Gli Abysmal Grief , vista la grande carriera e l’ottima discografia musicale, sono una band che certamente non ha bisogno di grandi presentazioni. La band genovese, dopo trent’anni di carriera, è diventata un grande nome, sia a livello nazionale che internazionale, ed è una della band più seguite nell’ ambito del  doom/dark sound italiano. Dopo tanti anni, non è semplice riuscire ad evolversi e a dire qualcosa di nuovo ma la band ligure riesce, disco dopo disco, ad aggiungere quel pezzo in più di oscurità che continua ad affascinare sia i vecchi estimatori che quelli nuovi.

Taetra Philosophia‘ è una grande opera di occult doom metal italiano. L’album riesce a unire ritmi ossessivi e catacombali ad atmosfere, grazie anche all’ottimo lavoro delle tastiere, elementi veramente sinistri che sembrano provenire da antichi mondi e dalla migliore musica dark degli ultimi quarant’’anni.
Dopo una cinematografica ed occulta introduzione, che oltre a ricordare vagamente ‘Detaching from Satan‘ di Paul Chain rimembra, soprattutto come atmosfera, lo sceneggiato il Segno del Comando, decisamente inquietanti gli organi e le preghiere, seguono riff di chitarra gelidi e penetranti che s’incrociano con del riuscitissimo parto di tastiera che sembrano provenire dai vecchi Goblin. Al magico suono del dark sound italiano si uniscono atmosfere orrorifiche a cui seguono linee vocali che possiedono la capacità di trasmettere inquietudine. In alcune parti sembra di sentire, in maniera particolare e personale, anche le macabre atmosfere di certi Mayhem e , perché no, dei Tormentor. Alle parti più oscure e tetre si uniscono quelle più musicali e pregne di melodie nere come la pece. Bravo il tastierista, ovviamente anche la sezione ritmica, che riesce ad inserirsi nei momenti giusti. Ottimo il lavoro delle chitarre e il vocalist dimostra di essere decisamente in vena.

Deus Cornatus‘ è un ottimo brano d’inizio. Riff ossessivi, decadenti e tetri anticipano ancestrali tastiere che, con un grande ingresso, contribuiscono alla creazione di una song energica, molto omogenea nel sapere includere variazioni musicali di diversi stili. Il Singer riesce ad esprimersi con grande energia e, grazie anche a tutto il lavoro della band, emergono atmosfere inquietanti, teatrali che ricordano il miglior italian doom degli anni 80/90. Notevole l’ingresso di violini a metà del brano e molto riuscito l’assolo di chitarra che riprende le melodie del brano. La batteria detta le giuste linee e il lavoro del bassista permette alle chitarre di essere precise e ben strutturate, ‘Taetra Philosophia‘ è un concentrato di atmosfere antiche e di ottimo dark sound.

Segue la rocciosa e decadente ‘Ieambulacrum Luctus‘. L’atmosfera che fuoriesce dalle chitarre e dalle tastiere permette al sound di colpire al punto giusto. Questa alchimia permette alle linee vocali di essere un tutt’uno con queste inquietanti musiche che sembrano provenire dai vecchi film horror degli anni 60/70. Quelli di Mario Bava, Antonio Margheriti e dei grandi maestri italiani dell’epoca. Gli stacchi del batterista permettono alle chitarre di creare fraseggi, che devono molto al grande Tony Iommi dei Black Sabbath, e che s’incastrano anche con bellissimi violini e bellissime tastiere. L’assolo di chitarra, accompagnato dalle tastiere, ci accompagna verso oscuri presagi e ci porta verso la fine di un brano decisamente riuscito e degno di nota. Una song veramente godevole e che dal vivo susciterà grandissimo interesse. A seguire un altro brano affascinante ed interamente strumentale: ‘Lunem and Urnam‘. L’introduzione di tastiere profuma di un passato ancestrale, atavico e ricco di tetre atmosfere che sanno prendere ispirazione sia dallo storico dark sound italiano che dalle colonne sonore dei film più occulti degli anni 70; infatti l’ispirazione sembra quella del grandissimo film L’Anticristo di Alberto De Martino. A seguire riff di chitarra decisamente decadenti e dal sapore nichilista. Il cantato è malvagio, occulto e decisamente ricco di pathos. La qualità sonora permette un ottimo ascolto del brano in questione. Gli incastri tra tastiere e linee vocali sono pregni di macabre sensazioni cosi come la sezione ritmica sa coordinare  una composizione degna di nota. Gli inquietanti intermezzi possiedono una grandissima teatralità e permettono all’ascoltatore di poter viaggiare col pensiero. I fraseggi di chitarre e gli assoli, che seguono la melodia delle tastiere, sono ben riusciti e riescono a rimanere, con grande presa, nella testa. Musiche ossessive sono accompagnate da linee vocali crude che possiedono un grande magnetismo. Altro brano notevole che segue le coordinate musicali dell’intero disco. Un viaggio verso dei sogni d’incubi degni del grande Lovecraft.

Corpus Mortuum‘ un classico brano di Doom occulto che, in tutte le sue sfaccettature, presenta tutte le classiche caratteristiche del genere; riff ossessivi, molto devoti ai maestri del genere (Black Sabbath, Paul Chain e primi Cathedral), liriche tenebrose e ritmi veramente decadenti. Il presente brano sembra riecheggiare anche gli inquietanti scritti dei Maestri della letteratura gotica del passato. Il lavoro complessivo è decisamente ispirato ed ogni nota sembra possedere una vita propria che si congiunge ad un vecchio passato. Il sound roccioso delle chitarre crea dei tappeti sonori che permettono al cantante e alle tastiere di tessere delle trame sonore dotate di una tetra musicalità. Uno dei brani migliori del disco.

Dopo la funerea ‘Speculum Fractum‘. Song dal retrogusto mistico e composta da una sezione ritmica massiccia che da coordinate necessarie alla creazione di un quadro musicale che, soprattutto a livello vocale, riesce a far emergere influenze della vecchia dark new wave degli anni 80, la fosca e maledetta ‘Lamentum‘. Outro che chiude, in maniera ancora più tetra, un disco che, soprattutto ai fan della band e del genere, potrà risultare affascinante! DOOM ON

 

Domenico Stargazer

 

Tracklist:

  1. Deus Cornatus
  2. Taetra Philosophia
  3. Ambulacrum Luctus
  4. Lumen ad Urnam
  5. Corpus Mortuum
  6. Speculum Fractum
  7. Lamentum
  • Anno: 2025
  • Genere: Doom metal
  • Etichetta: Avantgarde Music

 

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