Sagittarius A” è l’EP di debutto dei romani Symphonies Of Decay, musicisti non certo di primo pelo che coagulano, in una classica formazione a cinque elementi, una sorta di thrash death Metal ricco di aperture melodiche e di ispirazione cosmica.

Registrati e mixati presso lo studio di Giuseppe Orlando (Novembre), questi quattro brani affrontano un tema epico, potente e originale: gli eventi distruttivi di portata spaziale!

È infatti nello spazio profondo che ci trasportano le tastiere (ce ne sono parecchie nel disco, ma non c’è un tastierista ufficiale in formazione), con l’introduzione in stile John Carpenter di “New Rebirth”, un robusto brano di sapore svedese (Amon Amarth?) che ci sorprende con un ritornello melodico e malinconico, presumo sempre ad opera dello stesso cantante Simone Gaddeo, che predilige solitamente un bel growl, scandito ed espressivo. Il disastro adombrato nel testo è l’impatto con un asteroide, che distrugge e resetta, verso una nuova nascita. Chiudono il brano un assolo lirico e appassionato e un’inattesa coda di piano.

Andamento da folk ballad terzinata per il brano dedicato ai buchi neri, “The Portal”, un’alternanza di densità musicali che include tutta la gamma dinamica della band e conferma la formula vincente del ritornello melodico, così come il senso di abbandonata, morbida accettazione, in un amor fati tinto di atarassia.

Supernova” ha lo sprint del singolo, grazie ad un riffone oscillante e un andamento cadenzato e deciso, quasi smargiasso. In realtà la sua struttura è più complessa: racchiude un nido acustico e raccolto, che cresce emotivamente nel cuore melodico del brano, infondendo un certo pathos narrativo che rende il tutto interessante e avvincente.

E l’evento finale più definitivo di tutti? Per la chiusura si è scelto niente meno che parlare della collisione di due galassie, sullo sfondo di una visione deterministica e ineluttabile. Musicalmente non succede nulla di particolarmente apocalittico, ma rimane quell’atmosfera di malinconia cosmica, costruita con filamenti di frasi di chitarre e ritornelli di epica rassegnazione. C’è anche un passaggio che ricorda i Death (e ha tutto il sapore di un innocente tributo), mentre i destini dello spazio vengono cantati nelle ultime strofe, sfrangiate e sfilacciate come gli estremi delle galassie.

Suggestivo. Gradevole. Musicalmente abbastanza derivativo nelle sue parti, ma sufficientemente personale nell’assemblaggio, da mantenere vivo l’interesse per tutti venti minuti.

Se proprio devo fare un’osservazione in merito al bel concept scelto, è l’aspettativa nei confronti di una controparte musicale altrettanto devastante, monumentale e cataclismatica, mentre con i Symphonies Of Decay rimaniamo sempre in una zona di comfort sonoro, all’interno del “metal estremo accettato e riconosciuto”.

Bravi.

 

Marcello M

 

Tracklist:

  1. New Rebirth
  2. The Portal
  3. Supernova
  4. Cores Collide

 

 

  • Anno: 2025
  • Etichetta:  Autoprodotto
  • Genere: Melodic Death Metal

 

Link:

Facebook

Instagram

Bandcamp

YouTube

Autore

Vecchia versione del sito (archiviata)