I Perpetual Fire sono una notevole band di Milano, che dopo anni di carriera e di brutte esperienze personali che hanno caratterizzato il percorso artistico, sono riusciti a pubblicare il loro quinti disco intitolato “Roll the Dice”. La band, oltre a dimostrare una grandissima carica artistica/musicale, dimostra di avere molto carattere em nonostante la scomparsa del cantante storico e vari problemi che hanno colpito alcuni membri, sono riusciti a far uscire un’opera ricca di energia positiva, energica e decisamente di qualità; infatti, il loro heavy/pover dagli spunti progressivi e decisamente interessante e si caratterizza da composizioni degne di band più blasonate. “Roll the Dice” è un disco che possiede tutti i potenziali per competere con celebri uscite estere.
Un bellissimo inizio orchestrale, che deve molto alle colonne sonore del grande Ennio Morricone, ci porta nella notevole intro “A New Fire”. Sonorità classiche si uniscono ad atmosfere che ricordano moltissimo le stupende musiche della trilogia del dollaro, bellissimi i fiati che arricchiscono il brano con una grande potenza visuale, a cui seguono chitarre che si fanno trascinare da nostalgiche melodie d’altri tempi.
Notevole brano che ci porta nella seguente “Mr.Enchantment”. Poderose chitarre sfoderano fraseggi molto devoti al miglior Heavy/power metal dalle tinte progressive. Dalle epiche melodie prendono vita linee vocali dotati di grande estensione vocale e di grande potenza. La sezione ritmica detta le linee e permette all’intera band di creare un brano decisamente intenso, pieno di sfaccettature e di cambi di tempo. I l punto forte sono i ritornelli che riescono, con grande facilità, ad avere una grande presa così come notevole è il lavoro delle chitarre che, oltre a macinare parti decisamente tecniche, sfodera assoli di grandissimo livello. Un brano possiede una grande carica e che ben si allinea con le atmosfere della breve intro.
Tastiere e synth, che oltre a ricordare il miglior heavy/power anni 90 sanno prendere spunto dal miglior AOR degli anni 80, ci trasportano direttamente negli anni 80. “Seven Days” è una song influenzata dal sound dei grandissimi Europe ma emerge anche la personalità del gruppo che, con ottime capacità tecniche ed interpretative, riescono a prendere le miglior caratteristiche del rock anni 80 ed integrarle con il miglior heavy degli ultimi 40 anni. L’ottima produzione ci permetter di ascoltare un brano dotato di grande impatto e di godere dell’ottimo lavoro di gruppo della band. ottimo il lavoro del Singer!!A metà del brano sono presenti dei notevoli passaggi che ricordano i migliori Dream Theater (quelli di Images and worlds) ma anche, grazie al grande lavoro del tastierista, dei mitici Marillion. Brano ricco di svariate influenze e che sanno creare una song decisamente di grande qualità!
Il poderoso inizio di “Salt in Winter”, che ricorda le migliori band hard rock/AOR anni 80, prende vita da tastiere fantasiose che vengono sorrette da riff di chitarra pregni di grande energia. Dagli strumenti fuoriescono melodie affascinanti che vengono arricchite dall’ottimo lavoro del Singer che, con un grande lavoro tecnico, sviluppa delle ottime linee vocali che rendono il brano decisamente appetitoso. Grande il lavoro della sezione ritmica che, con grande energia, fanno decollare il brano fino al grandioso assolo di chitarra che ricorda il grande Michael Schenker. Una song rocciosa, pregna di ottime sensazioni e da un lavoro di gruppo degno di nota.
“Time” nasce e si sviluppa attorno ad accordi di pianoforte che ricordano, a livello emotivo, i grandi Savatage. All’emozionale lavoro del tastierista seguono parti vocali molto ispirate e che, in maniera personale, sembrano prendere ispirazione anche dai Queen più progressivi. Le atmosfere, che ricordano anche il miglior prog metal dei Fates Warning, riescono ad essere decisamente coinvolgenti e permettono alle chitarre di creare un ottimo tappeto sonoro che permette, ascolto dopo ascolto, di apprezzare ancora di più il brano. L’intermezzo e il finale sono da brividi! la grandissima intesa tra il pianoforte e il cantante rende questa song una delle miglioro dell’intero disco.
Un bellissimo fraseggio di chitarra, che ricorda il periodo migliore della MSG Group, viene sorretto da ariose tastiere che permettono la creazione di un brano strumentale di altissimo livello. Al miglior prog metal si uniscono momenti di grande epicità e di parti che, grazie anche alla produzione cristallina, ci permettono di apprezzare moltissimo il brano in questione. Dalla chitarra fuoriescono momenti decisamente ispirati e dotati di grande tecnica. In alcuni tratti si sente l’ispirazione dei Symphony x e questo ci convince ancora di più. “Roll the Dice” racchiude altissima qualità ed ispirazione.
Dopo la metallica e spedita “Take my soul another day”, brano che ricalca grandissime band storiche come Helloween e Angra). La potente e dinamica “The Door To Nowhere”. Il brano è decisamente originale, coinvolgente e colmo di momenti interessanti; infatti, ad un inizio incrociato tra chitarre e interessanti tastiere, che ricordano i migliori tastieristi progressive metal degli anni 80/90, si alternano parti metalliche a quelle più melodiche. Il talento del Singer aiuta moltissimo poiché, essendo il brano molto impostato sulle chitarre e sulla sezione ritmica, riesce ad inserire delle parti vocali e dei ritornelli che sono decisamente funzionali alle potenzialità del brano. La batteria dirige il brano e riesce dare le coordinate per far emerge un lavoro di squadra degno di nota. Ognuno ha il suo ruolo ed emerge, con grande enfasi, la grande capacità di comporre una song heavy, tecnica ma ricca di spunti melodici di altissimo livello. Brano decisamente notevole!
Dopo la buona “Savage Revenge”, brano che segue la linea dei brani precedenti e piena di sfumature che ricordano i migliori Nevermore, il disco si conclude con la bellissima ballata acustica My Private Hell. Dolci e delicati arpeggi di chitarra appoggiano le incantevoli melodie create dal cantante che, con grande enfasi, creano atmosfere che ricordano la malinconia dei Sanctuary più intimistici e cupi.
La band milanese ci regala un disco veramente sorprendente, molto vario e che, ascolto dopo ascolto, possiede un certo magnetismo e fascino.
Domenico Stargazer
Tracklist:
1.A New Fire
2.Mr. Enchantment
3.Seven Days
4.Salt in Water
5.Time
6.Roll the Dice
7.Take My Soul Another Day
8.The Door to Nowhere
9.Savage Revenge
10.My Private Hell
- Anno: 2025
- Etichetta: Wanikiya Record
- Genere: Heavy/power metal
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