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Recensione

Lovely Heaven Crazy Band

PRINCESS - Lovely Heaven Crazy Band

(2019 - Autoprodotto/Swan Edition)

voto:

Dopo l'ottimo debutto di due anni fa, i romani Princess, con grande piacere, ritornano con il loro secondo album "Lovely Heaven Crazy Band".
I nostri, con queste seconda opera, danno conferma del loro valore artistico e soprattutto della buona qualità della loro Musica; infatti il loro Hard/Heavy con venature progressive risulta eccezionalmente gradevole e di grande impatto.

Questa Follia paradisiaca viene introdotta da una breve intro che ricorda tantissimo i primissimi Queen (a mio avviso quelli migliori). Breve assolo di chitarra che risulta essere gustoso anche per il sound che ricorda il grandissimo Brian May.

Recensione

Filthgrinder

XENOS - Filthgrinder

(2020 - Club Inferno Ent.)

voto:

Il monicker Xenos è la risultante della comune convergenza di Ignazio Nicastro, Danilo Ficicchia (entrambi membri dei già attivi Eversin) e Giuseppe Taormina (Sirrush; Athon; CrimsonWind), a rendere un omaggio viscerale alle proprie più marcate influenze: quelle del Thrash Metal più oltranzista soprattutto, dai Megadeth agli Slayer, dagli Annihilator agli Xentrix ed oltre fino ai Venom (di cui tra l’ altro ospitano il redivivo Jeff "Mantas" Dunn).

Recensione

Warrior Of Sun

HOUNDS - Warrior Of Sun

(2020 - Punishment 18 Records)

voto:

Questo è quanto ho scritto di primo acchito mettendo su per la prima volta il disco dei torinesi Hounds; sono solo appunti che solitamente tengo per me, rivisito ed elaboro nel corso dei dieci/dodici ascolti necessari a scrivere una recensione:

 

“Copertina bruttaccia, ma il logo old style proietta subito nell’atmosfera giusta. 

Recensione

Where The Wild Things Run

BLACK MAMA - Where The Wild Things Run

(2019 - Andromeda Relix/GT Music)

voto:

Avevo lasciato i veronesi Black Mama nell'ormai lontano 2013 con l'ottimo omonimo album d'esordio , da allora l'attività live della band è stata molto intensa e a distanza di 6 anni (il cd è uscito a fine 2019) eccoli tornare a noi in versione power trio con questo 'Where The Wild Things Run' che ne sancisce la evidente maturazione, se mai di questa ci fosse bisogno vista la qualità dimostrata din dall'esordio.

Recensione

Water Tower

WATER TOWER - Water Tower

(2019 - Rocketman Records)

voto:

I Water Tower, veterani della scena punk rock ska, tornano a fine 2019 con questo album omonimo a distanza di 12 anni dall'ultimo inedito 'Vendesi Illusioni'. Tornano per festeggiare i 30 anni di carriera e lo fanno assai bene. 

Otto tracce alla vecchia maniera ma lanciate verso la seconda giovinezza della band dove l'iniziale punk ska si miscela alla grande con rock, country, hardcore e rock'n roll.

Recensione

Neuroteque

JUGGERNAUT - Neuroteque

(2019 - Subsound Records)

voto:

Disco decisamente ostico questo terzo dei romani Juggernaut. 7 brani di cinematic sludge post hardcore, progressive psichedelico e via discorrendo. Già ho il mal di testa, ma mi getto a capofitto all'ascolto.

7 brani strumentali, tutti abbastanza lunghi, composti in modo encomiabile che svariano nei generi accennati come una lunga colonna sonora di film horror psichedelici. 'Sette storie di trasformazione armonica ed emozionale, sette tortuosi sentieri verso Neuroteque'. Così vengono presentati nelle note allegate.

Recensione

Sadistic Mechanical Evolution

CARNAGESLUMBER - Sadistic Mechanical Evolution

(2019 - Extreme Metal Music)

voto:

Immaginate di essere al buio, collegati a tanti fili e ascoltate solo suoni di un monitoraggio medicale. E inizia l'inferno. Diretti come pochi i Carnage Slumber ci portano nel loro personale vortice sonoro, martellando come forsennati.

Già dalla prima traccia 'Termical Vision' mettono subito in chiaro le cose, pochi fronzoli, violenza sonora, uno schiacciasassi che ripercorre tutto il cd. Forse l'unica pecca sono i suoni, a mio modo di ascoltare, un po' troppo sbilanciati, con le chitarre troppo poco chiare.

Il muro sonoro eretto dal combo in questione prosegue con 'Vibrating Dead Tongues' che accosto a un certo tipo di composizione stile Aborted.

Recensione

Demonic Sunset

DEEP VALLEY BLUES - Demonic Sunset

(2019 - Volcano Records)

voto:

Dalla Calabria, terra aspra capace fra l'altro di dividere due mari e respingere un maremoto, provengono questi quattro lestofanti delle 12 note. Nati nel 2016, dopo un primo EP autoprodotto ed autoregistrato, sfornano questo cd contenente 8 pezzi dal titolo emblematico "Demonic Sunset".

La cosa che balza subito alle orecchie è il calore tipico del sud che fuoriesce dal lavoro, è l'energia pura della baldanzosità tipica dell'epoca giovanile e tutto il sudore marcio mischiato ad innumerevoli sigarette arrotolate lasciato in sala prove.

Recensione

L'Orrore

INSANIA 11 - L'Orrore

(2019 - Masd Records)

voto:

Teatrali, enigmatici e misteriosi.

Sto parlando degli Insania 11, gruppo thrash/death metalcore nato nel lontano 1989 dagli originali Insania che restarono attivi fino al 1997. Di loro rimangono numerosi live, poi il progetto venne gestito da Samaang, il cantante, che solo in un secondo momento e dopo svariati lavori prodotti, tra cui i 'Diari di Samaang', venne aiutato dal chitarrista Ethrum. Dopo due anni di intenso lavoro, arriva nel 2019 “L’orrore’’.

Recensione

Unidentified Flesh Object

TOOLBOX TERROR - Unidentified Flesh Object

(2019 - MASD Records)

voto:

Toolbox Terror, bene, ascoltiamo quest’album… ascolto il primo pezzo, ma mi ricordo improvvisamente che devo fare spesa, ottimo lo ascolto in macchina.

Quindi esco dal garage il mio Hummer truccato e accessoriato con lame rotanti e cannone sul tetto. Ora possiamo andare al supermercato, a tutta velocitaaaaaa!

Torno a casa dopo aver sparso un po’ di sangue, intestini vari e chi più ne ha ne metta.

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