Deve essere un momento di particolare emozione e soddisfazione nella carriera dei Nihili Locus, arrivare dopo trentacinque anni di attività alla ristampa completa del proprio catalogo e, soprattutto, a questo nuovo album, il primo vero e proprio di tutta la loro travagliata esperienza. Forti della fiducia di My Kingdom Music, consegnano al pubblico quello che credo sia il loro miglior risultato di sempre. E lo dico dopo essermi ripassato tutta la produzione precedente.
La maturità ha portato consapevolezza, ha asciugato il superfluo e setacciato le pepite, portando ad un disco compatto, relativamente breve e conciso, nonostante la durata media dei brani si assesti oltre i sei minuti. Il cantato in italiano, oramai viatico espressivo quasi esclusivo per il gruppo, è l’emblema di quella consapevolezza raggiunta adombrata in apertura. L’urgenza comunicativa di Bruno si fa decisamente più esplicita e credibile attraverso testi che risuonano dello stesso linguaggio della vita di tutti i giorni.
Si parte con “Lugubri Lai” (da quanto tempo non sentivo questa parola!), che sembra uno scioglilingua, una parola magica, parte di un’evocazione, che cresce su arpeggi nebbiosi e spettrali, emergendo dalla bruma come l’immagine di copertina. Il brano è cadenzato e monocromatico, ma possiede un inciso che scuote la dinamica funerea, senza per questo illuminare la scena con raggi di sole.
Procediamo con una analogamente mesta “Polvericellule”, che si trascina come un lombrico sulla polvere, con riff che restituiscono lo sforzo vano, mentre “tristezza, angoscia e fantasmi senza nome” vengono evocati nel testo. Anche qui abbiamo un cambio di marcia nella seconda metà del brano, che è morbidamente dominato dalla doppiacassa, con un velo di tulle grigio di tastiere ad avvolgere il tutto.
Molto suggestiva “Pensieri Nebulosi”, di cui riusciamo a seguire il testo grazie ad una maggiore intelligibilità della voce. Le progressioni armoniche sono tutte all’interno della prevedibilità del genere e non è certo in una particolare stravaganza creativa che ci colpiscono i Nihili Locus, ma le composizioni reggono, rimandando allo storico black Metal italiano (mi vengono in mente i Malnàtt…), con incursioni di tastiere sobrie ma indispensabili alla riuscita del pezzo. Bellissimo il tema solista di chitarra, poi ripreso come ritornello finale in quello che è certamente uno degli apici emotivi del disco.
La monocromaticità dell’album è confermata ancora e ancora da “(Grida) La Notte Eterna”, che torna a giocare molte delle carte già viste sul tavolo in precedenza.
Più frizzante “Incolore Aberrazione”, anche lei interpretata da una voce arcigna ma perfettamente comprensibile, sempre impegnata a declamare la propria frustrazione. Il lavoro delle chitarre in questa composizione articolata e ricca di sezioni, spicca per maggiore varietà, confermando un gusto melodico accattivante e riconoscibile.
Il brano conclusivo è il vero manifesto dei Nihili Locus di oggi, ed è una cruda e violenta invettiva contro un nemico che non sono riuscito a identificare. E in questa feroce “Il Tuo Sangue Per I Miei Maiali” (che fa rima con “sodomizzerò le tue viscere con arnesi rudi e infernali”) troviamo un inno dotato di ritornello e ganci melodici, capace di renderlo il climax ideale in occasione dei concerti. E anche qui, sia per il riferimento suino, sia sotto l’aspetto prettamente musicale, mi tornano in mente i già citati blacksrer bolognesi.
Con questa prova di identità e presenza, il gruppo celebra la propria storia, pronto a disperarsi in lugubri componimenti per i prossimi decenni.
Marcello M
Tracklist:
- Lugubri Lai
- Polvericellule
- Pensieri Nebulosi
- (Grida) La Notte Eterna
- Incolore Aberrazione
- Il Tuo Sangue Per I Miei Maiali
- Anno: 2025
- Etichetta: My Kingdom Music
- Genere: Doom/Black Metal
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