Oggi parliamo di uno split, un disco composto a ‘quattro mani’: si intitola ‘Latitudes Of Sorrow‘, è uscito il 21 novembre 2025 per Everlasting Spew Records e porta la firma di due realtà agli antipodi geografici ma affini nello spirito: da una parte i romani Shores Of Null, dall’altra il duo finlandese Convocation. Gli Shores of Null sono un gruppo italiano di Melodic Death/Doom formatosi a Roma nel 2013, di cui abbiamo già ampiamente parlato nelle nostre pagine. Il quintetto mescola aggressività Blackened, sezioni Gothic-Doom, melodie profonde e atmosfere immersive, creando un sound pesante e allo stesso tempo malinconico e suggestivo.
I Convocation sono un duo finlandese di Funeral Doom/Death formato a Helsinki nel 2013. Nato come progetto Death Metal si sono trasformati, portando la loro musica verso lidi più solenni e cupi, caratterizzata da riff massicci, atmosfere opprimenti e temi legati alla morte, al dolore e all’apocalisse.
Ad aprire le danze di questo ‘Latitudes Of Sorrow‘ sono gli Shores Of Null che portano tre brani inediti nati mentre la band sta già lavorando al prossimo disco. ‘An Easy Way‘ è probabilmente il pezzo più immediato del lotto, un growl di apertura firmato da Davide Straccione che lascia presto spazio a una progressione più melodica, con le voci pulite che si allargano fino a diventare quasi cantabili, nonostante il testo affronti temi come la depressione e il sottile confine tra resistenza e resa. Segue ‘The White Wound‘, costruita in modo simile, con andature dimesse alternate a improvvise accelerazioni. Chiude la parte italiana ‘The Year Without Summer‘, forse il momento più riuscito del trio: un incipit dolente e quasi rassegnato che si trasforma in un riff più minaccioso, impreziosito dalla partecipazione vocale di Marko Neuman dei Convocation, che dona al brano un timbro più sporco e aggressivo. È una scelta produttiva intelligente, perché crea un ponte naturale verso la seconda metà del disco, preparando l’ascoltatore al cambio di registro.
Con ‘Abaddon’s Shadow‘ si passa infatti al versante finlandese ed il salto è netto: qui il Doom si fa Funeral, i tempi si dilatano oltre i dieci minuti, la voce di Neuman scava un solco molto più profondo e cavernoso. Tutta la parte strumentale è opera di Lauri Laaksonen, che costruisce atmosfere dense, quasi liquide, dove synth e organo allargano lo spazio sonoro rendendolo opprimente. ‘Empty Room‘ chiude il disco con quasi nove minuti, interpretando vuoto e tormento attraverso un riff ricorrente ma sempre diverso.
Il risultato finale, poco più di trentasette minuti in tutto, funziona proprio per contrasto dove da un lato la scrittura più melodica degli Shores Of Null e dall’altro la pesantezza assoluta dei Convocation raccontano in due modi diversi lo stesso dolore e le stesse angosce esistenziali.
Bello.
Filippo Marroni
Tracklist:
- An Easy Way
- The White Wound
- The Year Without Summer
- Abaddon’s Shadow
- Empty Room
- Anno: 2025
- Etichetta: Everlasting Spew Records
- Genere: Melodic/Funeral Doom
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