Ho già avuto occasione di parlarvi dei Tenebro qui, senza nascondere le mie perplessità in merito ad un progetto che sembra più un piano di marketing che un’urgenza espressiva, ma devo riconoscere che, fatte salve le considerazioni di base adombrate nella precedente recensione, il misterioso duo formato da Il Becchino e Il Beccamorto, sta effettivamente migliorando e affinando la propria proposta: quel calderone di batteria finta, riff death Metal old school, accordature ultragravi e saccheggio dell’immaginario cinematografico orrorifico ribolle che è un piacere, emanando odorini stuzzicanti e bagliori ipnotici. Rispetto alle prime raffazzonate composizioni, in questo nuovo “Una Lama D’Argento” percepiamo un reale sforzo compositivo, con tanto di riff accattivanti e melodie vere e proprie, mentre si amplia il repertorio di riferimento da cui saccheggiare idee musicali, per lo più afferenti alla scena Death Metal americana delle origini. Come avrete intuito dal titolo e dalla copertina, Dario Argento e i suoi film sono il punto di riferimento per le composizioni di questo album e sono diversi gli spezzoni di audio estratti ed inseriti per suggerire didascalicamente le suggestioni che si cercano di rievocare.
Il suono è più digeribile rispetto alle prime produzioni, anche se a volte le chitarre sono così gravi e pestate da suonare quasi scordate, aggiungendo marciume al tutto.
Trovo interessante riflettere su come la band abbia la necessità di appoggiarsi ad elementi formali espliciti e figurativi, come il ricorso ad un’iconografia immediatamente riconoscibile, l’uso di frammenti cinematografici e la scelta di titoli evocativi e risonanti, all’interno della nicchia di riferimento, per puntellare di significato il proprio altrimenti generico e poco interessante mondo sonoro, in una sorta di operazione di “appropriazione culturale” in cui il dislivello tra il contributo del materiale originario e i nuovi apporti ci fa sollevare più di una riserva in merito all’intera operazione.
Va detto che i quaranta minuti di questo dischetto si lasciano ascoltare, nonostante l’impasto sonoro non sia dei più gradevoli, e non solo per via delle citazioni argentiane, ma anche grazie a scelte curiose, come la progressione di accordi mainstream di “Appare La Bambola Poi La Lama”, il riff uncinante di “Il Corpo Come Sparito”, gli armonici alla Cannibal Corpse di “Larve Affamate” e la cadenzata “Jennifer”, che sembra la parodia di una cavalcata dei Manowar.
Il progetto sembra stare in piedi e funzionare, ma mi chiedo sinceramente cosa resterebbe di tutto ciò, qualora venissero tolte le stampelle della creatività altrui.
Marcello M
Tracklist:
- Inferno
- L’angelo Caduto Tra Le Luci Del Teatro
- Impiccata
- Sangue Sui Muri
- Lo Specchio… Omicida.
- Il Corpo Come Spartito
- Piume Rosse
- Appare ala Bambola, Poi La Lama
- Larve Affamate
- Nel Sonno Della Veggente
- Jennifer
- Anno: 2025
- Etichetta: Time To Kill Records
- Genere: Old School Death Metal
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