Torna Emiliano El Chivo con un nuovo capitolo del suo progetto personale El Capro, che lo vede autore ed esecutore di tutta la musica (e la composizione grafica) presente in questo “V.I.T.R.I.O.L.”, otto canzoni (più intro e outro) che confermano il Metal cadenzato, magenta, sulfureo e impregnato di esoterismo che abbiamo imparato a conoscere nei tre album precedenti.

La lingua francese viene brutalizzata nel ritornello dell’affasciante “La Fin Absolute Du Monde”, un brano aperto da un bel riff dagli armonici squillanti, intervallato a frammenti acustici e guidato dal cantato salmodiante e volutamente monotono che caratterizza le interpretazioni vocali di Emiliano. “Stella Del Mattino” ha un incedere terzinato ricamato da gustosi fraseggi chitarristici su cui si stagliano i versi declamati in ipnotica cantilena, rinforzata dai testi in rima. Rispetto alle uscite precedenti mi sembra di poter apprezzare un notevole miglioramento e cura nelle parti strumentali, soprattutto per quanto riguarda la chitarra solista.

Il brano più accattivante del disco è per me sicuramente la prorompente “Oscurità Vizio E Virtù”, che si fa strada forte di un’immediatezza “pop” che non toglie nulla al velo di intrigante mistero in cui si ammanta, conquistandoci con un ritornello decisamente riuscito!

“Kenopsia” riesce a innestare sul canovaccio collaudato alcune vitali ramificazioni melodiche che ne snelliscono la fruizione, confermando un approccio alla composizione più focalizzato sulla forma canzone e su una piacevolezza di ascolto che apprezzo molto e che ritengo indice di maturità.

Una sentita ballad acustica, scarna ed essenziale, dedicata alla memoria di una persona che non è più qui, rende “Anima Lasciata Eclissare” un elemento di particolarità all’interno della produzione di El Capro. Un appassionato assolo suggella questo tributo, rinforzandone ancor più l’autenticità.

Ancora un riff dal fraseggio serpeggiante si presenta ad animare l’energica “Credo”, le cui magnetiche strofe sono più riuscite rispetto al ritornello, che a confronto risulta forse un poco anemico.

A dimostrare che nel calderone in cui ribolle il suono di El Capro non ci sono solo Black Sabbath e Saint Vitus ci pensa “Nell’Ombra”, che unisce allo ieratico e tenebroso ritornello una strofa che mi ha ricordato gli Afterhours di Manuel Agnelli. 

L’ultima canzone vera e propria è “La Notte Delle Anime”, che sembra a modo suo strizzare l’occhio ai Ghost, pur senza sbilanciarsi verso lidi così edonisticamente mainstream.

Detto questo, non farei bene il mio lavoro se non rilevassi il fatto che, con quattro album in cinque anni, probabilmente El Capro paga pegno ad una sovraesposizione che mette in luce una certa omogeneità di argomenti ed idee, come se il (legittimo) desiderio di infoltire la propria discografia non fosse supportato da una reale quantità di nuovi contenuti, di nuove cose da dire. La sensazione che si stia riscrivendo lo stesso album, uscita dopo uscita, si fa a tratti verosimile, anche se Emiliano riesce a risultare sempre credibile e a migliorarne la formula, rimescolando gli ingredienti preferiti con comprovata destrezza e genuina passione. Il risultato è il suo disco migliore e più efficace.

 

Marcello M

 

Tracklist:

  1. Deus Caprinus Est (Intro)
  2. La Fin Absolute Du Monde
  3. Stella del mattino
  4. Oscurità Vizio E Virtù
  5. Kenopsia
  6. Anima Lasciata Eclissare
  7. Credo
  8. Nell’Ombra
  9. La Notte Delle Anime
  10. Senza Uscita (Outro)

 

  • Anno: 2026
  • Etichetta:  I Suoni del Buio
  • Genere: Occult Metal

 

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