Gli Holy Shire, band milanese attiva da oltre un decennio, tornano sulle scene con ‘Invincible‘, il loro terzo album in studio a sei anni di distanza dal precedente ‘The Legendary Shepherds of the Forest‘. Il gruppo, che si ispira a temi fantasy e mitologici (con richiami a Tolkien e figure come Medusa) propone un mix di Symphonic Metal con elementi Folk, grazie all’uso del flauto e a due voci femminili contrastanti, una più aggressiva e una più eterea nelle vesti di Erika Ferraris e Giulia Fiore; Mattia Stilo e Stefano Zuccala sono i chitarristi affiancati dal bassista Damiano Menarbin e dal batterista Maxx Pianta; completa la formazione la flautista Chiara Brusa.
Sulla carta un approccio che potrebbe distinguersi nel panorama italiano del Metal, ma in pratica l’album non convince del tutto.
L’apertura con ‘Misty‘ introduce un’atmosfera nebbiosa e orchestrale con riff di chitarra solidi e un flauto che aggiunge un tocco folkloristico. Tuttavia, già dalle prime tracce emerge una certa prevedibilità: le strutture delle canzoni seguono schemi classici del genere, con cori sinfonici e breakdown che ricordano tanto e troppo i maestri del genere, senza quel guizzo di originalità che li renderebbe memorabili.
‘Dagon‘ e ‘Dragonfly‘ provano a variare il ritmo, inserendo elementi Nu Metal e melodie più catchy, ma il risultato è un po’ confuso, con passaggi che non sempre fluiscono bene.
Punti di forza ci sono: ‘Waves of Misery‘ e ‘The Cathedral‘ offrono momenti di intensità emotiva, con testi che esplorano temi di resilienza e oscurità interiore; la produzione, curata da Frank Altare, è pulita e ‘moderna’, come suole farsi ora, con il suono molto compresso. Le voci femminili, pur essendo un elemento distintivo, non sempre si integrano alla perfezione: il contrasto tra le due stili è interessante in teoria, ma in pratica risuona forzato soprattutto nei passaggi più drammatici.
Nel complesso, ‘Invincible‘ è un disco ascoltabile per chi apprezza il Symphonic Metal con venature fantasy, ma manca di quella scintilla che lo renderebbe davvero invincibile. È un passo avanti rispetto ai lavori precedenti in termini di maturità, ma resta intrappolato in cliché del genere, senza osare abbastanza.
Poi magari dal vivo spaccano.
Filippo Marroni
Tracklist
- Misty
- Dagon
- Dragonfly
- Voice Of Reason
- Waves Of Misery
- The Cathedral
- Black Thorn
- The Seduction of Hollowness
- Dream of You
- M9
- Farewell
- Anno: 2024
- Etichetta: Ghost Record Label
- Genere: Symphonic Metal
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