‘Elegy From a Dying World’ è l’esordio discografico dei bolognesi Obsidian Fall, rilasciato il 7 Marzo in autoproduzione. Nati musicalmente nel 2023 dall’incontro artistico tra il chitarrista Promother (Giulio De Gaetano) e la bassista Nanse (Ilaria Cataldo) dopo aver completato la lineup con Mira (Claudia Gigante) alla voce e Iskandar (Alessio Monacelli) alla batteria, gli Obsidian Fall esordiscono sulla lunga distanza con questa release.
‘Elegy From a Dying World’ è un affresco malinconico in chiave Melodic Death Metal di un mondo decadente e devastato dove germoglia la speranza di rinascita; sicuramente un intento ambizioso ma con gli elementi giusti per mettere in evidenza i newcomer Obsidian Fall.
L’album si apre con la strumentale “The Invention of Hate” che subito sorprende per l’esuberanza stilistica della band che, mantenendo un appeal immediato, non disdegna soluzioni non convenzionali. L’utilizzo preminente di ridondanze melodiche di lead guitar in primo piano, come ribadito nella successiva “Smash the Sinergy” sono parti focali dell’arrangiamento e non parti soliste integrative. Trovo questa particolarità, oltre alla mutevolezza vocale della bravissima Mira sono gli elementi caratterizzanti dello stile degli Obsidian Fall.
I brani fluiscono in maniera omogenea e diretta, nonostante i numerosi inserti ambientali di synth e cinematiche; anche se questo penalizza leggermente l’andamento ritmico che risulta leggermente “dietro” (ne sono un esempio “Fading Skylines” ed “Embers”), l’approccio musicale è puro e coinvolgente.
‘Elegy From a Dying World’ è un album fortemente ispirato ed estremamente curato; la produzione sonora però non riesce a supportare pienamente tutto quello che gli Obsidian Fall propongono con questo esordio discografico. Si colgono una miriade di scelte stilistiche che si appoggiano sia sulla tecnica e la creatività di questi musicisti assolutamente vincenti, scelte che con una produzione adeguata sarebbero più evidenti andando a definire in maniera più netta la personalità artistica della band.
“The Last Rain on Earth” ad esempio non risente di nessuna debolezza: la ritmica è tellurica, grande profondità delle parti basse, ambientazioni cinematiche perfettamente integrate ed il genio di Promether che dissemina tristezza tra pall-mutes rabbiosi e melodie sepolcrali, la mutevole vocalità di Mira non viene appiattita dalla produzione e si riesce ad apprezzare nella sua pienezza.
Solo in alcuni brani il compound sonoro intacca leggermente le preziose linee vocali come su “Chased” dove capita che venga un po’ soffocata dalle orchestrazioni oppure su “A Pale Yellow Sun” dove l’intensità emotiva vocale si appiattisce leggermente nei momenti di maggior pathos.
I brani sono comunque tutti molto convincenti, senza alcun calo stilistico; si nota come gli Obsidian Fall sperimentino in molteplici direzione per andare a tratteggiare in maniera più precisa la propria personalità artistica.
Proprio “A Pale Yellow Sun”, primo singolo di debutto anticipato dal 10 gennaio 2025, riesce a bilanciare elementi musicalmente più estremi ad atmosfere più contemplative fornendo la chiave di lettura dell’intero album.
“Interstellar” un brano che esplora il rapporto padre-figlia capace di travalicare spazio e tempo, traendo libera ispirazione dal capolavoro cinematografico di Christopher Nolan. Si tratta di un brano che, pur potendo risultare prolisso per chi si avvicina al sound degli Obsidian Fall, si distingue indubbiamente per il suo notevole effetto scenico e l’elevato pregio artistico.
“The Invention of Love” è l’altra faccia, ancora strumentale, di Elegy From a Dying World, un epilogo altrettanto viscerale che, nella visione decadente e drammatica dell’album, lascia sensazioni di speranza per l’avvenire.
‘Elegy From A Dying World’ rappresenta comunque un debutto maturo e consapevole di una band che ha le idee chiare sulla propria identità artistica. Nonostante alcune sbavature concesse su un primo lavoro, l’album dimostra una notevole coerenza tematica e musicale, offrendo momenti di autentica bellezza alternati a esplosioni di potenza controllata. Un debutto solido che, pur mostrando ancora margini di crescita, stabilisce gli Obsidian Fall come una realtà da tenere d’occhio nel panorama metal italiano ed europeo.
Four Arms
Tracklist:
- The Invention of Hate
- Smash the Synergy
- Fading Skylines
- The Last Rain on Earth
- Surviving the Aftermath
- Ember
- A Pale Yellow Sun
- Chased
- Interstellar
- The Invention of Love
- Genere: Melodic Death Metal
- Anno: 2025
- Etichetta: Autoprodotto
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