Ben dieci anni separano “Horror Museum”, il secondo album dei genovesi Path Of Sorrow dal loro debutto del 2016. Buon segno: a quanto pare la band si è presa il tempo necessario per assestarsi e fare tutte le cose per bene.
I cambi di line-up all’interno del gruppo devono essere stati talmente logoranti che nel press kit giunto fino a noi non è neppure indicata una formazione completa, ma credo di poterla ricostruire parzialmente indicando nel bassista Robert Lucifer la figura centrale attorno alla quale si è ramificato il progetto.
Varcando la soglia del museo degli orrori dell’umanità, ci aspetta un death Metal melodico, agile e tagliente, pesantemente intriso di Svezia, dai Dark Tranquillity ai Bloodbath, incluso tutto quello che ci sta in mezzo. Un suono derivativo, certo, ma che riesce a costruirsi un’identità e una forma di originalità grazie ad una scrittura brillante, capace di conferire ai brani una tensione narrativa anche grazie alla vincente scelta di raccontare, nei testi, vicende che l’ascoltatore può seguire. Oltre allo storytelling, un abile dosaggio delle varie sezioni, delle spezie e delle dinamiche, fa sì che il palato non faccia in tempo ad annoiarsi, passando da un riff all’altro con fluidità e coerenza.
Mi ha colpito positivamente il fatto che l’introduttiva “Inauguration” non sia una banale intro, ma una composizione vera e propria, un bel brano strumentale che cresce e, come una vera ouverture, anticipa gli ingredienti delle successive portate, includendo in due minuti tutti gli elementi sonori che andremo ad assaggiare.
La title track è un ibrido tra il Gothenburg sound e King Diamond, in cui iniziamo ad apprezzare le due chitarre, perennemente impegnate in trame a volte parallele, altre complementari, sempre ben calibrate e gustose. “Feral Hunt” conferma la bravura, sia esecutiva sia in sede di scrittura degli arrangiamenti, della giovane batterista Titti, un vero talento, indispensabile nel garantire quel dinamismo ad alta digeribilità che contraddistingue il menù del gruppo.
Su “Elegy Of The Fallen” sentiamo per la prima volta alternarsi alle classiche vocalità growl del frontman Mat, una voce femminile che, fortunatamente, non ha nulla di lezioso, ma si rivela una interessante variazione di sapore. Gli assoli di chitarra confermano l’approccio melodico da Heavy Metal tradizionale e di classe.
Per “The Butcher” è stato realizzato anche un bel video, che ci accompagna lungo un brano accattivante e tirato, tra sfuriate blast beat e un tetro ritornello cadenzato. Assoli tecnici e un cantato non privo di teatralità incorniciano i picchi del brano, che ha nella sua convincente varietà uno dei pregi maggiori.
Melodia di presa immediata per la frizzante “My Mask”, che riesce ad essere molto accessibile senza svendersi alla faciloneria, in un tripudio di riff e fraseggi stappati uno dopo l’altro come fosse il cenone di capodanno.
Confermando l’alta qualità della scrittura di “The Night Comes Suddenly” (con inserti di cantato melodico) e della strisciante ed epica “The Great Old One Rise”, ci tengo a portare l’attenzione su un brano particolarmente riuscito, ovvero quella “Divina Voluntas (Torquemada)” che vede non solo il ritorno della voce femminile come protagonista, ma anche l’utilizzo dello spagnolo, in una canzone ad alta intensità interpretativa che non vi lascerà indifferenti.
Chiude il disco l’eponima “The Path Of Sorrow”, muscolare e nervosa, a tratti spigolosa, ma ingentilita dalle frasi di chitarra e caratterizzata da un bel finale.
Come bonus abbiamo la versione in italiano di “My Mask“, “La Maschera” che, a quanto pare, è piaciuta particolarmente non solo a me, ma anche al gruppo.
Un disco decisamente ben preparato e apparecchiato che, pur non facendo gridare al miracolo, dimostra come, se fatta come si deve, anche la cucina tradizionale diventi gourmet.
Marcello M
Tracklist:
- Inauguration
- Horror Museum
- Feral Hunt
- Elegy Of The Fallen
- The Butcher
- My Mask
- The Night Comes Suddenly
- The Great Old One Rises
- Divina Voluntas (Torquemada)
- The Path Of Sorrow
- La Maschera
- Anno: 2025
- Etichetta: Nadir Music
- Genere: Melodic/Horror Death Metal
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