‘Sore’ è l’esordio discografico degli alessandrini The Remedy; rilasciato in formato digitale nel 2024 e successivamente in digipack per The Triad Rec.
Metal che la band stessa non riesce a classificare propriamente in un genere più preciso, più semplicemente è il risultato delle varie influenze musicali che i componenti apportano attivamente nella composizione dei brani. Essendo un esordio è anche normale che i The Remedy si costruiscano una propria identità partendo da questo ottimo album.
Thrash con influenze groove e melodeath sono le coordinate principali di questo ‘Sore‘ dove la versatile vocalità di Ilenia “Fenis”, all’interno di arrangiamenti funzionali ed assolutamente efficaci, fanno la differenza. L’album si apre con “The Remedy” che è propriamente un manifesto stilistico dell’album, ma tra i solchi si trovano anche altre peculiarità molto interessanti. Ho trovato la produzione molto valida, intelligente la scelta di andare in direzioni lontane dai generi musicali nei quali i The Remedy non vogliono farsi imbrigliare. “Not Again” e “You’ll Never Die” fortemente debitrici ad un groove metal riproposto con l’attitudine dei The Remedy. Mentre la prima è piacevole ma non fa gridare al miracolo, “You’ll Never Die” è decisamente intrigante, con una voce che continua a piegare la melodia con grande maturità, sempre al servizio del brano (peccato per il primo riff palesemente debitore verso i Pantera). “The Speaker” un altro valido esempio di come la band con arrangiamenti eterogenei ma mai troppo complessi, riesca a confezionare un piccolo gioiello che sorprende per un portamento ritmico mai banale. Tutti gli ingredienti di “D-Die” sono dosati ancora con grande maestria, brano ancora composto e misurato negli eccessi, funziona alla grande anche grazie ad una importante parte melodica di chitarra sul finale. “Invisible” stempera ulteriormente i toni rallentando ma non perdendo la carica drammatica; ancora groove “salvato” da un arrangiamento vocale cangiante e maiuscolo di Ilenia “Fenis”.
Basta incrinare 2 regole portanti degli stilemi del thrash metal per confezionare una perla di stile come “Fog of War”; qualche bpm in meno ed una cassa più “sorda” sul tupa-tupa per facilitare ingressi melodici della chitarra lead. Ovviamente i The Remedy dimostrano di avere una grande ispirazione compositiva ed un pizzico di lucida follia per farlo con tale dimestichezza. “One With the Sun” è più introspettiva; suddivisa in una prima parte caratterizzata ancora da una ritmica rallentata sulla quale si compone una melodia diluita fino alla seconda parte in cui un sentore malinconico ed estraniante catturano l’ascoltatore. “Ill Lumination” è il brano più breve dell’album ma si fregia di un arrangiamento tutt’altro che banale, ogni elemento appare perfettamente omogeneo al successivo ma sono i The Remedy a rendere tutto questo possibile. Si capisce come il processo compositivo sia fortemente ispirato e condiviso dalle varie sezioni; tutto funziona perfettamente indipendentemente dalla scarsa propensione ad affondare le proprie radici in un filone musicale più definito. ‘Sore’ si chiude con “S.T.O.M.” con la sua strofa immediata ed i suoi stop & go groovy, forse l’unico brano che non mi ha convinto pienamente.
L’esordio sulla lunga distanza per i The Remedy è un ottimo lavoro, suonato ed inciso senza compromessi di sorta, per presentarci l’anima pura di questa band. Si tratta di un punto di partenza dal quale i The Remedy possono progredire continuando a cavalcare la loro creatività compositiva aggiungendo l’esperienza di questa release e delle esibizioni live che stanno portandoli a farsi conoscere nell’underground nazionale.
Four Arms
Tracklist:
- The Remedy
- Not Again
- You’ll Never Die
- The Speaker
- D-Die
- Invisible
- Fog of War
- One with the Sun
- Ill Lumination
- S.T.O.M.
- Anno: 2024
- Genere: Groove Metal, Thrash Metal
- Etichetta: The Tria Rec.
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