Con il loro quinto capitolo discografico, pubblicato alla fine del 2025, i toscani Walk in Darkness aprono una nuova e affascinante pagina del loro percorso artistico. Gods Don’t Take Calls, questo il titolo, è un album che si muove ancora nelle coordinate del Symphonic/Gothic Metal e si sposta in ambiti più marcatamente sinfonici, concettuali e cinematici componendo un mosaico narrativo complesso che necessita di alcuni ascolti per coglierne alcune peculiarità. Si tratta prevalentemente di una ripresa dei vari singoli usciti dal 2023 che si sono poi perfezionati in questa release, appunto svelando questa rinnovata sfumatura artistica,
La formula vincente della eccellente Nicoletta Rosellini alla voce sorretta dalle composizioni del mastermind Shaman alle chitarre, si perpetua consolidando un sodalizio artistico che è ormai il marchio di fabbrica dei Walk In Darkness.
L’album si apre con “Nico Rising”, un chiaro manifesto introspettivo che funge da maestoso preludio ad un viaggio artistico che ha anche un grande spessore lirico. Proprio la strepitosa performance della Rosellini dimostra sia la portata che la profondità melodica dell’album.
“Across the Oceans” che si muove sul tema della distanza della nostalgia stempera e addolcisce il tema lirico e melodico rispetto all’avvio solenne, proietta in evidenza l’estro e l’anima più gothic metal di Shaman che increspa le onde oceaniche con gemme melodiche su una ritmica sorprendentemente muscolare.
La cifra drammatica incalza con “No Banners No Glory” che esplora le rovine decadenti della società Occidentale; troviamo il featuring di Clara Sorace oltre ai growls di Emiliano Pasquinelli che collabora con la band abitualmente. Ed è nuovamente Pasquinelli con i suoi growl che arricchisce le mutevoli dinamiche di “Chasing the Horizon”; un brano dove tutto funziona perfettamente, una sublimazione dell’orientamento artistico dei Walk in Darkness. La maturità compositiva spinge l’orizzonte sonoro oltre i rigidi confini del gothic metal, abbracciando orchestrazioni maestose e atmosfere squisitamente sinfoniche.
La ricerca della libertà dalla mediocrità della modernità è il tema che anima “Freedom” più stratificata e cervellotica nelle intenzioni, brano che esce alla distanza. “Mother” rallenta i toni come un inno alla meditazione interiore in omaggio alla Madre cosmica. L’atmosfera iniziale tranquilla con chitarra acustica ed il pathos vocale di “Towards Chang’an” si comprime e divampa nello splendido ritornello mantenendo comunque un’atmosfera sospesa ed intrigante. In chiusura la splendida “You Who Dream” col suo tema lirico che ruota attorno al valore umano in una realtà dominata da macchine e algoritmi; perfettamente accordato anche con il taglio artistico dell’album quasi a fissare quanto di bello e di valido sono in grado di offrire i Walk in Darkness. Come brano extra è la volta della rivisitazione del brano “Last Siren” dal loro album di esordio del 2017 (In the Shadows of Things) ma che fatico ad integrarlo completamente all’attitudine che anima questa release dei God Don’t Take Calls.
In conclusione siamo davanti ad un ottimo album che amplia il lessico di dei Walk in Darkness senza snaturarlo; molta più sinfonia e cinematiche ma il gothic permane nei simbolismi e nelle atmosfere di fondo. Un lavoro più spettacolare e maturo che attribuisce spessore ed un senso di proiezione nel futuro di una realtà musicale di grande valore.
Album Consigliato!
Four Arms
Tracklist:
- Nico Rising
- Across the Oceans
- No Banner No Glory
- Chasing the Horizon
- Freedom
- Mother
- Towards Chang’an
- You Who Dream
- Last Siren (Revisited)
- Anno: 2025
- Genere: Symphonic/Gothic Metal
- Etichetta: Autoprodotto
Links:
