nihilist” che coniuga le influenze più ‘moderne’ con lo spessore melodico di un ospite eccezionale alla voce come Milo Silvestro (ultima incarnazione dei Fear Factory); brano assolutamente eccellente. “Double Bind” più cadenzata e ferale non perde assolutamente niente sulla potenza dimostrando ancora una volta la solidità compositiva di una band che riesce ad imprimere il proprio stile. Peccato per le dinamiche della batteria spesso massificate, su brani più rallentati tendo a privilegiare più ‘umanità’ nei tocchi. “Turbid” in una progressione compositiva che si chiarifica ad ogni ascolto è carica e ugualmente opprimente.

Come una liturgia oscura e solenne è la volta di “Ritual of Silence” guidata da una linea vocale che ne detta i momenti; forse più lineare ma intrisa dell’estro creativo dei 5RAND che culmina in un assolo evocativo e di grandissimo pathos. “Lethargy”, anche questa piuttosto lineare, si basa su ritmiche muscolari vicine a all’industrial con parti melodiche legate ad un senso di inquietudine.

Nella successiva “Resurge in Death” i 5RAND espongono la parte melodica e si affidano a soluzioni più prevedibili, comunque un brano pregevole che arriva subito all’ascoltatore. Ordhalia si chiude con “Silent Line” senza placare la tensione ed il tono cupo che lo attraversa, un segno di coerenza che sigilla egregiamente questo album.

Se i 5RAND sono tornati dopo qualche anno, lo hanno fatto senza trovare soluzioni semplicistiche, senza puntare mai troppo sull’effetto bensì sulla sostanza che spesso va ricercata nelle molteplici soluzioni compositive. Il risultato è comunque un lancio misurato per non contravvenire a quanto di buono era stato fatto sin dalle origini dei 5RAND; mettendo in gioco più personalità sono riusciti sicuramente ad elevarsi dai flussi canonici del genere. Si poteva osare ancora qualcosa in più? É possibile ma il Ordhalia è un ottimo album che farà la gioia dei loro fan e sicuramente ne avvicinerà dei nuovi. 

Album assolutamente consigliato!

 

Four Arms

 

Tracklist:

  1. Lullaby for the Broken
  2. Bloodlife
  3. Ordhalia
  4. The Nihilist
  5. Double Bind
  6. Turbid
  7. Ritual of Silence
  8. Lethargy
  9. Resurge in Death
  10. Silent Line
  • Anno: 2025
  • Etichetta: Art Gates Record
  • Genere: Melodic Death Metal

 

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