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Quarto album per i doomsters veneti Kröwnn dal titolo Santa Somnia che esce per Subsound Records. L’identità musicale progredisce verso influenze thrash e classic ma sempre ancorate alla gravità del doom con nuovi spunti melodici intriganti ed affascinanti. Si tratta di un concept introspettivo, un viaggio di un santo immaginario in un mondo in disfacimento dove incubo e realtà coincidono. La narrativa, com’è anche facilmente comprensibile leggendo la tracklist, si ispira all’oscuro universo dei videogame ‘Souls’ di Hidetaka Miazaki ma anche al manga del compianto Kentaro MiuraBerserk’.

Dopo l’onirica intro l’album si apre appunto con “You Died” come chiaro riferimento alla celebre schermata dei giochi di FromSoftware, usata qui come metafora della morte psicologica e della perdita di speranza. Brano che ancora non scopre molto di come sia progredito il sound dei Kröwnn ma che stende un comparto sonoro imponente ed oscuro.

“Legacy Dungeonn” è più liberà e dinamica, introduce dei groove ritmici dinamici mantenendo una robustezza sonora importante; forse perché l’eredità oscura stavolta si muove in un ‘open world’. “Skullknight” è un interludio aggressivo carico di elementi classic e punk (stavolta siamo su Berserk) che apre alla parte più sostanziosa dell’album.

“Moriredormire” è un brano animato dalla calma opprimente di un corpo immobile con la mente che spazia dall’insonnia al tumulto onirico di un animazione sospesa. Le coordinate rimangono prettamente doom ma non mancano cambi repentini ed intuizioni che arricchiscono notevolmente la proposta musicale dei Kröwnn; brano monumentale ed assolutamente intenso. “The Old Blood” ci porta stavolta a Bloodborne con un mood dinamico e ricco di contrappunti dove basso e batteria imprimono un senso di movimento venefico e asfittico; un altro episodio che evidenzia la crescita stilistica della band verso una personalità sempre più più marcata.  

“Permadeath” è un altro riferimento diretto alla terminologia dei giochi Souls, dove si indica la morte permanente del personaggio; brano più crudo e nervoso di matrice thrash ma che contiene anche delle fughe in ambiti più affini alle sonorità della band, nel complesso dentro Santa Somnia ci sta alla grande. 

Prima dell’”Outro” atmosferica che sigilla il viaggio onirico c’è ancora tempo per “Respawn” in chiara contrapposizione simbolica col brano precedente. Le coordinate stilistiche rimangono le stesse ma il sentore dell’opportunità nel rinascere per provare ancora si percepisce. Una speranza ambigua perché si tornerà a morire un’infinità di volte o per comprendere che non esiste una vera e propria vittoria. 

In definitiva, Santa Somnia non rivoluziona la formula dei Kröwnn, ma la porta esattamente dove deve andare. Non ci sono troppe innovazioni radicali,  doom resta il perimetro invalicabile, le influenze thrash e classic erano già intuibili, e il concept videoludico-letterario è coerente con l’identità della band, ma la direzione è quella giusta. La crescita stilistica è evidente: maggiore dinamismo, groove più interessanti e una personalità sonora che si affina senza tradire le radici. 

I Kröwnn non cercano la rottura, ma l’evoluzione, e in questo senso Santa Somnia è un passo solido, maturo e convincente. Un album che non sorprende, ma che conferma.

 

Four Arms

 

Tracklist:

  1. Intro
  2. You Died
  3. Legacy Dungeonn
  4. Skullknight
  5. Moriredormire
  6. The Old Blood
  7. Permadeath
  8. Respawn
  9. Outro

 

  • Anno: 2026
  • Etichetta: Subsound Record
  • Genere: Doom Metal

 

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