Un saluto a tutti i lettori di Italiadimetallo.it e un gran benvenuto, e bentornati sulle scene, ad una band che ha scritto la storia della musica italiana, parlo dei Death SS.

1-Era il 2006, anno in cui vede la luce l’ultimo e settimo sigillo magico, ossia 
“The Seventh Seal”, il quale avrebbe dovuto chiudere la vostra 
carriera. Cosa è successo durante questi anni?

Dopo aver festeggiato il trentennale dalla fondazione della band, nel 2007, e aver pubblicato i 7 sigilli, ho preso una pausa a tempo indeterminato per potermi dedicare ad altri progetti. Sarei tornato alla band solo quando e se avrei avuto qualcosa di veramente valido da proporre, qualcosa che non fosse una continuazione del settimo sigillo ma costituisse in nuovo inizio. Tutto ciò si è poi verificato sei anni dopo ed eccoci qui!

2-“Resurrection” che 
sia un ripensamento  o una rinascita, artisticamente com’è nato?

Tutto è cominciato quando i Manetti Bros mi hanno chiesto delle canzoni dei DEATH SS da usare nella loro fiction “L’ispettore Coliandro”. Da lì è nata una collaborazione che ha portato alla composizione di “Revived”, per la puntata “666” della serie, dove appare anche la band, e poi di “Ogre’s Lullaby” per il loro ultimo film, “Paura 3D”. Intanto siamo stati chiamati a musicare un film indipendente italiano, “Darkest Night” e altri che sono ancora in lavorazione come “Precognition” e “Devil’s Graal”. Un’altra song (“Santa Muerte) inizialmente non composta appositamente per tali scopi, e poi stata scelta quale sigla di una serie di cortometraggi thriller/polizieschi. Parallelamente non ho mai smesso di comporre canzoni ed incontrarmi con gli altri ragazzi della band e ad un certo punto mi sono ritrovato tra le mani dodici canzoni inedite di alto livello.

3-
Come si è svolta la pratica oggettiva e creativa del comporre, 
arrangiare e produrre questa nuova opera?

Dopo tanti anni passati negli studi di registrazione accanto a produttori di fama mondiale come Neil Kernon, Sven Conquest o David Shiffman, ho acquisito sufficiente esperienza per poter produrre un disco da solo, coadiuvato da un ottimo tecnico del suono come Freddy Delirio che, avendo un suo studio di registrazione a disposizione, ha permesso di prendere la cosa con molta calma, registrando una song alla volta solo quanto tutto era ottimale, senza preoccuparsi di alcuna scadenza e selezionando solo il materiale migliore. Ogni canzone è stata curata ed arrangiata nei minimi dettagli, finchè il risultato finale non ci soddisfasse in pieno. Solo quando abbiamo totalizzato 12 song per noi “perfette” abbiamo pensato di pubblicare un nuovo album.

4-Parliamo della line-up. 
Qualcosa è cambiato in seno alla band?

La line-up è rimasta pressochè invariata dagli ultimi sette anni. Solo Bozo Wolff ha sostituito dietro le pelli il precedente batterista.

Per quanto riguarda le chitarre, dopo la dipartita per problemi personali di Francis Thorn, avvenuta all’indomani dell’Italian Gods of Metal del 2008, abbiamo deciso di rimanere un quintetto con una sola chitarra, come già eravamo nel periodo di Panic e Humanomalies….

Per il resto, Al DeNoble alla chitarra, Freddy Delirio alle tastiere e Glenn Strange al basso sono con me dal 2006…

5-“Resurrection” è un’opera che 
lascia basiti per la freschezza compositiva, l’impatto del sound e, in 
special modo, per le ambientazioni cariche di pathos intellaiate dalla 
band. Ergo, la paternità di ogni singolo componimento si deve 
all’operato corale di tutto il combo, oppure il leader carismatico ne 
ha profuso come sempre la sua anima?

In generale le canzoni partono tutte da una mia idea che poi ho sviluppato ed arrangiato con gli altri ragazzi dalle band..

6-La musica dei Death SS, oggi 
come non mai, appare un compendio di tutte le influenze e stilemi 
musicali attinti alla musica popular, tra i quali il rock ed il metal, 
fra tutte. Qual’è il segreto di questo ineffabile melting-pot?

Semplicemente quando scrivo una canzone non sto a preoccuparmi di quello che potrà risultare il suo “stile”, Penso solo al feeling che intendo comunicare con essa e non sto certo a porgli delle “etichette”. Attingo a 360 gradi a tutte le atmosfere che la musica Rock può fornire, combinandole tra loro secondo il mio gusto personale .Per questo non mi interessa se qualcuno definisce le canzoni dei DEATH SS come “doom” o “Goth” o “Metal” o “industrial” o “come-cazzo-vuole”.

Per me è solo “Horror music”.

