Eccoci di nuovo a parlare di Vittorio Sabelli, musicista di formazione jazzistica, ideatore poliedrico del progetto Dawn Of A Dark Age di cui abbiamo già scritto in toni trionfali all’uscita di Transumanza.
Come ormai ci ha abituato Sabelli (siamo già al nono disco in studio) anche questo ‘Ver Sacrum‘ non è un album facile. Richiede ascolti ripetuti, pazienza, la volontà di lasciarsi trasportare piuttosto che di essere colpiti: è tutto molto lento ma in questa lentezza quasi cerimoniale ‘Ver Sacrum‘ trova la sua vera essenza. Sabelli e i suoi compagni non cercano di fare Black Metal moderno o di inseguire mode nordiche: qui si scava nelle proprie radici, nelle storie dimenticate dell’Italia antica e in questo caso del silenzio delle terre che un tempo furono dei Sanniti.
La tematica rimanda al cosiddetto ‘Ver Sacrum‘ (Primavera Sacra), un rituale di buon auspicio di tipo socio-religioso diffuso in epoca pre-romana per consacrare alle divinità tutto ciò che fosse nato nella primavera successiva.
Siamo sempre di fronte ad un Avant-garde Black Metal raffinato e pieno di sfumature. La furia del metallo nero si fonde con strumenti completamente estranei al genere tradizionale, primi fra tutti il clarinetto ed i fiati. L’alternanza tra ritmiche serrate, tremolo picking spietato, urla evocative e sezioni folk, jazz e orchestrali non appare mai come un mero esercizio di stile, bensì come la colonna sonora necessaria per narrare il viaggio di una comunità attraverso foreste, montagne e territori ostili. La drammaturgia del disco è arricchita dalla partecipazione di numerosi ospiti e da un impianto vocale multiforme, che varia dal growl più scuro al parlato lirico e solenne, conferendo al lavoro la struttura di una tragedia classica ambientata tra i boschi dell’Italia preromana.
Sono solo quattro i brani che compongono ‘Ver Sacrum‘ per circa quaranta minuti di durata e, come accennato sopra, sempre imponente è la lista di artisti che affiancano Sabelli nell’esecuzione di questa opera: rilevante la presenza di Ignazio Cuga (KRE’U) che aggiunge nuova linfa alle parti vocali dei Dawn Of A Dark Age, Diego ‘Aeternus’ Tasciotti alla batteria, Alessandro Sforza ai cori, Dora Chiodini al flauto, Antonio Varanese al violino, Jacob Berzekis al violoncello e Marco Molino alle percussioni.
Ormai sapete cosa vi aspetta immergendovi nei Dawn Of A Dark Age; dal canto nostro non rimane che rimarcare quanto sia ormai riconoscibile la voce artistica di Sabelli nel panorama estremo italiano.

 

Filippo Marroni

 

Tracklist

  1. Il Voto Infranto (L’Ira Di Mamerte)
  2. Il Consiglio degli Anziani (L’Oracolo)
  3. Il Rito Della Consacrazione
  4. Venti Anni Dopo – La Partenza (Nascita della Nazione Sannita)
  • Anno: 2025
  • Etichetta: My Kingdom Music
  • Genere: Iconoclastic Avantgarde Black

 

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