La band meneghina composta da Dave Curran (basso e voce), Federico Bonuccelli (chitarra e voce) e Luca Antonozzi (batteria) con questo primo disco full in studio (dopo un ep di sei brani del 2021) ha voluto creare una miscela esplosiva fatto di Kaos ragionato mischiando a dovere le cadaveriche atmosfere dei Saint Vitus, le schizofreniche armonie dei Melvins e i distopici ritmi dei Tool, gettando in un abisso sonoro l’ascoltatore conscio che, senza l’indirizzo carontico dettato dai tre, non ne uscirà più intatto come lo era prima di sprofondarvi.

La musica proposta dalla band Baratro farà assumere nella mente di tutti quelli che amano la musica una sorta di terza dimensione sua propria, una dimensione che implica volume oltre che superficie, profondità di campo oltre che tessitura. Ascoltando le tracce di questo “The Sweet Smell Of Unrest” sentirete “edifici”: forme tridimensionali con una sostanza ed una tensione architettoniche. Non sentirete ovviamente e non vedrete ovviamente questi edifici nella classica modalità sinestetica; piuttosto li percepirete nel sensorio. Queste forme avranno “pavimenti”, “pareti”, “tetti”, “finestre” e “sotterranei”. Esprimono, le canzoni, “volume”: sono costruite con superfici interconnesse che dipendono, per la propria coerenza, l’una dall’altra. Per me la musica è sempre stata uno splendido contenitore tridimensionale, un recipiente, a modo suo reale come lo è una cattedrale o una nave, con un interno e un esterno e suddivisa in ambienti. Sono assolutamente sicuro che questa “architettura” abbia a che fare con la forte presa emotiva che la musica ha sempre esercitato su di me. Se non siete indifferenti e siete curiosi queste undici tracks vi porteranno in una dimensione assurda, variegata, caleidoscopica: una rappresentazione non piatta ove non esiste la bidimensionalità, vi troverete di fronte un foglio di carta ricco di linee tracciate sopra che vi troveranno assolutamente impreparati a livello emotivo tale sarà lo shock. Una differenza siderale fra ciò che si può percepire di fronte ad una pittura impressionistica ed un disegno tecnico: i tre fanno parte di quel meraviglioso mondo inesplorato che è l’arte che si spinge oltre, che non ha bisogno di regole, un’arte che risponde a delle sofferenze intime di espressività mal celata e difficilmente collocabile.

Bene ha fatto l’etichetta bolognese Improved Sequence ad inglobare nel proprio roster questo spaziale trio, e l’aggettivo non è stato messo prima del sostantivo così a caso.

Siate curiosi…

Leonardo Tomei

Tracklist:

  1. Fighting The Parking Meter
  2. Pay Dirt
  3. The Bad, The Bad And The Ugly
  4. Don’t Look At Me, I’m Hideous
  5. Adherence
  6. It’s All Your Fault Timmy
  7. Pope Of Dope
  8. Nervous Wreck
  9. Grotesque
  10. Simp
  11. Glutton
  • Anno: 2024
  • Etichetta: Improved Sequence Records
  • Genere: Doom Noise Metal

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