Voto: 6.5
Avevamo conosciuto i romani Perversion 99 con l’uscita dell’Ep d’esordio intitolato ‘Belle Epoque‘ e li ritroviamo dopo 3 anni con una formazione rinnovata e un album interamente dedicato alla prima guerra mondiale. Se quell’Ep era caratterizzato da influenze prettamente thrash (Slayer, Testament..) in questo lavoro c’è stata un’evoluzione importante verso sonorità più epiche e metalliche che potremmo definire technical metal. Brani lunghi e ben strutturati che però alla lunga potrebbero stancare un ascoltatore non avvezzo a certi suoni. Di certo non è l’immediatezza il forte dei Perversion 99, quindi tanta pazienza e ripetuti ascolti per apprezzare il notevole lavoro profuso.
Brano esplicativo in tal senso è ‘PTSD‘ calderone di suoni con variazioni continue passando da momenti thrash ad altri di melodia, oserei definirlo un brano fusion/metal.
Comunque è quasi tutto l’album che ci presenta questi cambi continui di sonorità e di sperimentazione, se si voleva stupire il pubblico devo dire che ci sono riusciti già dalla fanfara che introduce ‘Kriegserklärung‘ brano che poi si districa con suoni slayerani (quelli più cupi però) e cadenze thrash con voce sempre cupa e ridondante. Gran finale a colpi di chitarra. Più thrash ‘The Art Of War‘ di cui aveva parlato il nostro direttore nella recensione dell’Ep, ‘Sinful Saint‘ è più sperimentale con quei suoni fusion che sorprendono non poco amalgamati con qualche rimando ai Megadeth, ottimo il modo di suonare meno convincente la voce. Anche ‘The Crimson Sultan‘ era presente in ‘Belle Epoque‘ mentre ‘The Last Mission‘ vede la presenza come guest alla voce di Anthony Drago, per una song decisamente più metal e di effetto di cui potete vedere anche il video. Il basso è fondamentale in ogni brano e ne va’ dato merito all’ottimo Francesco Vinci che ha un modo tutto suo di suonare.
Stupefacente ‘Are Friends “Perverted”‘ che inizialmente mi aveva fregato ma che poi ho associato a Gary Numan, infatti è una incredibile versione del classico dell’artista britannico e cioè ‘Are Friends Electric?‘ brano manifesto di certa new wave/synth pop a dimostrazione della gran voglia di sperimentare della band romana. Ben fatto. Interessanti anche i due brani conclusivi a partire dalla strumentale in larga parte acustica ‘Through The Eyes Of The Innocents‘ per chiudere con ‘Worse Than Hell‘ tre minuti in cui dare libero sfogo al marasma di influenze che contraddistinguono la band, con ampio risalto alla parte più thrash.
In definitiva un buon lavoro che se avrete la pazienza di ascoltare più volte potrebbe piacervi a dismisura, promossi.
Gary Stone
TrackList
- Anno: 2015
- Etichetta: LA Riot Survivor Records
- Genere: Thrash Metal
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