Nati cinque anni fa come trio strumentale, gli Zio Crocifisso sono oramai credo definitivamente un quintetto, grazie all’inserimento di un cantante, l’istrionico e magnetico Andrea “Mitzi” Dal Santo, e del bassista Fabio Malizia, entrambi estranei alle registrazioni contenute in questo “Campana Di Legno + Trappola Per Topi” che, come avrete intuito, racchiude sia l’EP di debutto, sia composizioni più recenti.

Con una ispirazione veristica direttamente collegata ai Malavoglia di Giovanni Verga (che lascia spiazzati, anche in un contesto musicale così bizzarro), il trio formato da Paolo “SKE” Botta alle tastiere, Dario Magri alla batteria e Matteo Serenelli alla chitarra si è lanciato nella composizione senza porre grossi limiti di genere, restituendoci (pur all’interno di un’estetica smart-prog contemporanea ben definita) una raccolta di brani molto eterogenea, sia per sonorità, sia per contenuto, lunghezza e intensità.

Anche se il gruppo si guarda bene dal nominarlo esplicitamente (pare faccia troppo “boomer”…), il Metal fa capolino ogni tanto, se non in termini di riff e ritmiche, per lo meno con il suo tipico piglio aggressivo, oscuro e tagliente, probabilmente ridigerito in seguito ad assimilazioni giovanili. Fatto sta che quando si lanciano in intricate strutture ricche di cambi, passaggi spezzettati e inserimenti improbabili, gli Zio Crocifisso pestano di brutto, rendendo ancora più interessante il cambio di dinamica su composizioni più dilatate e sognanti.

Esemplare la traccia “Lievito Madre (PT. I-V)”, primo frutto della collaborazione dei tre musicisti, in cui abbiamo una sorta di manifesto delle ispirazioni e dei riferimenti, come un collage sonoro (ma suonato!) che è una vera dimostrazione di forza e intelligenza, in cui si passa attraverso un amplissimo ventaglio sonoro che contiene, tra gli altri, King Crimson, Tool, Dobermann Trio, Zu, eclettismi vari, riffoni, arpeggi, vocalizzi, fiati, versi, solennità epica, impeto hardcore e sprazzi di serenità.

La frenesia compositiva ed esecutiva dell’iniziale “Arenicola” mi ha ricordato i virtuosismi di editing sonoro operati da Manuel Bongiorni (MusicaXBambini), tanto estreme e apparentemente insuonabili appaiono le partiture! E pensare che i ragazzi siano in grado di riprodurre dal vivo questa roba è davvero qualcosa di notevole, soprattutto quando accompagnato da proiezioni video.

Anche se non ci sono dei “cantati” veri e propri, la voce è presente in questo album in molteplici varianti, dal recitativo al vocalizzo etereo, fino alla performance della piccola protagonista di “Margherita Legge Umberto G.”, una sorta di sonorizzazione della lettura di un testo, in cui parole e musica aumentano sinergicamente il potere evocativo reciproco, regalandoci una piccola perla.

In questo disco intelligente e brillante, la continua proposta di nuove forme mantiene l’ascoltatore partecipe e attento, nonostante gli oltre cinquanta minuti di astruserie, grazie alla capacità di inserire, in quello che altrimenti sarebbe un virtuosismo fine a se stesso, una componente emotiva palpabile, che riempie di significato queste bizzarrie.

Tra brevi intermezzi rumoristici, ambientazioni sonore eteree e intensi sprazzi di energia compressa, si susseguono le tracce, ripetendo alcuni degli ingredienti, nobilitati a cifra stilistica, in modo da non annoiarci mai.

Così, giusto per ricordarci che suonare può essere anche qualcosa di molto elaborato, divertente e gratificante.

 

Marcello M

 

Tracklist:

  1. L’Acconto 
  2. Arenicola 
  3. Speziale 
  4. Metaxu
  5. Il Tramonto Dell’Occidente Si Avvicina
  6. Lievito Madre (PT. I-V)
  7. Buone Parole
  8. E Mele Fradicie
  9. Margherita Legge Umberto G.
  10. La Rivolta Dei Servi
  11. La Malabestia Di Calafato
  12. Vince
  13. Il Cuore Si Stanca Anche Lui
  14. La Malora 

 

  • Anno: 2025
  • Etichetta: BTF/AMS Records
  • Genere: Avant prog 

 

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