Se fossi stato un musicista e avessi suonato heavy metal, avrei sicuramente scritto un album di classico heavy, e quell’album si sarebbe chiamato ‘Back To The ’80s‘! Questo per dire che finalmente sono tornati tra noi i Megahera, l’ultimo baluardo di heavy metal integro che circola nella penisola, e non me ne vogliano gli altri. I ragazzi sardi non fanno parte della prime mover metallica tricolore, ma di sicuro hanno scavalcato molti nel corso degli anni, grazie ad un approccio e un attitudine genuini e sinceri, senza cedere a facili compromessi e questo si sente anche nella loro musica.

Perchè omaggiare gli anni ’80? Perchè quella è l’epoca d’oro dell’heavy metal e di chi ancora crede, pensa e spera che un giorno le classifiche saranno piene di vera musica come quella che rimbomba in questo album e non tutta la merda che quotidianamente ci viene propinata. Perchè noi siamo quelli che ancora sognano, quelli che ancora si mettono il chiodo come scelta di vita, quelli che non mollano mai.

A ben 12 anni di distanza da ‘Condemned To Insanity‘ (veramente troppi per il valore della band),  Mario Marras leader maximo dei Megahera, torna sulle scene con un album che è pura poesia per chi ama l’heavy metal fatto di passione, cuore e amore, da ogni nota infatti si sente quanto nelle sue vene scorra sangue composto di metallo puro, il tutto con estrema personalità magari sconfinando in partiture punk e melodiche ma fatte con perizia e assoluta competenza.

In tutti questi anni ho avuto modo di seguire passo passo la costruzione di ogni singola canzone e ne conosco il gran lavoro fatto per trovare la giusta chiave di volta e devo dire che il prodotto finale è davvero di levatura internazionale. Ottimo l’artwork di Stan Decker, un’autentica garanzia, che ci ricorda ‘Ritorno Al Futuro‘.

Si parte lancia in resta con ‘Berserkers’ Arise‘ un interessante brano speed metal dal ritmo vivace, con linee di basso (Matt Angelini) eccellenti, stop and go e linee melodiche nel bridge centrale molto efficaci, chitarre incisive (oltre a Mario troviamo Andy Mornar) e taglienti con riff prettamente eighties, ottimo avvio.

Tommyknockers‘ ispirata dalle ‘Creature del Buio‘ di Stephen King è una canzone abbastanza uniforme dove tutti gli strumenti sembrano allineati come un battaglione all’alzabandiera, belo il doppio a-solo heavy a centro brano, nel quale i due chitarristi si “sfidano” a suon di riff e dal quale poi si dipana la parte finale con un’accelerata thrash devastante guidata da una sezione ritmica (Norman Ceriotti alla batteria) molto graffiante, ottima anche la prestazione vocale dello stesso Mario.

Demiurge Hunting‘ è un heavy thrash imponente e cadenzato con qualche breve passaggio melodico e ci trasporta verso ‘I’m Not Your Puppet‘ dove il veloce inizio si accosta al punk, ma soprattutto l’energia sprigionata e lo splendido refrain ne fanno la preferita dell’album per quanto riguarda il sottoscritto.

Non poteva mancare nella collezione l’inno rock, quindi ‘Rock Heroes‘ lo è a tutti gli effetti e sarà un must in sede live, belli i riff di chitarra che in parte mi hanno ricordato l’immenso Fabio Cappanera (R:I:P:), ma è la canzone in generale che emoziona.

Awakening‘ si apre con un arpeggio da brividi per poi alzare lentamente il ritmo e lanciarsi verso un heavy metal penetrante e modulato nel quale la voce narrante di Mario ci accompagna in trame cupe e nebulose raccontandoci un mondo attuale dove il lavaggio del cervello quotidiano ha adombrato le menti, quindi dobbiamo ribellarci se vogliamo sopravvivere risvegliando le menti annebbiate.

I due brani finali sono ‘Warrior Pride‘ un heavy metal dai ritmi tribali, persuasivo al punto giusto con un grande a-solo di Andy Mornar, ed infine la title track, song essenziale aperta dal rullio di tamburi e dal solo di Mario, un vero e proprio inno di lode alla nostra musica del cuore con l’invito a ribellarsi all’ordine costituito e riportare l’heavy metal ai fasti degli anni 80, una missione alla quale tutti compatti dobbiamo partecipare.

Chiudendo la recensione non posso che affermare che il ritorno dei Megahera è quanto di meglio ci si potesse attendere nell’anno appena trascorso, gli alfieri dell’heavy metal sono di nuovo tra noi e per me è il disco dell’anno senza alcun dubbio.

 

Klaus Petrovic

 

Tracklist:

  1. Berserkers’ Arise
  2. Tommyknockers
  3. Demiurge Hunting
  4. I’m Not Your Puppet
  5. Rock Heroes
  6. Awakening
  7. Warrior Pride
  8. Back To The ’80s

 

  • Anno: 2025
  • Etichetta: Witches Brew
  • Genere: Heavy Metal

 

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