Contattaci

Per segnalare concerti o richiederci una recensione delle vostre band, scriveteci compilando il modulo in  questa pagina

Accesso utente

Chi è on-line

Ci sono attualmente 0 utenti e 0 visitatori collegati.

Prossimi Eventi

Ultime Recensioni

  • Copertina
    DEATH SS
    Ten
  • Copertina
    ORGG
    The Great White War
  • Copertina
    TEJAS ASTRAS
    Alien Decadence
  • Copertina
    DARK REDEEMER
    Into The Deep Black
  • Copertina
    AEXYLIUM
    The Fifth Season
  • Copertina
    KORMAK
    Apocryphal
Copertina
DEATH SS
Ten
Copertina
ORGG
The Great White War
Copertina
TEJAS ASTRAS
Alien Decadence
Copertina
DARK REDEEMER
Into The Deep Black
Copertina
AEXYLIUM
The Fifth Season
Copertina
KORMAK
Apocryphal
Recensione

Thy Harbour Inn

GREAT MASTER - Thy Harbour Inn

(2021 - Underground Symphony)

voto:

Da internet, girando per le pagine (dato che manca una nota di accompagnamento), cerco di scovare qualche informazione sulla band segnalata da Tiziana Arnese, persona seria, affidabile e molto attiva per mantenere attivo l'interesse intorno al mondo underground al di là dei limiti imposti dai vari generi suonati.

Il gruppo, originario di Venezia, nasce per volontà del chitarrista solista Jahn Carlini nel lontano 1994 con l'intenzione di suonare un Epic Metal con sfumature più dure e potenti. Con la prima formazione Carlini riesce a registrare due demo cd, poi, dopo una pausa durata fino al 2009, arriva ad incidere l'album d'esordio già sotto l'ala dell'etichetta piemontese.

Recensione

Magharia

BRETUS - Magharia

(2021 - The Swamp Records)

voto:

I Bretus sono una band doom proveniente dalla Calabria che, negli anni e con tanto sudore, si è meritata i tanti riconoscimenti all'interno della scena metal italiana. Questa volta ci presentano il loro quinto album intitolato "Magharia".

La musica dei nostri è occulta, magica e dalle tetre note, da ogni singolo brano, fuoriescono atmosfere inquetanti che provengono dalla vecchia scuola oscura dei grandi Maestri del passato: Pentagram e Black Widow in primis.

Recensione

Nebra

OMEGA - Nebra

(2021 - Dusktone)

voto:

Gli Omega nascono nel 2012 come un progetto parallelo dei Deadly Carnage (Post-Black dall’Italia) con cui condividono tre membri (Alexios, Adres, Marco). La volontà di questo progetto è creare un sound oscuro, opprimente e intricato tramite brani estremamente lunghi che fondono snorità Black, Doom e Dark Ambient.

Così si autodefiniscono gli Omega, combo di Rimini che mi ha convinto in pieno.

Iniziamo col dire che il quarto componente è  Mike Crinella  (Chitarre, Synth, Piano) che neanche a dirlo sa ben inserire parti di piano dal sapore jazz e synth atmosferici claustrofibici.

Recensione

Nesting The Void

EMPTYNEST - Nesting The Void

(2021 - Volcano Records )

voto:

Disco di esordio per gli Emptynest, un 5 pezzi per poco piu' di 20 minuti di ascolto, che racconta del rapporto dell'uomo con la natura. 'Nesting the Void' vuole essere un lavoro decadente, profondo e riflessivo.

In parte ci riesce, con dei testi ben centrati e strutturati ma dall'altra una musicalità un po' troppo power prog va leggermente a minare quella sensazione di decadenza che nell'intenzione si vuole trasmettere.

Recensione

Heavier Than A Stone

THE HORNETS - Heavier Than A Stone

(2021 - Go Down Records)

voto:

Forse si rifanno alla prima ondata, perchè le sonorità che escono da questo vinile, a parte qualche eccezione (vedi "1997) si possono collegare appunto a quel movimento sorto a metà anni sessanta che, sulla scorta della "vera" British Invasion, vide la proliferazione di tantissimi gruppi, spesso amatoriali o poco più, che annoveravano nelle proprie fila componenti molto giovani i quali provavano nei garage della casa di uno di loro.