7-
Oramai, il disco è uscito da circa un mese, quale impatto sta avendo 
dal punto di vista meramente commerciale?

E’ ancora presto per dirlo, visto che all’estero uscirà ufficialmente solo a fine luglio, ma sta comunque riscontrando un buon successo….

8-La stampa specializzata 
come ha accolto il nuovo vagito discografico?

Le recensioni viste fino ad ora sono tutte molto positive.

9-Qual’è l’idea 
concettuale o la base culturale che ha mosso l’azione compositiva?

Non si tratta di un concept-disc. Il disco è suddiviso in due parti: una parte è costituita da canzoni che sono state composte per la colonna sonora di altrettanti film o serie televisive, mentre l’altra riprende un ipotetico seguito del concept “Crowleyiano” già intrapreso su “Do What Thou Wilt”. Le due parti comunque si integrano ed amalgano “magicamente” tra di loro, avendo come comune denominatore il forte impatto horror-melodico che contraddistingue tutte le composizioni dei DEATH SS

10-
Come ho detto già in sede di recensione l’album ha sicuramente un 
taglio cinematografico, considerando che più della metà delle 
composizioni sono state elaborate collaborando con il mondo 
cinematografico. Pensate che sia questo il nuovo percorso o “sigillo 
artistico”, che la band possa intraprendere in un immediato futuro?

Non lo so. Sicuramente è stata una parentisi divertente ed artisticamente costruttiva. Spero che non manchino altre offerte del genere nel futuro…

10-
Per quanto riguarda la questione on-stage, conoscendovi, ed avendo 
visto due vostri live in differenti  momenti storici, quali Evolution 
Fest. e Italian Gods of Metal, penso stiate elaborando sontuose 
scenografie e performance che rappresentino, visivamente, i vostri 
componimenti. Confermate il mio pensiero?

Certo! Stiamo appunto lavorando in questi giorni al seguito “live” di Resurrection, preparando la nuova scaletta e le nuove coreografie da proporre sul palco.

12- Come è noto vi esibirete 
presso il Metal Camp Sicily. Tuttavia, avete in programma di allestire 
un vero e proprio tuor di supporto alla nuova opera?

Abbiamo un accordo con l’agenzia VIRUS Concerti e stiamo vagliando offerte sia in Italia che all’estero. Comunque siamo orientati nel fare poche date in posti strategici che ci possano permettere lo svolgimento dell’intero show…

13-Durante le 
nuove performance on-stage incarnerete i famosi mostri che hanno 
canonizzato l’immaginario horror dello scorso secolo, o la visione sarà 
più modernista?

Come sempre, faremo un grande spettacolo. I “Mostri” esistono sempre e rappresentano l’essenza dei DEATH SS.

14-Personalmente sono stato catturato da subito da 
questo ultimo album. Il brano che mi ha avvolto maggiormente e “The 
Song of Adoration”, che come ho definito in altra sede, rappresenta –
dieci minuti di sognante estatico e coivolegente trip musicale-. Com’è 
nato questo inno compositivo?

“Adoration” parte da un poema di Aleister Crowley che io ho voluto riadattare e rielaborare quasi in versione “cinematografica”, come se si trattasse di una sceneggiatura di un film. La sua musicalità di conseguenza è varia ed imprevedibile e si dipana per quasi dieci minuti in un susseguirsi di atmosfere ora sognanti ora maligne. Abbiamo usato i più disparati arrangiamenti in questo brano, come un sitar ed una vera orchestra, oltre a cinque diverse coriste.

15-Questi anni, oramai alle spalle, in 
ogni modo, sono stati pervasi di collaborazioni con il mondo del 
cinema, di cui abbiamo già parlato, tuttavia, dal punto di vista 
musicale sono nati progetti interessanti, come Sancta Sanctorum e 
VOGUE. Ci saranno dei sequel a questi progetti? ed una curiosità se mi 
è concessa,perchè le suddette band non si sono mai esibite live?  

Per il momento tutti gli altri progetti musicali al di fuori dei DEATH SS sono in stand-by per mancanza di tempo. Comunque non escludo che un giorno si possa tornare a parlare dei WOGUE o dei SANCTA SANCTORUM. Queste band (ad eccezione di uno show-case di presentazione suonato alla FNACK per i WOGUE) non si sono mai esibite in tour principalmente per problemi logistici, come ad esempio (per i Sancta) le lunghe distanze di residenza di ciascun membro della band.

16-
Ringraziando i Death SS per avermi concesso l’onore e l’opportunità di 
poter colloquiare con loro, lascio, infine, la possibilità di 
concludere questa intervista con assoluta libertà.  Grazie ancora 
Nicola.

Ciao Nicola!

All The Be(a)st to you and to

All the readers of Italiadimetallo.it

Steve

Scritta da Nicola Pace.

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