Trio che nasce come duo nel 2020 e si presenta qui con l’album di debutto, cinque pezzi totalmente strumentali che oscillano tra il Doom, lo Stoner e il Post Metal.

Gioele Pelloni alla chitarra, Simone Ascari alla batteria e Massimo Tanganelli al basso si sono frugati nelle tasche ed hanno registrato quindi in completa autoproduzione questo componimento che oltre ai già citati generi ogni tanto si orienta verso sonorità e ritmiche più  vicine allo Sludge Metal.

Un mischiare i Melvins con i Porcupine Tree, unire la violenza dei Black Flag alle atmosfere create dai Black Sabbath: senza voce è tutto ancor più rarefatto, diventa tutto un sogno artificiosamente preparato; una lenta ed inesorabile oppressione unita alla lentezza dei ritmi con tutta la loro pesantezza. Una visione con il grandangolo  della rabbia, una cupa distorsione sulle patologie esistenzialistiche, un triste resoconto sulle nostre miserie umane, sui lutti continui e ripetitivi, sulla fatica che percepiamo a strascinarci di sbieco nella quotidianità infinita di giorni che sbiadiscono davanti ai nostri occhi senza mai avere un senso limpido e chiaro perchè soltanto il dolore e la sofferenza rimangono come fari in lontananza ad indicarci la via e neppure la figura della dea Amentit potrà eserci di conforto.

 

Leonardo Tomei

 

Tracklist:

  1. I
  2. II
  3. III
  4. IIII
  5. IIIII
  • Anno: 2026
  • Etichetta: Autoprodotto
  • Genere: Sludge Stoner Doom

 

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