 

Recensione

Aqvileia Mater Aeterna

GATES OF DOOM - Aqvileia Mater Aeterna

(2021 - Cult Of Parthenope)

voto:

Giunta al debut album, dopo 2 EP, la band friulana si assesta musicalmente in un filone che fonde le culture sonore del death e quella più epica, rilasciando sette tracce per Cult Of Parthenope, etichetta della quale mi son già occupato in diverse recensioni.

Questo lavoro rappresenta un ulteriore approfondimento di ciò che è la cultura e l’identità friulana, tema già trattato in “Forum Ivlii” e basa le tematiche attorno alla storia della città di Aquileia, sviscerando un concept inserito cronologicamente tra la sua fondazione (181 A.C.) come colonia romana fino alla distruzione, per opera degli Unni guidati da Attila, avvenuta nel 452 D.C.

Recensione

Mystai Keltoy

CELTIC HILLS - Mystai Keltoy

(2021 - Elevate Records)

voto:

Mi ero occupato dei Celtic Hills con il loro precedente lavoro, li ritrovo a distanza di pochi mesi con un full-lenght dal titolo di 'Mystai Keltoy'. L'album prodotto è stato registrato da Michele Guaitoli (cantante di Temperance, Era e Vision of Atlantis), l'isiprazione dei testi proviene ancora dalla storia delle popolazioni che abitarono in antichità la Carnia e il Friuli ma con una personalizzazione ad opera della band dando voce a leggende (o realtà) che immaginano la colonizzazione ad opera di antiche popolazioni aliene.

Recensione

Pedemontium

APOCALYPSE - Pedemontium

(2021 - Earth And Sky Prod.)

voto:

Se vi piacciono i Bathory, Ereb Altor e i Falkenbach allora potrete prendere in considerazione di dare un ascolto a questo cd.

Erymanthon Seth (questo è il nome d'arte del one man band che canta e suona tutti gli strumenti presenti sui dieci pezzi) ci dice di provenire da Torino e che propone del Viking Metal.

La band viene formata nel 2015 e dopo vari tentativi di far rimanere uniti i componenti e di appianare svariati problemi di non precisata natura, decide di intraprendere il faticoso cammino dell'artista solista e di comporre, suonare e pubblicare basandosi esclusivamente sulle proprie forze. Giunge quindi qui al quarto full - length con in aggiunta un tributo a Quorthon.

Recensione

The Solemn Leap

LOCKED IN - The Solemn Leap

(2021 - Epdiemic Records)

voto:

Ed ecco il secondo Ep in pochi mesi per i Locked In, tornati sulle scene dopo anni di assenza, rispetto al precedente 'Not Dead Yet' il quintetto perugino affina ancora di più le tematiche dei testi e la rabbia dei suoni ponendoci un prodotto decisamente maturo e degno di attenzione.

Tra tanta rabbia spicca anche il lato melodico ('51'), cosa non scontata per il genere proposto, ma è chiaramente una delle sfaccettature della band, che non rinuncia alle sfuriate metallico/punk come in 'Samskara'.

Recensione

Karnak

ANANDA MIDA - Karnak

(2021 - Go Down Records/Vincebus Eruptum)

voto:

Un tuffo nel passato, tre pezzi per testimoniare l'attaccamento con un sound debitore di un'altra epoca fatta da gruppi che osavano e che si spingevano oltre le Colonne d'Ercole del pentagramma.

Si sente nettamente l'atmosfera di fine anni sessanta, quella che poi ha portato ai grandi happening, ai raduni, ai concerti oceanici, quelle atmosfere che hanno partorito una serie di personaggi che funambolicamente riusciva a destreggiarsi fra droghe, alcol e Psichedelia.

Anche il riferimento ad un complesso templare sulle rive del Nilo, rimanda a quel mondo esoterico tanto caro ai seguaci di Castaneda, i quali vedevano lo scrittore come un nuovo messaggero delle esperienze extrasensoriali da seguire pedissequamente.

Counter

  • Site Counter: 2,877,309
  • Visitatori Unici: 158,513
  • Published Nodes: 8,453
  • Since: 2009-11-16 15:08:49

Seguici anche...

facebookMySpaceRSS Feed