Baro Prog-Jets è il nome che raccoglie le visioni musicali di Alberto ‘Baro’ Molesini, polistrumentista italiano da sempre devoto a un Progressive Rock modellato sulle grandi scuole: Genesis, King Crimson, Yes, Pink Floyd, ELP, Frank Zappa e affini. L’idea affonda le radici nella metà degli anni Settanta, quando Baro muove i primi passi nella musica e dà vita al gruppo La Sintesi, attivo dal vivo fino allo scioglimento alla fine degli Ottanta. Già allora Molesini componeva e registrava con mezzi essenziali le prime versioni di concept ambiziosi ma destinati a rimanere incompleti per molti anni.
Nel 2019 ha finalmente ripreso in mano quel materiale registrandolo in modo compiuto e pubblicandolo in un doppio CD speciale per Andromeda Relix dal titolo ‘Lucillo & Giada / Topic Würleniodel quale abbiamo parlato anche noi. Dopo ‘Utopie‘ del 2021 arriva nel 2025 il quarto capitolo.

Con questo ‘Aionverse‘ i Baro Prog-Jets firmano l’opera più ambiziosa della loro produzione, un concept album che guarda al Progressive Rock classico costruendo una vera Rock Opera incentrata sul tema dell’eternità e dell’esistenza, sviluppando una narrazione complessa che trova nella musica il proprio principale veicolo espressivo. È un disco pensato per essere ascoltato nella sua interezza dove ogni episodio contribuisce ad un disegno più ampio, dove ogni cantante interpreta un personaggio specifico spiegato nell’approfondito booklet che accompagna il disco.
Tanti (e illustri) sono infatti gli ospiti provenienti da esperienze differenti che danno credibilità ai vari personaggi della storia. Le partecipazioni di Iacopo Meille (Tygers of Pan Tang), Heather Findlay (Ayreon), Andrea Vilardo (Moto Armonico, Blind Golem) e Meghi Moschino (Quanah Parker) arricchiscono ulteriormente un lavoro che cerca di rendere differenti i tanti personaggi del concept.

Dal punto di vista musicale il lavoro si muove lungo coordinate ben riconoscibili dove le influenze del Progressive britannico degli anni Settanta emergono con evidenza. Le tastiere ricamano atmosfere ricche di sfumature, il basso assume spesso un ruolo melodico di primo piano mentre le continue variazioni ritmiche e armoniche mantengono viva l’attenzione dell’ascoltatore. La produzione è pulita e valorizza una notevole quantità di dettagli, permettendo agli arrangiamenti di respirare anche nei passaggi più articolati. Certamente, come da copione, l’alternanza tra momenti intimi e improvvise accelerazioni strumentali non sorprende ma rappresenta un ostacolo se non si approccia con la necessaria dedizione.
Non mancano però alcuni limiti. L’ambizione compositiva, che costituisce uno dei maggiori punti di forza del disco, finisce talvolta per trasformarsi in un ostacolo. Alcuni passaggi risultano eccessivamente elaborati e la continua ricerca di cambi di atmosfera può appesantire l’ascolto soprattutto per chi non ha familiarità con il progressive più classico, oltre ad un alcune trame già sentite e risentite.
Pur con qualche inevitabile eccesso Prog-Jet IV: Aionverse resta un lavoro di notevole spessore artistico, destinato soprattutto a chi considera il Progressive non un semplice genere musicale ma un linguaggio attraverso il quale raccontare storie complesse e stimolare la riflessione.

 

Filippo Marroni

 

Tracklist:

  1. Creator’s Farewell
  2. Flow of Life
  3. Biz-R World
  4. Crossing Pathways Part. A
  5. Mom and D(e)ad
  6. Crossing Pathways Part. b,c
  7. Crossing Pathways Part. d,f,g
  8. Crossing Pathways Part. h

 

  • Anno: 2025
  • Etichetta: Andromeda Relix
  • Genere: Progressive

 

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