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Gli Headless sono stati fondati nel 1996 dai cugini Walter (chitarre) ed Enrico Cianciusi (batteria). La formazione originale della band pubblicò l’EP ‘Future to Past‘ nel 1996 e l’album ‘Inside You’ nel 1998 prima di sciogliersi nel 2000.

Walter ha riportato in vita il nome nel 2011 con una formazione completamente nuova, incentrando la loro nuova musica su ritornelli accattivanti, tecnica progressive metal e la potente voce di Göran Edman. Quella formula – aiutata dal batterista Scott Rockenfield (Queensryche) – ha costituito la base del loro album di ritorno del 2013 “Growing Apart”. Enrico è tornato a far parte degli Headless nel 2014 e successivamente ha contribuito alla batteria in ‘Melt The Ice Away‘ del 2016 e nel fantastico album del 2021 ‘Square One‘.

I nostri ritornano con ‘Transitional Objects‘. Un album dalle trame musicali molto interessanti e che, sia agli amanti del metal classico che di quello più moderno, potrà sicuramente piacere! ‘Transitional Objects‘ è ricco d’intrecci prog metal ma anche pieno di melodie immediate che rimangono in testa. Il sound è massiccio ma allo stesso tempo, originale e molto vario. Un’introduzione metallica e d’ispirazione prog/heavy metal apre la bella ‘Weightless‘. A degli ispirati fraseggi di chitarra, che ricordano un po’ i Dream Theater e gli Angra, seguono dure linee di chitarra a cui segue un grande lavoro della sezione ritmica e di linee vocali che ricordano i grandi cantanti del genere. Il brano è decisamente arioso e, soprattutto nei momenti più duri e tecnici, convince pienamente. I vari cambi di tempo (notevole il lavoro della sezione ritmica) accompagna dei bei tappeti sonori dove le chitarre, sia nei momenti più melodici che nei momenti più metallici, permettono al Singer di creare dei bei passaggi di grande musica. Un ottimo brano che deve moltissimo alle grandi band degli anni 80/90. 5 minuti dove gli Headless, con grande capacità tecniche e compositive, emergono con note molto ispirate e con atmosfere decisamente gradevoli.

Un grandissimo lavoro della batteria introduce ‘Losing Power‘. Song dalle tinte hard rock/AOR che ricordano i grandi del passato. A riff duri e spediti seguono cori che ricordano i grandissimi Triumph e le grandi band americano/canadesi dei mitici anni 80. L’ottima produzione permette di assaporare il sound della band e ci permette ci sentire quanto i singoli musicisti siano affiatati; infatti, è ben evidente che il lavoro collettivo è di altissimo livello. Notevole il lavoro del batterista che, grazie alle sue precise linee, permette agli altri strumenti di creare vari tappeti sonori dove il Vocalist può emergere con grande qualità. Il sound è quello giusto; heavy, tecnico ma melodico! I ritornelli sono veramente ispirati, gradevoli e sono decisamente coinvolgenti.

La bellissima ed ispirata ‘Misery‘ prende vita da riff di chitarra veramente duri; Alle influenze prog metal s’inseriscono sonorità che devono molto al miglior hard rock/rock degli anni 80/90; infatti il sound delle chitarre, nelle parti più dure, ricorda gli Skid Row e in altri momenti emergono influenze che ricordano il grandissimo Jerry Cantrell degli Alice in Chains. I ritornelli e i cori possiedono una grandissima freschezza musicale e permettono un ascolto delizioso ed attraente. I cambi di atmosfera sono veramente interessanti e riusciti. I passaggi dai momenti più cupi a quelli più nostalgici sono decisamente notevoli! Anche in ‘Still my thrill‘ emergono, in alcuni momenti, influenze più moderne ma il sound è quello del miglior heavy/prog metal. In alcuni momenti, soprattutto in quelli più melodici, sembra di sentire i grandissimi Rush del periodo di ‘Test For Echo‘. Notevoli sono i momenti strumentali dove la sezione ritmica svolge un ruolo determinante. Grandissimo il lavoro del bassista e del batterista che creano dei momenti di altissimo livello! Magnifico il lavoro delle chitarre, che ci regala un assolo veramente di altissimo livello e che ricorda lo stile del grande Alex Lifeson, e del vocalist. Notevole la capacità della band d’inserire belle melodie all’interno di brani tecnici ma mai banali. Ottimo lavoro!

Dei bellissimi arpeggi di chitarra (bellissimo l’effetto chorus!), accompagnati da un bel lavoro di basso, creano la struggente e sognante ‘Refugee‘. Il brano sembra ispirarsi ai grandi DT di ‘Awake‘; infatti lo stile del brano ricorda vagamento quello di ‘Lifting Shadows Off a Dream‘. Questa bella composizione si evolve con melodie decisamente riuscite e con linee vocali che rimangono veramente in testa. Un grande assolo di chitarra rende il brano ancora più accattivante e aggiunge il giusto livello di tecnica. Gli Headless dimostrano di essere dei bravissimi compositori! Grande merito anche al livello di registrazione e produzione che mette in risalto il grande lavoro di gruppo.

Interessante, soprattutto nel suo incedere, ‘No One’s Waiting‘! Da riff potenti e massici, che possono ricordare sia i Metallica che i Fates Warning, nascono melodie dotate di una grande freschezza musicale che ricorda il miglior hard rock americano degli ultimi trent’anni. Il Singer è il protagonista assoluta e, con grande capacità, riesce a creare linee vocali e cori che hanno il grandissimo pregio di essere immediati e di rimanere facilmente in testa. La sezione ritmica guida il brano e permette alle chitarre di creare riff che si alternano tra durezza ed immediatezza. Grandissimo lavoro di gruppo!

A chiudere la bella cover dei MegadethI Thought I Knew It All‘ (dal disco ‘Youthanasia‘), con il grande chitarrista Andy Martongelli). Gli Headless ci regalano un ottimo disco heavy metal dove i momenti più tecnici e prog s’intrecciano a melodie hard rock, ariose e dotate di grande fascino.

 

Domenico Stargazer

 

Tracklist:

  1. Weightless
  2. Losing Power
  3. Fall To Pieces
  4. Misery
  5. Still My Thrill
  6. Refugee
  7. No One’s Waiting
  8. I Thought I Knew It All (feat. Andy Martongelli)
  • Anno: 2025
  • Etichetta: M-Theory Audio
  • Genere: Heavy Metal/Prog

 

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