Si è conclusa con un grande successo l’edizione 2026 del Punkadeka Festival, andata in scena sabato 5 settembre al Circolo Magnolia di Milano. Un’edizione che ha confermato ancora una volta la forza di una manifestazione costruita interamente dal basso e capace di richiamare a Milano una comunità internazionale legata alla musica e alla cultura punk, hardcore e DIY.

Sono stati oltre 1.000 i partecipanti arrivati da tutto il mondo, con una presenza massiccia da tutta Italia, isole comprese, ma anche da Turchia, Stati Uniti, Spagna, Germania, Romania, Paesi Bassi, Norvegia e Regno Unito, fino ad arrivare a Thailandia e Filippine. Una presenza internazionale che ha trasformato il Magnolia in un punto d’incontro per fan, musicisti e realtà indipendenti provenienti da Paesi diversi.
Non sono mancati moltissimi nomi della scena: membri di band più o meno note, musicisti, fanzine, creator ed etichette hanno preso parte alla giornata, insieme ai numerosi stand DIY presenti nell’area. Anche il merch ufficiale del festival e quello delle band è andato rapidamente a ruba, confermando quanto sia ancora forte il legame tra musica e cultura indipendente.
Il pubblico ha iniziato ad arrivare presto, dimostrando fin dalle prime ore di voler sostenere tutte le band in programma. Ad aprire il festival sono stati gli Already Buried, protagonisti di un set potente e diretto, profondamente legato all’hardcore della vecchia scuola. A seguire i Lillians, capaci di scaldare rapidamente il parterre del Magnolia con un set partecipato con tanto di ospite sul palco e il ricordo di persone vicine alla scena che ci hanno lasciato prematuramente.
Il ritmo è quindi aumentato con i Trauma, trascinati dalla potente voce femminile della band e da un set capace di alternare momenti di grande intensità a parti più introspettive. Nel frattempo, il pubblico continuava a crescere e l’area del festival a riempirsi.
Uno dei momenti più attesi della giornata è stato il meet & greet con gli MxPx, che ha permesso ai fan arrivati anche da molto lontano di incontrare la band americana. Un momento di incontro che ha anticipato uno degli appuntamenti più attesi della serata.
I Duracel hanno poi proposto un set tiratissimo e senza pause. Gli Uguaglianza hanno fatto pogare e cantare a squarciagola tutto il Magnolia, preparando il terreno agli inglesi Grade 2, che hanno trasformato il parterre in un gigantesco circle pit.

E’ l”ora dei Talco, capaci di far ballare l’intero Magnolia. Tra il pubblico sono comparse anche numerose bandiere della Palestina, accompagnate da fumogeni, creando una vera e propria coreografia collettiva.
Poi è arrivato il momento degli MxPx. La band americana, assente dai palchi milanesi da circa vent’anni, è tornata in città con un set esplosivo che non ha lasciato fermo praticamente nessuno. Chitarre lanciate in aria, giochi di luce, salti, crowd surfing e circle pit hanno accompagnato una performance che ha trasformato il Magnolia in un unico, gigantesco movimento.
Un finale all’altezza delle aspettative per un festival che, ancora una volta, ha dimostrato come la passione, il lavoro volontario e una visione indipendente possano dare vita a qualcosa capace di attirare pubblico da ogni parte del mondo.
E proprio questo è forse il risultato più importante dell’edizione 2026: vedere persone arrivare da così lontano per condividere la stessa musica, ritrovare vecchi amici, conoscere nuove realtà e vivere una giornata nella quale palco e pubblico sono rimasti costantemente connessi.
Il Punkadeka Festival continua così a rappresentare uno spazio costruito dalla scena per la scena, dove non servono grandi mezzi o grandi sponsor, ma persone, musica, passione e la voglia di esserci.
Sul futuro del festival non ci sono ancora certezze. Ma una cosa è sicura: l’edizione 2026 ha lasciato il segno.
Oltre 1.000 persone arrivate da ogni angolo d’Italia e del mondo, una line-up esplosiva, un pubblico presente fin dall’apertura e un finale affidato agli MxPx hanno regalato al Punkadeka una delle sue giornate più intense.
