I torinesi Ural convincono fin dai primi secondi grazie ad un Thrash Metal d’oltreoceano suonato con grande perizia, intensità e credibilità che, pur essendo innegabilmente derivativo nella stragrande maggioranza della propria essenza, è capace di stupire piacevolmente con guizzi di inattesa verve, e di restarci impresso nelle orecchie grazie a composizioni sufficientemente accattivanti.
Forti di altri due album e tour internazionali alle spalle, i cinque mettono insieme poco più di mezz’ora di musica per questo terzo capitolo, che vede in copertina ancora una volta il loro allucinato licantropo, questa volta a cavallo tra evoluzione biomeccanica e primitivismo.
”Extreme Paranoia” gioca in una comfort zone che non scontenta nessuno e si fa spazio a gomitate a suon di cori da gang alla Anthrax e un riffing serratissimo, mentre una voce sguaiata sbraita e bercia come è giusto che sia in un brano del genere.
Un bel bilanciamento tra l’approccio più generalista e quello più eclettico dei succitati newyorkesi dà forma a “Break The Fall”, che conferma tiro, ruvidezza e compattezza, soprattutto nei riff spezzati.
Tempi più cadenzati per la massiccia “God Of Lies”, in cui la qualità del riffing resta un elemento di merito, e anche se sembra sempre che i due chitarristi cerchino di inseguire modelli già esistenti (dai Forbidden ai Voivod), i risultati sono più che godibili.
Il disco nel suo complesso ha un suono corposo, muscolare e organico, senza perdere i dettagli dei fraseggi vorticosi dei riff più serrati. Di immediata presa i cori di “Open Scars”, che si alternano alla monotonia vocale del classico gridato acuto da thrasher, mentre la band si dimostra assai più creativa e inanella un riff dietro l’altro cambiando più volte l’atmosfera del brano. Scelta come singolo, “Rat In A Cage” è una canzone dritta ed efficace, che pesta col tupa tupa, ma riesce anche a costruire un’atmosfera, quasi malinconica.
La vera sorpresa avviene con un piacevolissima rivisitazione del motivo ritmico di “Flat Black”, (con tanto di trombone impazzito ad evocare l’originale autore del brano J. J. Johnson), trasformata in un efficacissimo intermezzo thrash, ma con l’effetto a doppio taglio di risultare il brano più incisivo dell’album.
Anche in “Terror Eyes” (che sfocia in una coda finale nella traccia successiva) abbiamo il sapiente alternarsi tra aperture oscure, ritmiche serrate e assoli lancinanti eppure, nonostante al momento dell’ascolto tutti gli elementi appaiano gradevoli, se non addirittura entusiasmanti, rischiamo di trovarci a fine disco senza la sensazione di aver ascoltato qualcosa di epocale.
Una bella prova, un’oggettiva dimostrazione di forza e capacità, un appetitoso banchetto Thrash Metal: e allora perché mi sembra che manchi qualcosa?
Marcello M
Tracklist:
- Extreme Paranoia
- Break The Fall
- God Of Lies
- Wrong Children
- Open Scars
- Rat In A Cage
- Flat Black (J.J. Johnson)
- Terror Eyes
- …To Change Your Vision
- Anno: 2026
- Etichetta: XTREEM Music
- Genere: Thrash Metal
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