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Recensione

S/T

SCHYSMA - S/T

(2021 - Wormholedeath Records)

voto:





Il secondo full - length della band (origine sarda visti i cognomi dei componenti?) si apre con un intro molto pinkfloidiano della durata di circa un minuto che sfuma per poi lasciare lo spazio ad una song che, di base fondamentale, propone un Heavy corpulento dove spicca la voce kinghiana (nel senso di Diamond) della brava Eliana Sanna.

Recensione

Second Chapter

BLOODSHED WALHALLA - Second Chapter

(2021 - Hellbones Records)

voto:





 L'artista materano parte (da polistrumentista) nel 2006 con l'idea di portare avanti un progetto di one man band; in un breve lasso di tempo l'idea originaria muta e Drakhen (questo il nome d'arte... chissà perchè mi viene in mente un nome di un rum n.d.a.) trova altri elementi e forma una band. 

Il sound proposto è un Viking Metal con tonalità black (questo si legge sul sito ufficiale del gruppo) ed epiche influenzate fortemente da Bathory, insomma un Quorton in salsa tricolore.

Recensione

Per il Mio Nome

GERMANO DIENI - Per il Mio Nome

(2021 - Autoprodotto)

voto:





Un cantante di estrazione metal che mette insieme un disco solista con l’aiuto di un amico musicista, programmandosi da sé basso e batteria: ecco, con una premessa del genere, capirete la scettica cautela con cui mi sono approcciato all’ascolto di questo “Per il mio Nome”.

Recensione

Queen Takes King

THE RAINBIRD - Queen Takes King

(2021 - Volcano Records)

voto:

Il combo ligure si è formato nel 1998 e a livello di produzione non è stato molto attivo in tutti questi anni, tant'è che questo è il secondo full - lenght dopo un EP di sei tracce datato 2002.

Dopo esattamente dieci anni vengono nuovamente recensiti qui su questo spazio: trattasi di un Hard Rock di discreto livello (con qualche sconfinamento in quello che veniva definito Hair Metal) che ovviamente nulla va ad aggiungere a tutto quello che è stato già composto da circa quaranta anni a questa parte.

Recensione

When Good Men Go To War

VEXILLUM - When Good Men Go To War

(2021 - Scarlet Records)

voto:





Il combo toscano è attivo dal 2004 anno di fondazione, ed hanno inciso, oltre a questa nuova produzione, un demo ed altri quattro cd.

Influenzati da una band caposcuola del genere, e cioè i Blind Guardian, i toscani si inseriscono a pieno titolo nella tradizione Power/Folk Metal internazionale, avendo anche aperto i concerti dei Rhapsody Of Fire e di Luca Turilli's Rhapsody.

Questo nuovo episodio ricalca ovviamente il sound che ha caratterizzato le uscite precedenti, ma, sebbene sempre presente quella antica atmosfera folk, troviamo maggiore aggressività e potenza fin dalla battagliera opener "Enlight The Bivouac".

Recensione

Declaration of War

IRON JAWS - Declaration of War

(2021 - Pure Steel Records )

voto:

Gli Iron Jaws sono una band piemontese che, con grande attitudine, s'ispira al miglior speed metal americano. Ascoltando piu volte il loro nuovo album, sono costretto a fare un mea culpa poiche non mi era mai capitata l'occasione di ascoltare questa formazione devastante.

Dopo sette anni, esce il loro nuovo album "Declalation of War" per la Pure Steel Records. Notevole label tedesca che, con grande passione, si dedica a grandissime produzioni Heavy Metal. Con il nuovo album della band piemontese l'istinto primordiale della nostra musica preferita prende una bellissima piega.

Recensione

Timescape

WINE GUARDIAN - Timescape

(2021 - Logic Il Logic)

voto:

Già recensiti qui su Italia di Metallo dal nostro Direttore in relazione al loro debutto discografico nel 2014, e leggendo la recensione del buon Petrovic, la band ha decisamente cambiato rotta, virando verso un Prog Rock Metal.

Ma andiamo con ordine.

Recensione

Beatiful Nightmare

ALBERT MARSHALL - Beatiful Nightmare

(2021 - RC Inst Fringe/Audioglobe/The Orchard)

voto:

In trenta minuti di musica strumentale il nostro artista, alla sua seconda fatica (dopo il buon esordio già recensito su questo spazio dal sottoscritto), riesce di nuovo a deliziare le nostre orecchie lasciandoci dei momenti di assoluto relax sonoro.

Non si discosta tantissimo dalla qualità del precedente album, diciamo che ne è degna prosecuzione: ci sono dei momenti che le parti strumentali di alcune canzoni (sentire per esempio "At The Gates") sembrano scritte apposta per partiture vocali talmente evocative e trasognanti.

Recensione

From the Graveyard

1782 - From the Graveyard

(2021 - Heavy Psych Sounds Records)

voto:





Attivi dal dicembre del 2018, i 1782, creati da Marco Nieddu and Gabriele Fancellu sono una doom band dai tratti dark. Il nome della band è in onore delle tante "streghe" uccise durante questi secoli (dall'ignoranza aggiungo).

Rintocchi di campane a morte, un vento di sottofondo aprono l'album con 'The Chosen One'. Riff lenti e massicci, una voce proveniente dall'oltretomba con tanto di effetto "caverna" come si faceva una volta. La sezione ritmica è molto massiccia e la batteria è registrata molto bene (nettamente superiore al resto degli strumenti).

Recensione

Purge//Purity

CORPORAIN - Purge//Purity

(2021 - Volcano Records)

voto:





Dalla pagina Facebook della band si legge quanto segue "Questo album rappresenta la cima della scalata più intensa della nostra vita e non potremmo esserne più orgogliosi". Ed è giusto così, bisogna avere della virgulta baldanza soprattutto quando l'età anagrafica te lo permette; in effeti questi quattro giovani toscani se lo possono anche permettere vista la proposta esposta una oculata e meditata mistura tra Doom, Power e Gothic Metal, sintesi che possiamo percepire nella sofferente "Hollow" dove il riferimento a band tipo My Dying Bride oppure ai To Die For sembra quasi scontato tanto è piacevolmente evidente.

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