Apro Metal Archives, digito Extinction e mi ritrovo con diciassette gruppi diversi che si chiamano tutti uguali.
Diciassette.
Inghilterra, Stati Uniti (tre volte), Svezia, Polonia, Russia, Italia, Germania (quattro volte), Repubblica Ceca, Spagna, Perù e Cina.
Black Metal, Death Metal, Thrash, Metalcore: ce n’è per tutti i gusti ma il nome è sempre quello. Una specie di franchising internazionale dell’apocalisse!
Il bello è che, mentre il Metal ci racconta da decenni di mondi devastati e umanità al collasso, civiltà scomparse o destinate a scomparire, l’unica cosa che sembra davvero immortale è la voglia di chiamare la propria band Extinction.
Oggi parliamo ovviamente di quelli italiani, giunti a tre anni da ‘Cryogenesis’ al quarto full lenght intitolato ‘The Horned God‘, nove tracce uscite per Punishment 18 Records e registrate ancora sotto la guida di Davide Billia agli MK2 Recording Studio e confezionate dall’artwork di Sheila Franco.
La band guidata dal chitarrista Danilo Bonuso, attiva fin dal 1995 e rinata a Torino nel 2014, offre un Thrash/Death di scuola classica e sul piano esecutivo c’è poco da eccepire: chitarre precise e nitide e Lorenzo Catolla al basso e Lorenzo Aimo alla batteria che garantiscono una base ritmica solida e precisa. Si sente un gruppo rodato che suona insieme da anni e che padroneggia il mestiere senza una sbavatura. Il problema è che la bravura tecnica non basta a tenere in piedi un album e ‘The Horned God‘ lo dimostra ampiamente.
L’apertura con ‘Divine Adoration‘ e la successiva title track promettono più di quanto mantengano: quest’ultima racconta la parabola della divinità cornuta dal toro dell’Asia Minore fino alla sua trasformazione nel Diavolo cristiano: peccato che il ritornello non ha la forza di imprimersi nell’ascoltatore nonostante il bellissimo inserimento del violino di Katija Di Giulio che aggiunge una sfumatura originale e contribuisce a distinguere il pezzo dal resto della scaletta. La voce di Filippo Collaro purtroppo non (mi) convince, sembra sempre un po’ fuori dal contesto sia per la particolarità tonalità di growl che per le linee melodiche piatte e poco coinvolgenti.
Brani come ‘Human Dolls‘, ‘The Ruling Plague‘ e ‘Mania‘ confermano l’impressione di fondo: tanta energia ben incanalata ma poca personalità nella scrittura, sfociando in un disco che si ascolta volentieri ma si dimentica in fretta.
Insomma, un po’ quello che risultava in ‘Cryogenesis’: una band che purtroppo non riesce ancora a piazzare il colpo per il salto definitivo.
Filippo Marroni
Tracklist
- Divine Adoration
- The Horned God
- Jukai
- Llorona
- Wendigo
- Human Dolls
- The Ruling Plague
- Mania
- Pan
- Anno: 2026
- Etichetta: Punishment 18 Records
- Genere: Thrash/Death Metal
Links
