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Con ‘In Memoriam‘ i Superior Rage tornano sul materiale già proposto in ‘Back To The Crypt‘, ma lo fanno con un approccio che consolida in maniera abbastanza evidente l’idea del progetto. Se il precedente EP, che avevo recensito qualche mese fa, lasciava soprattutto l’impressione di una formazione ancora alla ricerca di una precisa identità, questo nuovo lavoro sembra invece voler mettere ordine nel passato e trasformarlo in qualcosa di più organico. Anch questa volta non è un vero e proprio album ma un EP di cinque brani pubblicato da WormHoleDeath Records all’inizio di quest’anno nel quale convivono tre composizioni già apparse in ‘Back To The Crypt‘ integrandolo con la rinnovata ‘Asmodeus Bacchic‘ e l’inedita ‘The Death of the Red Dragon‘.

In quella recensione avevo sottolineato come l’eterogeneità dei tre brani rendesse difficile inquadrare davvero i Superior Rage: ‘Indecent Condition‘, ‘Soleright‘ e ‘The Night of Rains‘ sembravano quasi appartenere a momenti diversi della storia della band. C’era il Black Metal più tradizionale, c’erano tastiere e aperture sinfoniche, comparivano suggestioni Death e Thrash e mancava ancora quella sensazione di trovarsi davanti a un lavoro compiuto.
‘In Memoriam‘ parte proprio da quei frammenti e li ricompone. ‘Indecent Condition‘ conserva la componente raw e aggressiva, con chitarre taglienti, batteria serrata e screaming, ma l’insieme appare meno grezzo e più equilibrato; le tastiere non sono più un elemento che rischia di confondere il quadro ma contribuiscono a costruire quella dimensione oscura e rituale che rappresenta probabilmente il tratto più personale dei Superior Rage.

‘Asmodeus Bacchic‘ è forse il brano che meglio evidenzia il cambiamento: la violenza del Black Metal viene alternata a passaggi più atmosferici e quasi teatrali, fino a creare un contrasto tra furia e sospensione e la componente sinfonica è ben bilanciata, senza sembrare inutile.

‘The Night of Rains‘ mantiene invece quell’anima epica già evidente nella precedente versione. Il Black Metal corre veloce, mentre rumori di pioggia e campane introducono una dimensione quasi teatrale.
Poi arriva ‘Soleright‘, brano che nel precedente EP mi avevo convinto poco e nonostante un miglioramento degli arrangiamenti continua a non convincere.

La vera novità è ‘The Death of the Red Dragon‘ un brano che permette di capire dove potrebbero dirigersi i Superior Rage se decidessero finalmente di lavorare su un full-length capace di sintetizzare le diverse anime emerse negli anni. L’introduzione solenne lascia spazio al Black Metal, mentre le aperture orchestrali e le variazioni dinamiche danno al pezzo una dimensione più narrativa anche se la breve durata interrompe quanto sembrava ancora ci fosse da dire.
Superior Rage rimane il principale artefice del progetto, occupandosi di musica, testi, synth e basso, affiancato da Baelithiel alla voce, Maikon alla batteria, Nemorion e Hrafnagud alle chitarre. Il risultato è un suono decisamente più vivo rispetto alla natura quasi artigianale delle precedenti pubblicazioni.

Il problema principale rimane quello della durata e della natura parzialmente retrospettiva dell’EP. Rispetto a ‘Back To The Crypt‘ il passo avanti è evidente: allora parlavo della necessità di una direzione artistica più definita, oggi posso dire che quella direzione comincia finalmente a intravedersi anche se bisognerebbe smettere di ripubblicare sempre le stesse canzoni.

 

Filippo Marroni

 

Tracklist

  1. Indecent Condition
  2. Asmodeus Bacchic
  3. The Night of Rains
  4. Soleright
  5. The Death of the Red Dragon

 

  • Anno: 2026
  • Etichetta: WormHoleDeath Records
  • Genere: Black Raw Symphonic Metal

 

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