Il solco tracciato da quel Thrash Metal della Bay Area rimane e rimarrà sempre più vivo che mai, uno stile che ha saputo prendere le frecciate più feroci dell’Heavy e dell’Hardcore suturandole con tecnica e capacità esplosiva musicale ed attitudinale, fungendo notevolmente da megafono per un vasto malessere sociale verso la società moderna. Ancora oggi miete nuovi adepti in continuazione che portano avanti la fiaccola, come i Torinesi Ural.

Esordendo nel 2019 i nostri sfornano con due letali album un Thrash Metal/Crossover semplicemente distruttivo con portamento fedele alla causa, apportando anche sperimentazioni “cosmiche” sperimentali ispirate ai monumentali Voivod.

Lo scorso 10 ottobre danno alla luce il terzo album “Psychoverse” che sin dall’artwork denota una fusione tra i viaggi astrali voivodiani e un attacco di lupi feroci nel miglior modo thrashcore nel pit e a tal proposito iniziamo con “Drag Me To The Wolves” dove un inquietante intro licantropica prepara il tappeto ad un esplosione thrashcore travolgente, batteria a cascata, riff affilato e cantato HC al meglio impreziosendo il tutto con ottimi passaggi “psych” ispirati dai già citati Voivod.

Heritage” senza indugi rompe ancor di più la diga come un pugno in faccia ci fa rompere le ossa nel mosh, sparata a mille e con una padronanza tecnica sublime schizzando poi alla enigmatica “Nightmare” che rallenta con un evocativo riff psichico e con un bel pathos, senza cedere con il ritmo poderoso Thrash 80.

Anche “Blood Red Sand” non perde il suo smalto old school, un ritornello riottoso che ti entra subito in testa (ottima prova vocale) spazzato via poi dalla sfuriata “Core” che piace a noi ed immancabile assolo in impennata che esalta non poco proseguito da palm mute a rotta di collo.

Fall Of The One World” stoppa tutto e riprende a piene mani dalle intro lente e “post apocalittiche” melodiche anni 80 dando fiato ad un brano schiacciante come un colosso pur rimanendo estremamente riflessivo, passando alla più rabbiosamente strafottente ” Uncanny Valley“.

Carousel Of Hell” riprende la ritmica HC inglobandola bene con riff pieni di fuzz “da altra dimensione” ben bilanciati, un brano poderoso verso il classico Thrash nel mezzo dalle forti tinte cupe e senza speranza.

Chiude in bellezza “66.6 FM“, una misteriosa strumentale acustica in dissolvenza che ci porta in una dimensione oscura ed indecifrabile. Un’ ottima capacità di atmosfera che lascia il brivido.

Ennesima bella prova per i nostri Ural, qualcuno dirà che non è niente di troppo originale ma invece vengono riproposti i fasti delle pietre miliari dandogli nuova linfa vitale in maniera sentita e fedele all’attitudine. L’espressività non manca, la voglia di ampliarne le sperimentazioni idem, tematiche di indubbio interesse, fierissimi, una padronanza strumentale veramente buona e roba che spacca veramente !!
Gran bel lavoro!
Ci vediamo nel Pit !!

Draugar

Tracklist:

  1. Drag me to the Wolves
  2. Heritage
  3. Nightmare
  4. Blood Red Sand
  5. Fall of the One World
  6. Uncanny Valley
  7. Carousel of Hell
  8. 66.6 F.M
  • Anno: 2023
  • Genere: Crossover Thrash Metal
  • Etichetta: Xtreem Music

Link:

Facebook

Instagram

Spotify

Autore