“La Matre mi vuole sempe bene. Oggi a fato cadere a Frangesco.”

Ecate Nera. Come se fosse necessario specificarlo, dato che Ecate è Dea antichissima, padrona della magia e tutrice degli incroci (là dove i primi bluesman fecero i patti con il diavolo). Signora dell’Oscurità, padrona della Notte, colei che regna sui demoni, sui fantasmi e sui morti. Dea associata alla Luna che assume attraverso la grecità il ruolo di protettrice della famiglia e negli Oracoli Caldaici assume ruolo di soteira (salvatrice), di Madre degli Angeli e Anima del Mondo Cosmico.
La natura del suo culto è “(…) intrinsecamente ambivalente e polimorfa (…) ed elude ogni definizione.

Mai monicker potrebbe risultare più calzante ed efficace nel definire questo progetto firmato, nella copia fisica a mia disposizione, da Lord Yshua. Copia che, una su sette in totale rilasciate, mi è arrivata ben prima che mi fosse affidato l’onere e l’onore di recensirla. La mia copia, rigorosamente realizzata a mano, è un portfolio A5 in cartoncino nero cui, con profusione di sbaffi di colla, sono affrancate le belle grafiche di copertina. Ma è all’interno che troviamo le vere sorprese, dato che l’interno del “digipack” ci accoglie con un appunto e un disegno, chiaramente ispirato agli “affreschi” rinvenuti sotto un sottile strato di intonaco nell’argentiano “Profondo Rosso”, tracciati a mano da Clara. Clara è la protagonista del concept alla base di questo lavoro straordinario (nel senso anche di: fuori dall’ordinario), un racconto/diario raccolto in un “booklet” di otto facciate sporche di sangue dilavato. Legate da un inquietante filo di lana spesso e marrone che, sulle prime, pensavo fosse un cordino di capelli intrecciati come un feticcio voodoo.

Ho avuto modo di conoscere Lord Yshua prima della sua opera, attraverso i suoi post in cui esterna il proprio processo creativo e i propri retroscena filosofici e spirituali. E difficilmente si può rintracciare un’ispirazione più autentica e coerente della sua. Lo dico senza esitazione e con ammirazione. Lo dico perché, se di vuoti proclami sono pieni i social, quello di cui parla il Lord riguardo il proprio processo compositivo e di produzione è perfettamente rintracciabile nella sua Opera.
Alfiere della produzione analogica LY concepisce la registrazione come un vero e proprio momento mistico di “messa in risonanza” spirituale. I suoi ragionamenti sul ruolo magico e spirituale del tamburo forse c’entrano poco con questo lavoro, sono certo più attinenti ad altri suoi progetti più trascendenti, ma nella stratificazione delle parti strumentali che compongono questo lavoro si rintraccia una ricerca ossessiva sul suono e sulla sua valenza ipnotica.

Mettiamo subito le cose in chiaro: questa non è una raccolta di canzoni legate da un concept.
Ci troviamo di fronte ad un nuovo media: un film fatto di suoni strutturato in capitoli come un diario. La fotografia di un’anima dolente e tormentata. Il lascito di uno Spettro.
La forma canzone qui non è contemplata. La musica diventa soundtrack di un’allucinazione indotta dalle parti recitate che si intrecciano ad estratti di noti film horror italiani, a rumori ambientali e a litanie inquietanti che si trasformano in gemiti e rantoli che vengono a loro volta raccolti dagli strumenti come echi che rimbalzano nella mente dell’ascoltatore.
L’utilizzo degli echi e dei rimbombi e delle risonanze rendono quella che, in estrema semplificazione, potremmo considerare dark ambient/industrial, iniettato di una fulgida vena gotica per quanto alle inquietanti melodie utilizzate, un vero e proprio gioiello di improvvisazione programmata e magnificamente stratificata che si coniuga ad una vera e propria perfomance attoriale, con la voce di Lord Yshua capace di tratteggiare ogni sfaccettatura lo spettro della disperazione, dell’angoscia, della follia.

“E continuava quel motivetto e affondava le carni con un coltello”
(estratto da: “La danza del Principe”)

samaang ruinees

Tracklist:

  1. Clara
  2. Danza De Principe
  3. Fantasmi
  4. Madonna Piangente
  5. Specchio
  6. Pagliaccio
  7. Male Divino
  8. La Madre
  9. Outro
  10. Suspiria (cover)
  • Anno: 2023
  • Etichetta: Autoprodotto
  • Genere: Dark Ambient Industrial

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Autore

  • samaang ruinees

    classe 1970, dopo aver fatto studi musicali classici scopro a 15 anni il metal. a 17 anni il mio primo progetto (incubo - thrashgrind), poi evolutosi in thrash tecnico con gli insania (1989-1997) e infine in death-thrash con insania.11 (2008-attivo). prediligo negli ascolti death e black ma ho avuto trascorsi felici con la dark wave e l'industrial. appassionato di film e narrativa horror, ho all'attivo un romanzo pubblicato e la partecipazione con dei racconti ad un paio di antologie.

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