I siciliani Eternal White Trees propongono un Gothic/Doom Metal malinconico e decadente e, a distanza di 2 anni dal precedente ‘The Summer that will Not Come‘, ritornano con questo ‘Prelude of Loss’ sempre per My Kingdom Music.
La formazione è rimasta quella del debutto e l’attitudine musicale invariata, con questo album gli Eternal White Trees hanno spinto in avanti, o più precisamente in profondità, le peculiarità del loro sound.
Il tempo scandito da un orologio ed un’atmosfera sinistra aprono “Time in a Candle”; un brano criptico e cupo dove la produzione sonora è l’elemento che esprime la direzione della maturazione del loro sound: voci profonde e synth con predilezione per le frequenze alte in primo piano, chitarre magnetiche ed evocative, sezione ritmica con bassi acustici su una batteria inaspettatamente con pochi riverberi e piuttosto in dietro nel mix. Riusciamo ad entrare nell’oscurità introspettiva degli Eternal White Trees e subito veniamo trascinati dalla magia crepuscolare di “The Last Dance”.
La scelta di una produzione sonora che cerca di allontanarsi leggermente dagli stilemi del gothic/doom, da un lato caratterizza la personalità degli Eternal White Trees dall’altro penalizza leggermente alcune composizioni come la seguente “Pale Sun Sai Moon” dove la magia delle chitarre non riesce a placare la necessità di un portamento ritmico più presente. La stessa impressione anche per “Into the Abyss of Night” ma le distorsioni sono più mitigate nei bagliori melodici delle voci, eccezionali, e nel pathos delle chitarre e Synth. Diversamente su brani come “A Stringer Inside the Mirror” e “Not Anymore” la poesia e il forte tenore emotivo si accordano perfettamente con le scelte produttive creando i momenti più intensi e riusciti dell’album.
In mezzo al viaggio sulfureo e sognante di Prelude of Loss si colloca la cover dei Talk Talk “Such a Shame”; una versione che tende a rispettare l’originale aggiungendo quel bagliore oscuro della personalità degli Eternal White Trees, un episodio a mio avviso azzeccato ed interessante che li promuove ulteriormente. Progressione che con “Rest for a Moment” si allontana dal doom lasciando emergere echi di Klimt 1918 e dei Novembre, quel gothic alternative che ha incantato tutti all’inizio degli anni 2000. Ora che la componente dinamica torna a prendere il sopravvento su “The Army of Nothing” anche se ci fa sprofondare nel lato malinconico ed oscuro del sound degli Eternal White Trees, mantiene la barra dritta nonostante i tempi dilatati e le profondità emotive che va a scandagliare (‘rest from the deepest’).
Segue “Upon the Moon”, un brano intrigante che, pur sviluppandosi su un andamento ritmico lineare, offre un ascolto piacevole grazie alla sua atmosfera suggestiva dove la melodia emerge in maniera sottile ed eterea. “And If You Have to Live” prima e “Time Has Come” chiudono questo con un incremento drammatico e crepuscolare delle emozioni ma con oscillazioni minime sui temi portanti; entrambe leggermente trattenute dall’approccio relativamente asciutto della produzione.
‘Prelude of Loss’ si presenta come un album di grande spessore, denso di suggestioni emotive e ricco di atmosfere evocative, in cui la band riesce a esprimere appieno la propria maturità artistica. Lungo il percorso dei brani, questo slancio espressivo viene gestito con equilibrio e consapevolezza, evitando con intelligenza che l’intensità compositiva sfoci in eccessi di prolissità o in soluzioni ridondanti, e mantenendo così una coerenza che valorizza l’intero lavoro.
Album consigliato!
Four Arms
Tracklist:
- Time in a Candle
- The Last Dance
- Pale Sun Sad Moon
- A Stranger Inside the Mirror
- Not Anymore
- Such a Shame
- Into the Abyss of Night
- Rest for a Moment
- The Army of Nothing
- Upon the Moon
- And If You Have to Live
- Time Has Come
- Anno: 2025
- Genere: Gothic Doom, Doom Metal
- Etichetta: My Kingdom Music
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