Per fare questa recensione ho dovuto ascoltare due dischi; sì perchè ‘Human Key 2.0‘ è la riedizione di un disco del 2009 dei lombardi Ancient Dome, ‘Human Key‘ che non avevo mai sentito.
‘Human Key 2.0‘ arriva a distanza di sedici anni da quel debutto con una nuova registrazione del medesimo materiale realizzata nel 2019 con l’ultima formazione a cinque elementi prima dello scioglimento, con l’innesto alla voce di Jerry De Feo al posto dell’originario Paolo Porro (chitarrista) e finalmente portata a termine solo nel 2025 grazie all’intervento dello stesso Jerry e alla sempre attiva Punishment 18 Records.
Già presente nelle nostre pagine con un meritato 7 (quando ancora su Italia Di Metallo si davano i voti), il buon Francesco Salvatori ci raccontava di un buon Thrash di stampo statunitense (sia della Bay Area che di New York).
Mi sento di confermare quanto sopra, rimarcando l’entusiasmo e l’energia grezza, le ritmiche martellanti e la grande personalità di un debutto travolgente guidato dall’impostazione vocale graffiante di Paolo Porro. La vecchia registrazione aveva qualche limite tecnico ma possedeva anche una spontaneità che oggi viene inevitabilmente attenuata. È il problema di quasi tutte le operazioni di questo tipo: migliorare il suono significa spesso perdere una parte dell’atmosfera originale.
L’album però conserva intatta la sua natura furente e diretta; ‘Human Key‘ era un debutto promettente, tecnicamente valido e pieno di buone idee, ma ancora alla ricerca di una fisionomia definitiva. Oggi sappiamo che quella personalità sarebbe arrivata con il percorso successivo della band. ‘Perception Of This World‘, ‘Cosmic Gateway To Infinity‘ e ‘The Void Unending‘ (tutti recensiti nelle nostre pagine!) avrebbero mostrato un gruppo progressivamente più maturo e capace di ampliare il proprio linguaggio senza rinnegare il Thrash.
Ascoltato con questa consapevolezza, ‘Human Key 2.0‘ assume quindi un valore diverso rispetto al semplice rifacimento celebrativo. È quasi una fotografia retrospettiva: una band ormai arrivata alla fine del proprio percorso torna sulle prime canzoni e le interpreta con l’esperienza accumulata negli anni. Non sorprende che il risultato sia più sicuro e maturo, ma proprio per questo diventa ancora più evidente quanto fosse già buono il materiale originale. Il limite dell’operazione resta comunque evidente: per chi possiede già “Human Key”, l’acquisto non è indispensabile. Le canzoni sono le stesse e non vengono introdotte variazioni tali da trasformare l’album in qualcosa di completamente diverso.

‘Non è una questione di qualità del suono, di arrangiamenti migliorati o di maggiore perizia tecnica, quanto piuttosto del legame emotivo con la sua natura primordiale.‘

Sembrano risponderci alle nostre riflessioni queste considerazioni che accompagnano la pubblicazione di un disco comunque interessante, che ci permette di apprezzare una delle realtà più valide della nostra scena, offrendo sia ai vecchi fan sia a chi si avvicina per la prima volta agli Ancient Dome l’occasione perfetta per riscoprire un capitolo importante del metallo tricolore.

 

Filippo Marroni

 

Tracklist

  1. Ancient Dome

  2. State Of Regression

  3. Aeons

  4. Cold September

  5. Human Key

  6. Lost Creature

  7. Liars

  8. D.I.E.

  9. Metal Sphinx

  10. The Await

  11. Total Command

  • Anno: 2025
  • Etichetta: Punishment 18 Records
  • Genere: Thrash Metal

 

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