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Recensione

Anima Era

FERONIA - Anima Era

(2017 - AndromedaRelix)

voto:

Anno Domini 2015, siamo a Torino, ivi nasce il progetto musicale Feronia, una band molto interessante sotto molteplici punti di vista, non solo esclusivamente musicali. Formato da Elena Lippe (Voce), Fabio Rossin (Chitarra), Daniele Giorgini (Basso) e Fabrizio Signorino (Batteria), i quattro sono musicisti navigati, ben preparati e di ottima caratura tecnica, e soprattutto, artistica e poetica. Il quartetto ci regala un debut album di tutto rispetto, 'Anima Era', pubblicato da Andromeda Relix nel 2017 e distribuito da GT Music.

Recensione

Obsidio

DUIR - Obsidio

(2018 - Autoprodotto)

voto:

Formatisi nel 2013, i Duir sono già stati ospiti su Italia Di Metallo alcuni anni or sono proponendoci una demo intitolata Tribe, lavoro con le sue pecche, ma che lasciava trasparire del potenziale.  A distanza di alcuni anni, il gruppo affronta una trasformazione causata sopratutto degli spesso inevitabili cambi di line-up, che vanno ad incidere anche sullo stile dei Nostri, i quali dal folk/death si avvicinano al folk/black con richiami all’epic.

Senza perdersi d’animo, dunque, dalla pazienza e dall’impegno del gruppo nasce ‘Obsidio’, EP di sei canzoni di cui subito andiamo ad occuparci.

Recensione

The Age Of Dead Christ

NECRODEATH - The Age Of Dead Christ

(2018 - Scarlet Records)

voto:

Prendere in esame l’ultimo lavoro di una delle Band più importanti della scena metal estrema non è stata cosa semplice. 34 anni di carriera. Sopravvissuti a incredibili ostacoli e periodi estremamente difficili. Osannati dalla critica, amati e rispettati dai gruppi più violenti ed estremi nostrani e (soprattutto) stranieri, i Necrodeath toccano con “The Age of dead Christ” il traguardo dell’undicesimo lavoro in studio.

Recensione

The Fallen King

FROZEN CROWN - The Fallen King

(2018 - Scarlet Records & Marquee/AVALON)

voto:

Formatisi in quel di Milano nell’ anno 2017 per volere di Federico  Mondelli (tastierista, chitarrista e cantante), i Frozen Crown ci propongono un power metal energico e a tratti epico parzialmente ispirato a gruppi quali i primi Sonata Arctica e Nightwish. Nonostante le forti influenze power, la band propone spesso incursioni di stampo heavy metal classico, e di tanto in tanto favorisce vaghi richiami al folk e al melodic death (il gruppo cita, a tal proposito, Children of Bodom e Dark Tranquillity). Non mancano, infine, sezioni dove fa capolino anche il cantato sporco maschile ad opera del Mondelli (Be The Wolf).

Recensione

S/T

ANIMAL FARM - S/T

(1989 - Autoprodotto)

voto:

Formatisi in quel di Napoli nel lontano 1987 gli Animal Farm pubblicarono questa unica demo 4-tracks nel 1989 prima di perdersi chissà dove. 

Il quartetto seguiva le orme dei maestri Voivod con un thrash metal molto tecnico spingendosi quasi al crossover. Per l'anno in cui venne prodotto la registrazione non era nemmeno malaccio ed è un vero peccato che questo progetto non abbia avuto il successo che meritava, forse perchè troppo avanti nei contenuti proposti. 'Death Of An Utopia' è probabilmente l'epitaffio adatto al loro modo di proporsi, ripeto un vero peccato perchè avrebbero meritato maggior fortuna. 

Recensione

Drive Through

ENRICO SARZI - Drive Through

(2017 - Street Symphonies Records)

voto:

Album di esordio per Enrico Sarzi che dopo 13 lunghi anni di collaborazioni (cantante e paroliere per i Midnite Sun e due cd all'attivo, una esperienza di prestigio con il Moonstone Project ed una partecipazione speciale con i Shining Line) decide di dare alla luce questo “Drive Through” vedendo così realizzato il proprio sogno. Devo dire che le ultime uscite promosse da Atomic Stuff e giunte sotto le mie mani sono di ottima fattura.

Il gruppo della Burning Minds piazza sicuramente un altro bel colpo: ottima registrazione per questi 11 pezzi suonati con padronanza e maestria tecnica.

Recensione

Delirium and Madness (Concerto Grosso Opera N ° 2 in G Minor)

DIONISYAN - Delirium and Madness (Concerto Grosso Opera N ° 2 in G Minor)

(2017 - Sliptrick Records)

voto:

"Delirium and Madness (Concerto Grosso Opera N ° 2 in G Minor)",è il secondo disco del “monicker” Dionisyan, progetto originato dalla mente poliedrica di Tregor Russo, insegnante accademico di musica e canto, nonché compositore, arrangiatore, orchestratore e polistrumentista, attivo da oltre 20 anni e con già sei dischi a sua firma. Qui egli rielabora e rivisita elementi della musica Barocca in chiave Metal, plasmando un atmospheric doom metal con sfumature sinfoniche che potrebbero fare la gioia di quanti apprezzano sonorità vicine ai primi Nightwish o Within Temptation, contaminate da elementi più affini ai Candlemass.

Recensione

Evil in The Dark

BLACK HOLE - Evil in The Dark

(2017 - Andromeda Relix)

voto:

La differenza tra essere un semplice Musicista o Artista puo’ essere molto sottile come anche molto grande e tutto dipende sempre dall’ispirazione e dal significato delle Opere che si compongono. I Black Hole, grazie al loro glorioso passato fanno sicuramente parte della categoria degli Artisti.

Recensione

One Light Year

MARYGOLD - One Light Year

(2017 - Andromeda Relix)

voto:

La sempre attenta etichetta veneta Andromeda Relix non poteva farsi sfuggire questi vetero-rocker locali, attivi come prog band da quasi venticinque anni!

È con colpevole ritardo che ci troviamo a parlare di questo loro secondo disco, ma confidiamo sulla pazienza dei cinque, che sembrano abituati ai tempi lunghi: il debutto risale a ben dodici anni fa…

Il gruppo stesso, confondendo il tempo e lo spazio, allude a questa distanza con il titolo dell’album “A Light Year”.

Recensione

Altar of Fear

LILYUM - Altar of Fear

(2017 - Vacula Productions)

voto:

Altar of Fear” è il nome dell’ultima creazione dei LILYUM, band torinese attiva dal lontano 2002.
D’annata 2017 invece, questo lavoro pare segnato dalla volontà di inserirsi in quella lunga tradizione black metal old school a cui appartengono svariati gruppi che il mio giovane cuore ama ancora (Bathory, Darkthrone, Gorgoroth – per citarne una manciata).

In questo caso, mi trovo davanti  7 tracce abbastanza genuine e senza troppi fronzoli in cui dominano i blast beats e riffs di matrice nordica, sui quali si incorniciano le liriche distruttive di Lord J. H. Psycho.

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